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Rimini, Bertozzi (PD): “Ecco perchè il PD dovrebbe sedersi al tavolo con Di Maio”

Pubblichiamo una nota di Simone Bertozzi, consigliere comunale PD, che spiega il perché, a suo parere, i dem dovrebbero aprire un dialogo con il Movimento 5 Stelle.

Cinque ragioni per cui il Pd non dovrebbe sedersi al tavolo con Di Maio?

Credo che, al netto di tutto, ne basti una per avvalorare la tesi opposta. E non voglio nemmeno tirare in ballo la famosa “responsabilità”, che da queste parti – pare – funzioni a targhe alterne. Solo quando l’alleato si chiama Silvio Berlusconi.

Abbiamo condotto una campagna elettorale, soprattutto a Rimini, tutta incentrata sul concetto ambiguo di “voto utile”, specie per far digerire alla base – me compreso – la candidatura di Sergio Pizzolante. E adesso, sventolando quella famosa responsabilità, lasciamo che a dare le carte siano Di Maio e Salvini? Ok, hanno vinto loro. Ma ci scordiamo che anche nel 2013 il primo partito era stato il M5s. Forse, viene da pensare, che anche il concetto di sovranità popolare sia argomento da utilizzare in base alla convenienza del momento?

Ricordo che sedersi a un tavolo non significa per forza governare. E’ forse l’unico vero modo per togliere ogni alibi al M5s, marcandolo a uomo provvedimento per provvedimento. E costringendolo finalmente a scegliere da che parte stare. Perché destra e sinistra, con buona pace di Grillo, esistono ancora. Cosa sono loro? Dallo Ius Soli ad una legge seria anticorruzione, dieci punti su cui convergere. Chi ci sta? Togliamogli la maschera dell’ipocrisia.

Prima di pensare a come far sopravvivere il Pd, che se oggi si tornasse al voto rischierebbe di scomparire, sprofondando sotto il 15%, preoccupiamoci del futuro del Paese. Io a uno come Salvini non gli farei governare nemmeno un condominio. E pare che in campagna elettorale fossero tutti d’accordo. Anche chi, “sbigliettando” il faccione di Pizzolante, che ho votato, provava a convincermi che per impedire alla destra di governare valeva tutto. Ma proprio tutto?

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