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9 maggio 1743 – Sbarca a Rimini il Duca di Modena: feste, “acque gelate” e cioccolato

Nella prima metà del Settecento, l’Italia è ancora politicamente dominata  dagli Spagnoli. Fra breve saranno gli Austriaci a subentrare nel ruolo, ma per il momento è Filippo V, primo Borbone sul trono di Spagna, a dare le carte fra gli staterelli in cui è diviso lo Stivale. Quanto allo Stato della Chiesa, di cui Rimini fa parte, è ovviamente Sua Maestà Cattolica di Spagna che provvede alla sua sicurezza. Disseminando pertanto le sue guarnigioni ovunque, Rimini compresa.

E dunque, “il Re Cattolico volendo premiare la fedeltà e devozione di Francesco III Duca di Modena, che per aver seguite le parti di Spagna, discacciato dagli stati suoi esulava colla moglie e coi figli in Venezia, deliberò di conferirgli il grado di generalissimo delle armi sue in Italia: ond’egli ebbe a condursi a Rimini per assumerne il comando”.Le armi di Filippo in Italia sono concentrare soprattutto in Lombardia, che è ancora possesso diretto della corona di Spagna ed è continuo oggetto del contendere con gli Asburgo di Vienna.

Modena nel 1725

Modena nel 1725

Da Venezia arriva a Rimini prima la moglie di Francesco, Duchessa Carlotta di Borbone-Orléans, ma si ferma poco e non vuole onori ufficiali. Si limita ad assistere ad una messa celebrata, quella sì “in gran pompa”, nella chiesa di S. Giovanni Battista dal Reggimento di Lombardia in requiem per i propri caduti. Poi si imbarca verso la sua Francia.

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Carlotta Aglae di Borbone-Orléans

“Pochi giorni appresso, ossia a’ 9 di maggio – riferisce Carlo Tonini –  si mostrò dirimpetto a questo porto, alla distanza di due miglia, una tartana genovese. Su di essa veniva Francesco III Duca di Modena. A tale annunzio il Marchese Rangoni, che qui trovavasi, di subito sopra una peotta a otto remi si fe’ condurre a bordo della tartana. Intanto il de Gages fe’ battere la generale, e in meno di un’ora si videro tutte le truppe allestite e pronte ad accogliere il nuovo loro comandante. Questi, montato nella peotta del Rangoni, prese terra non lungi dal tempietto di S. Antonio di Padova, e ricevute le dimostrazioni d’onore dal De Gages, dal Duca d’Atrisco e da tutto lo stato  maggiore, s’incamminò con essi a piedi verso la città passando per mezzo alle file delle milizie schierate. Colpi di cannone e di mortari lo salutarono dalla fortezza”.

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Tartana genovese

Jean Thierry du Mont, conte di Gages, è Comandante generale delle truppe ispano-napoletane in Italia nel corso della guerra di successione austriaca, contro gli Austriaci e i loro alleati del Regno di Sardegna. È appena stato sconfitto dai primi in febbraio (da qui il requiem di cui sopra), ma si rifarà sui secondi fra due anni.

Seguono i festeggiamenti: “Giunto al palazzo Tingoli, destinato a sua abitazione, (nell’odierna piazza Tre Martiri) trovò gli ambasciatori del Comune eletti a rendergli omaggio. Dopo di aver desinato dal de Gages nel palazzo Garampi, ricevè le visite e gli ossequi de’ Consoli, il cui capo conte Enrico Rigazzi gli raccomandò la città e i cittadini. La sera dell’11 maggio fu in teatro a godere dell opera in musica (il teatro era nell’Arengo), e si in quella sera come nelle seguenti passò un copiosissimo rinfresco di acque gelate e di cioccolato a tutti i palchi“.

Poi ci si dà al reclutamento: “Fra le cose più importanti da lui qui fatte fu la formazione di un corpo di proprie guardie, che gli riuscì facilissima essendo accorsi volonterosi e in buon numero i sudditi del suo stato”.

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Uniformi del Regno di Napoli sotto Carlo III di Borbone

Ma più di tutto gli piace Covignano: “Visitò le circostanti colline, delle quali gli piacque più di tutte quella di Scolca, onde ripetute volte vi saliva a cavallo”.

Approssimativa veduta di Rimini del 1670

Approssimativa veduta di Rimini del 1670

Dopo tanti onori spagnoleschi, di lì a poco il Duca di Modena, penultimo degli Este, fiuterà l’aria e si avvicinerà alla parte opposta, ponendosi sotto la protezione degli Asburgo anche per via matrimoniale. Continuerà così a essere “Amministratore e capitano generale della Lombardia”, che però nel frattempo è diventata austriaca.

(Nell’immagine di apertura, Francesco III d’Este, duca di Modena e Reggio dal 1737 e signore di Varese)

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