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A quando Xi Jinping ai Casetti?

Come forse qualche lettore ricorderà, mi era già capitato di riportare un paio di “succose conversazioni”, carpite nel solito bar del mio caffè mattutino. È successo di nuovo sabato, quando i miei due vicini di tavolo hanno dato vita ad un’accesa discussione.

Riferirla mi imbarazza un po’, poiché il linguaggio usato dai due contendenti, che ho sentito chiamarsi Ermenegildo e Adelardo, era un tantinello “colorito” e l’italiano…“così cosi”.

Ermenegildo: “Di’, mo hai visto che bello scherzo che vi ha fatto la Lega, che ha preso casa alle Botteghe Oscure, proprio davanti al casermone dove prima c’era vostro il PCI?”
Adelardo: “E con questo…?”

Ermenegildo: “Dai, dai, non far finta che non vi brucia a vedere Salvini nello stesso posto dove prima c’erano Berlinguer, Pajetta e Ingrao, a voi che eravate comunisti e adesso siete solo delle anime perse”.
Adelardo: “Sai cosa ti dico? Se un buzzurro che stava diciamo all’Ina Casa, va poi a stare a Marina Centro, rimane sempre un buzzurro. O no?”.

Ermenegildo: “Però intanto Salvini può dire che così lui è diventato un po’ l’erede di Berlinguer…”.
Adelardo: “Infatti! Mo se ne fa di cotte e di crude per somigliare invece a Mussolini…”.

Ermenegildo: “Sì sì, ma tanto lo sappiamo che quelli che non la pensano come voi sono tutti fascisti, razzisti e quell’altra parola strana: uomofibi…, emifibi…, o giù di lì. Di’ su piuttosto: se oggi c’era ancora Berlinguer, dove credi che andava?” 
Adelardo: “Di sicuro non andava al Paapete, a sbavare dietro ai culi delle cubiste”.

Ermenegildo: “Mo ancora con questa storia? Invece di essere contenti che uno come lui non va alle Maldivie ma viene in Romagna… L’altra estate è venuto anche a Rimini, ti ricordi?”.
Adelardo: “Pataca!! Ci sarà da stimarsi….”. 
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Ermenegildo: “Però intanto la Lega si busca un sacco di voti che una volta erano del PCI. E allora come te lo spieghi?”.
Adelardo: “Col fatto che votare il PCI dava molte garanzie, ma non anche quella di non diventare un giorno coglioni”.

Ermenegildo: “Fai, fai le battute. Che tanto ci rivediamo staltranno, che la Lega si prende il Comune di Rimini…”.
Adelardo: “Oh di’, se dopo un sindaco come Gnassi i riminesi si contentano dell’avvocatino leghista, quello che smanovra le tasse, facciano pure loro”.

Ermenegildo: “Senti, allora facciamo una scommessa. Se la Lega vince il comune, te attacchi in casa per un mese il ritratto di Salvini. Se invece vincete ancora voi, io attacco quello di Berlinguer. Tanto ormai sono uguali…”.
Adelardo: “Mo basta con questa cazzata! Il paragone fra Berlinger e Salvini è come mettere insieme Briatore con Don Ciotti, Madre Teresa di Calcutta con Belen, Obama con quell’idiota di Trump”.

Ermenegildo: “Trump sarà anche un idiota, come dici te, però vuoi vedere che vince anche stavolta, contro quella mezza sega di Biden?”.
Adelardo: “Ah di’, se gli Americani si vogliono menare sui maroni continuino pure a farsi comandare da quello che diceva che il coronavirus era una patacata e che bastava bere un po’ di varachina, e intanto adesso non si contano più i morti. Mi sa che hanno copiato proprio da lui quel baldazone di Boris Johnson in Inghilterra e quel delinquente di Bolsonaro in Brasile”.

Ermenegildo: “Mo cosa dici? Invece Trump sul coronavirus ha messo in riga quei gasati intelligentoni della sanità mondiale, che non mi ricordo come si chiama. E ha avuto il coraggio di denunciare i cinesi, che il virus l’hanno fabbricato loro per portarlo solo in America, invece si è messo a girare per tutto il mondo perché gli è uscito dal laboratorio prima del tempo”.
Adelardo: “Si vede che si erano dimenticati di chiudere le finestre di quel laboratorio…”.

Ermenegildo: “Ridi, ridi! Intanto a dire che Trump ha ragione c’è anche il fatto che lui non è stato l’unico che ha denunciato la Cina per il coronavirus. Ci hanno pensato anche quei due avvocati italiani, che uno è di Rimini. Non mi ricordo come si chiama, però mi sembra di ricordarmi che fuori del giro degli avvocati lo chiamano il deejay Paul Right”.
Adelardo: “Certo che con tutti gli avvocati nel mondo solo loro…”.

Ermenegildo: “Se gli altri dormono… Certo che è un bel colpo per la Procura di Rimini che fa venire dalla Cina Xi Jinping per interrogarlo e magari portarlo ai Casetti”.
Adelardo: “Hai ragione, è uno spettacolo da non perdere!”

Nando Piccari

Post scriptum
Forlì si è ri-regalato l’aerogiocattolo
Dopo una lunga agonia, pur mitigata dal pietoso accanimento terapeutico di massicce iniezioni di danaro pubblico, il cosiddetto aeroporto di Forlì era alla fine defunto, per la palese insussistenza di ogni ragione ad esistere.
Ma dopo gli arditi esercizi di riesumazione di qualche tempo fa, oggi pare addirittura sul punto di poter risorgere.
Un miracolo? No, un colossale e obbrobrioso “marchettone consociativo” che ha visto tramare, d’amore e d’accordo, legaioli e renziani; col contorno di altro destrume, del silenzioso lasciapassare di quella “fettina” di Pd e 5 Stelle che a Roma contava (o fors’anche a Bologna?) e dell’abbraccio anti-riminese dei Sindaci leghisti di Forlì e Riccione.
C’è da sperare che la Magistratura dedichi al dispendioso pateracchio che ne seguirà la stessa attenzione a suo tempo rivolta, impropriamente e con effetti devastanti, all’aeroporto di Rimini.

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