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A Rimini barriere, profughi cacciati, megastore svaniti. A Riccione nella destra comanda solo Lei

A Rimini per abbattere le barriere architettoniche occorre abbattere le interpretazioni di qualche tecnico

A Rimini l’abbattimento delle barriere architettoniche diventa un percorso particolarmente difficile e in tanti casi impossibile. Le opere finalizzate al superamento delle barriere architettoniche beneficiano da tempo di disposizioni (in particolare, legge n. 13/1989) che dovrebbero consentirne la realizzazione di ascensori, in deroga alle distanze stabilite dai regolamenti locali, fermo restando il rispetto delle distanze minime prescritte dal codice civile (3 metri dal confine di proprietà). Tuttavia l’applicazione pratica di tale disciplina di favore è tutt’altro che pacifica. Il regolamento edilizio di Rimini, all’articolo 33 stabilisce che le “deroghe dalle distanze in caso di inserimento di ascensori in edifici pubblici e/o attività anche private aperte al pubblico, non necessita della certificazione di disabilità”. In sostanza se in un edificio privato non aperto al pubblico si vuole realizzare un ascensore esterno, che necessariamente deve andare in deroga alle distanze dai confini, si deve presentare la certificazione di invalidità di uno dei componenti che ci abitano, altrimenti non si può fare. Vi sono sentenze della Cassazione e della stessa Corte Costituzionale (così Corte Cost., 10 maggio 1999, n. 167, e Cass. civ., Sez. II, 25 ottobre 2012, n. 18334) che sostengono che le barriere architettoniche siano eliminate indipendentemente dalla effettiva utilizzazione degli edifici stessi da parte di persone disabili, trattandosi comunque di garantire diritti fondamentali. Per quale ragione questo principio non viene applicato dal Comune di Rimini? È solo un problema di interpretazioni di norme e quindi di giustizia amministrativa, oppure vi sono anche comportamenti rilevanti penalmente da parte degli uffici del Comune di Rimini? È certo che si tratta di un’interpretazione penalizzante per i cittadini ed anacronistica nel 2022.

Profughi cacciati dagli alberghi, una figuraccia

All’arrivo a Rimini dei primi profughi ucraini fuggiti dalle bombe russe in tanti si sono resi disponibili ad accoglierli. Associazioni, famiglie e tanti alberghi. Ovviamente gli alberghi erano in grado di offrire numeri importanti. Tanti titoli di giornali e servizi televisivi sull’accoglienza della Romagna e degli albergatori riminesi. Tanti applausi. Poi passano i giorni e nessuna istituzione (Comune, Regione o Stato) intervenga per contribuire la costo degli ucraini ospitati (donne e bambini in particolare).

Alla fine, succede che albergatori (alcuni) hanno messo alla porta i profughi ucraini ospitati per la semplice ragione che nessuno rimborsava le spese sostenute.

Sorge una domanda semplice. Chi ha detto agli albergatori di ospitare i profughi ucraini che poi sarebbero arrivati i rimborsi? La Prefettura? Il Comune? La Regione? Pare nessuna delle istituzioni. Lo conferma Patrizia Rinaldis, presidente Aia, che sostiene di aver consegnato alla Prefettura una lista di 60 hotel disponibili ad ospitare ucraini oltre 10 giorni fa, ma da allora non è successo nulla. Appunto. Se gli albergatori si fossero aspettati le diarie giornaliere per gli ucraini ospitati avrebbero dovuto attendere le convenzioni con la Prefettura. Viceversa, era un’azione di solidarietà, molto lodevole, a carico di chi ha deciso di ospitare. Cacciarli via ci ha fatto fare una brutta figura, per essere pacati.

 

Una donna sola al comando

A Riccione la candidatura del centrodestra si è conclusa come da copione. Renata Tosi sindaca uscente ha incoronato come suo successore l’attuale assessore al turismo Stefano Caldari. Tutte le forze politiche del centrodestra (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia) si sono adeguati in poche ore. Scontato il sostegno delle liste civiche che hanno sostenuto la Tosi nelle due legislature precedenti. Renata Tosi ha già dichiarato che si candiderà a Consigliere comunale nella sua lista civica. Facile pensare che in caso di successo del centrodestra alle prossime elezioni amministrative sarà in giunta al fianco del sindaco Caldari. D’altra parte nel centrodestra chi decide è solo Lei, la sindaca uscente. Saranno comunque elezioni combattute con buone possibilità che per il nuovo sindaco\a occorrerà attendere il secondo turno.

Stefano Caldari con Renata Tosi

 

L’ufficio stampa del Comune di Rimini non sopporta i centri commerciali

Qualcuno potrebbe pensare che abbia qualche motivo di risentimento con l’ufficio stampa del Comune di Rimini. Non è così. Se intervengo per due domeniche consecutive sulla comunicazione istituzionale è per ragioni oggettive. In settimana si è riunita la terza commissione consigliare che ha deliberato sul permesso di costruire convenzionato presentato dalla società Bricoman Italia. Si tratta di un intervento importante di oltre 20mila mq di funzioni commerciali tra ingrosso e dettaglio nell’area ex Corial vicino all’iper delle Befane. Ebbene l’ufficio stampa del Comune di Rimini non ha fatto nessun comunicato. Per il potente ufficio comunicazione del Comune che ci informa su tutto come, ad esempio, la posa delle canaline per la fibra ottica e la videosorveglianza nel nuovo lungomare, non scrivere due righe su un nuovo centro commerciale di 20mila mq appare quanto meno singolare. Inutile dire che senza il comunicato del Comune la notizia per molti mezzi di informazione locale non esiste. Faccio notare che l’azienda nel suo sito presenta Rimini fra le prossime aperture aprendo la ricerca di personale e indicando le figure professionali richieste.

Maurizio Melucci

 

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