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A Rimini la tassa di soggiorno rende 1,8 milioni più del previsito

A Rimini la stagione turistica ha retto all’urto della pandemia e il risultato si rispecchia anche nella variazione di bilancio presentata questa mattina in V Commissione consigliare dall’assessore al Bilancio Gian Luca Brasini. La manovra infatti tiene conto di circa 1,8 milioni di maggiori entrate legate all’imposta di soggiorno, la cui previsione lo scorso aprile, in pieno picco pandemico, era stata cautelativamente rivista al ribasso rispetto ai 10 milioni ipotizzati sulla scorta dei risultati del 2019. Risorse che oggi invece entrano a disposizione dell’Amministrazione: circa 1 milione di euro saranno destinati alla copertura di una serie di spese in parte corrente, mentre gli 800mila euro della parte di investimenti serviranno al completamento degli interventi di riqualificazione urbana del comparto di Rimini nord.

“Il dato dell’imposta di soggiorno ci conferma che la stagione estiva, nonostante le grandi incertezze iniziali, sia andata meglio di quanto ci aspettassimo – commenta l’assessore al Bilancio Gian Luca Brasini -. Con i mesi di luglio e agosto, ma anche settembre, è stato registrato un volume di presenze inimmaginabile a giugno, quando si temeva il collasso del sistema turistico ed era impossibile avere una percezione di come si sarebbe evoluta la situazione, sotto il profilo sanitario e quindi economico. Chi, agli inizi di giugno, nonostante i dubbi, le legittime paure, le grandi difficoltà ha scommesso su Rimini aprendo le porte del proprio albergo o tirando su la saracinesca della propria attività, è stato in parte ripagato. Hanno avuto il coraggio di ripartire ed è a loro che l’Amministrazione guarda per proseguire sulla strada della riqualificazione del settore ricettivo e dell’offerta ricettiva. Per questo motivo siamo al lavoro per istituire anche un fondo che vada incontro a chi trova l’energia di non arrendersi e si rende co-protagonista della ripartenza. Stiamo pensando, infatti, di destinare risorse che consentano il rimborso totale o parziale della Tari, per chi il prossimo anno riaprirà, magari riqualificando le proprie strutture e i servizi offerti. Ricordo, inoltre, che il Comune di Rimini è stato tra i pochi ad avere applicato da subito percentuali di sconto tra il 25% e il 40% dell’intera tassa dovuta per lo smaltimento dei rifiuti, a favore delle imprese costrette alla chiusura dal lockdown, a conferma dell’estrema attenzione prestata alla crisi di liquidità subita dal sistema economico nel 2020. Ora, questo fondo poggerà su una visione costruttiva, che vuole superare l’approccio assistenzialistico basato su contributi distribuiti a pioggia, privi di una logica premiante e partecipativa.

“Non possiamo cancellare le tasse per quelle pochissime attività che hanno deciso di non aprire i battenti quest’anno: ci sono numerose pronunce e disposizioni da parte di Ministero, Cassazione e Commissioni tributarie nazionali che sanciscono in maniera perentoria l’assoggettabilità alla tassa rifiuti dei locali predisposti all’uso, a prescindere dall’effettivo utilizzo. Al di là, però, degli aspetti normativi e delle disposizioni di legge, il fondo che vogliamo mettere in campo si poggia su un principio opposto a quello di rimborsare chi ha sospeso l’attività: sosteniamo chi investe, diamo un incentivo a chi ricomincia ad investire, sicuramente non senza fatica, e compartecipa attivamente a rendere Rimini una destinazione che nemmeno il Covid riesce a scalfire”, conclude Brasini.

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