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A Rimini solo 24 scolari positivi in 7 giorni, in Romagna 178 sospesi sanitari non vaccinati

In Romagna sono saliti a 178 gli operatori sanitari sospesi dalla AUSL perchè non vaccinati. Non possono quindi esercitare le loro funzioni nè avere lo stipendio 12 medici ospedalieri, 146 del personale non medico, 20 fra medici di famiglia e operanti in strutture convenzionate.

 

 

 

Intanto nella scuole romagnole ci sono 22 classi in quarantena. A Rimini sono 8 di cui una nei nidi, tre negli asili, 2 nelle elementari, nessuna delle medie e 2 nelle superiori.

Nell’utima settimana sempre nelle scuole di Rimini sono risultati positivi 24 alunni: ai tamponi 3 bambini dei nidi, 4 che frequentano la scuola d’infanzia, 5 nelle elementari, 3 nelle medie e 9 nelle superiori (fino ai 18 anni).

Nella settimana dal 4 al 10 ottobre in Romagna si sono registrate 577 positività (2,4%) su un totale di 26.259 tamponi.

“Si registra – precisa AUSL Romagna – un calo dei nuovi casi in termini assoluti (-52). Rispetto alle previsioni del Piano aziendale si registra un tasso di occupazione di posti letto da parte di pazienti affetti da COVID, che ci pone nel livello verde 2, ossia un livello di occupazione dei posti letto in malattie infettive maggiore del 70%. In totale sono ricoverati 57 pazienti, di cui 10 in terapia intensiva”.

“Anche questa settimana – commenta Mattia Altini, Direttore Sanitario Ausl Romagna – assistiamo ad un calo in termini assoluti delle positività, anche se in modo disomogeneo fra i territori. Un trend che persiste già da sei settimane consecutive e conferma l’importanza dei buoni risultati ottenuti per quanto riguarda la copertura vaccinale”.

“Ma, allo stesso modo – avverte Altini – questi dati ci dicono che il virus sta ancora circolando e che non dobbiamo in alcun modo abbassare la guardia. Vanno mantenute le misure di igiene e protezione individuale e intensificata l’adesione vaccinale. La campagna di somministrazione della terza dose è già partita per le fasce più deboli e a fine mese partirà anche la somministrazione del vaccino contro l’influenza. Sappiamo tutti che i mesi invernali che ci attendono vedranno una co-circolazione del virus influenzale e Sars Cov2″.

“Un mix che potrebbe produrre un aumento di accessi al Pronto Soccorso e soprattutto complicare la diagnosi, visto che la sintomatologia respiratoria soprattutto in età adulta è sovrapponibile sia per la Covid che per l’influenza. A breve usciremo con le informazioni anche sulla campagna antinfluenzale, ribadiamo l’importanza che i cittadini ai quali è raccomandata la vaccinazione antinfluenzale aderiscano. Pertanto ritengo che la vaccinazione dovrà diventare una consuetudine per i prossimi anni, in attesa di “eradicare” il virus”, conclude il direttore sanitario.

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