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A San Marino 3mila firme per referendum sull’aborto, PSD e MD si congratulano

A San Marino PSD e MD si congratulano “con l’ottimo risultato ottenuto con la raccolta firme di oltre tremila sostenitori, che in queste settimane hanno supportato l’iniziativa referendaria promossa da Unione Donne Sammarinesi, in materia di interruzione volontaria della gravidanza e depenalizzazione dell’aborto”.

E commentano: “Nella giornata di ieri ha raggiunto e superato il primo importante traguardo, formale, senza il quale non si sarebbe potuto procedere con l’iter referendario. Incassato dunque un ampio consenso popolare, l’UDS ha riaperto la necessità di dare soluzione al tema, che chiama in causa la dignità e la libertà di ogni persona, argomento che precede l’azione politica, ma alla quale la politica deve dare una risposta. La situazione attuale è ben chiara a tutti, le donne sammarinesi che per motivi di salute, familiari, sociali ed economici si ritrovano a misurarsi con questa difficile scelta, ad oggi, non hanno la possibilità di trovare alcun strumento di supporto all’interno della Repubblica, e sono costrette alla clandestinità da una legge che non fa distinzioni e che le rende, in ogni caso, perseguibili penalmente”.
PSD e MD ritengono che “indipendentemente dalle sensibilità del singolo individuo su questioni così personali, si debba sempre tutelare il principio di libertà e di autodeterminazione dell’individuo. In questo caso della donna.
PSD e MD ritengono che il dibattito e il confronto debbano essere indirizzati in un contesto di reciproco ascolto e civile confronto, in cui l’intero Paese e le sue Istituzioni siano messi in condizione di offrire alle donne tutto il supporto e l’aiuto per evitare una scelta così dolorosa, ma che questa scelta sia sicura e legale e che preservi anzitutto quella che è la volontà della donna stessa”.

Infine PSD e MD ritengono “che la politica e le istituzioni, debbano accogliere le civili istanze della proposta di referendum, che sono in linea con le normative italiane ed europee, facendo una legge che raccolga i contenuti dell’istanza referendaria, che già ha suscitato un forte sostegno della cittadinanza”.

 

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