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A Santarcangelo i lavori del gas fanno riapparire la Via Emilia romana

A Santarcangelo gli scavi di Adriagas in via Ludovico Marini, a ridosso di via Matteotti, hanno portato alla luce alcuni reperti archeologici quasi certamente riferibili all’antica Via Emilia. Di conseguenza, i lavori alla rete del gas che nel tratto interessato dal mercato si sarebbero dovuti concludere nell’arco di qualche giorno e comunque entro giovedì, dovranno prolungarsi rispetto ai tempi inizialmente previsti.

Nel frattempo oltre a interessare la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Ravenna (gli archeologi già sul posto per effettuare i primi scavi), i tecnici dell’Amministrazione comunale stanno valutando quali soluzioni adottare per ricollocare sei banchi del mercato del venerdì posizionati lungo via Ludovico Marini.

L’intervento alla rete del gas in alcune vie del centro, iniziato lunedì scorso, oltre a interessare via Ludovico Marini, si estenderà su un tratto di via Verdi e su via Giordano Bruno. L’intervento alla rete del gas si concluderà con gli scavi previsti in via Porta Cervese e in via Andrea Costa e con la collocazione di una centralina nei pressi dell’ingresso al parco Francolini.

La via Aemilia fu fatta costruire dal console romano Marco Emilio Lepido per collegare in linea retta Ariminum (Rimini) con Placentia (Piacenza). Fu completata nel 187 a.C., appena due anni dopo la sconfitta dell’ultima resistenza celtica di Bononia (Bologna), caposaldo dei Galli Boi sorto nei pressi dell’etrusca Felsina.

Fra Rimini e Santarcangelo esitsono ancora i resti di due monumentali pietre miliari della Via Emilia romana: uno a San Martino in Riparotta e uno a Santa Giustina.  Anche il Ponte di San Vito sull’Uso faceva parte della Via, ma a servizio di un percorso alternativo lungo quella che viene detta tutt’ora “Via Emilia Vecchia”.

 

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