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A Santarcangelo un Capodanno di fuoco firmato Mutoid Waste Company

Si alza il sipario sugli eventi di Capodanno a Santarcangelo. Sarà una festa dedicata alla Mutoid Waste Company quella in programma la notte di San Silvestro, animata dagli abitanti di Mutonia che, per quattro giorni, traslocherà in piazza Ganganelli: dal 30 dicembre al 2 gennaio le opere e le installazioni del gruppo di scultori e performer internazionali potranno infatti essere ammirate sia nella piazza centrale che sotto i portici del Comune. Arrivati a Santarcangelo nel 1990 invitati dal Festival del teatro in piazza, i Mutoid non se ne sono più andati, fondendosi alla comunità locale che li ha accolti e difesi nei momenti più delicati della loro storia. L’Amministrazione comunale gli ha tributato la massima onorificenza cittadina con l’assegnazione dell’Arcangelo d’oro nel 2020, e durante l’ultima edizione del festival, Mutonia è diventata l’ambientazione di due spettacoli indimenticabili. Con il tributo previsto per la notte di Capodanno si completa il ciclo dei festeggiamenti per il trentennale.

 

“Il fuoco a Santarcangelo” è il titolo del Capodanno santarcangiolese, tra gli appuntamenti principali della rassegna “LòMM” – lume, luce, fuoco del camino che si trasformerà nel fuoco dei Mutoid – il ricco programma di iniziative ed eventi del periodo natalizio.

 

L’evento clou del Capodanno è in programma alle 23,15 del 31 dicembre in piazza Ganganelli, con l’installazione luminosa “Leaps of fire” della Mutoid Waste Company, che conclude i festeggiamenti per i suoi trent’anni di presenza a Santarcangelo. La festa proseguirà con dj set in via di definizione a cura di Bradipop club, Afrofellonike e Speak easy and dance loud.

Le modalità di accesso e partecipazione alla serata, attualmente in corso di definizione, saranno rese note nei prossimi giorni.

 

“Leaps of fire”

L’installazione non vanta solo scenografie ad alto impatto ma anche la narrazione di una storia che corre lungo la linea del tempo fin dagli albori della storia dell’umanità, dal primo falò del paleolitico fino alla disfatta provocata dal rogo nucleare (e oltre !?) con il fuoco a dominare le scene.

 

Del resto, fin dagli albori dell’umanità la scoperta del fuoco ci ha accompagnati, consentendoci di plasmare la natura che ci circonda e assoggettare le creature a noi ostili. Perché il fuoco è uno scudo sollevato contro l’oscurità, il freddo e i pericoli della natura. Ma allo stesso modo tutti sanno che giocare col fuoco è pericoloso.

 

Il gruppo “Games with flames” è il protagonista della scena. Oltre a divertire, l’installazione intende sensibilizzare il pubblico sui problemi che affliggono la società attuale con un’incognita all’orizzonte: in un futuro non troppo lontano, la società a cui noi tutti siamo abituati, tanto agiata quanto controversa e cristallizzata nell’illusione di uno sviluppo non più sostenibile, potrebbe bruscamente cessare d’esistere.

 

La musica che accompagna l’installazione è stata composta in esclusiva da Andy Macfarlane, cantante e chitarrista (Hormonauts, Rock’n’roll Kamikaze). L’attesa per l’arrivo del nuovo anno passa anche per le tavole imbandite in occasione del tradizionale cenone di fine anno. Anche a Capodanno l’offerta enogastronomica che proporranno bar, ristoranti e osterie di Santarcangelo è davvero notevole, tale da garantire proposte che spaziano dalla prima serata a tavola fino a tarda notte grazie ai dj set diffusi.

 

 

La Mutoid Waste Company

Il gruppo nasce nella Londra thatcheriana dall’incontro di artisti, attivisti e meccanici per creare sculture ad alto contenuto distopico, recuperando materiale di scarto. Con le loro performance hanno anticipato e influenzato la cultura rave e molte delle pratiche sociali che si sono opposte al grande business delle multinazionali dell’intrattenimento. Fin dall’inizio hanno scelto di vivere in comunità all’interno di edifici e capannoni dismessi o costruendo villaggi a impatto zero nelle zone abbandonate, come Mutonia a Santarcangelo di Romagna, convertendo camion, bus e furgoni in case sempre in movimento. Nel loro trentennale cammino sui terreni fertili dell’underground hanno raggiunto ogni angolo del mondo, gettando i semi del suffisso -oide per sottolineare il concetto di mutazione al quadrato, un’originale utopia che non tollera alcuna separazione tra vita e arte e che ha come simbolo il riutilizzo creativo del rifiuto, in alternativa ai banali modelli della società dei consumi. Un vero e proprio antidoto a un futuro post apocalittico che sembra destinato a generare nuove diseguaglianze e ingiustizie, e che perciò necessita di essere cambiato nel qui e ora del presente. 

 

Mutoid Waste Co 

installazione opere dal 30 dicembre al 2 gennaio

Piazza Ganganelli – Portici del Comune

 

Artista Lyle Rowell “Doghead”

Opere: “The Flying Eye” (2012) – Ispirata da alcuni disegni egizi e maya che poi sono state stilizzate dall’artista Von Dutch negli anni ’50.

“Blastr” (2014) – Ispirata dai disegni futuristici di robot/autonomi tipo “Mecha”. I mecha o mech sono robot presenti in numerose opere di fantasia, dalla letteratura ai manga e agli anime, che si caratterizzano per le dimensioni straordinarie, sempre superiori a quelle umane e solitamente più che mastodontiche (ma anche di dimensioni non gigantesche), e per il fatto di essere comandati da almeno un pilota presente all’interno della struttura metallica. Il termine è anche usato per indicare nello specifico il genere fantascientifico robotico.

“Wrecks” (1996) – Wrecks era un cane robot funzionante con un motore di una Citroen 2CV “due cavalli”, un cane non tanto ubbidiente che era un po’ difficile da tenere sotto controllo con il suo guinzaglio. Ormai ha 25 anni e non cammina più. L’ispirazione per Wrecks viene dal giocattolo “Zoids”, che infatti era un orso.

 

Artista Lu Lupan

Opere: “B-Lad” (2006) – Realizzazione a sei mani su commissione del Festival della Filosofia di Carpi, edizione 2006. Costruita assieme agli artisti Alessandro Scarpa e Mauro Pirredda con uno scheletro in ferro e bidoni blu, paraurti di auto, carene di scooter e moto.

“Riù” (2006) – Realizzazione a quattro mani, costruita assieme ad Alessandro Scarpa come proposta di spettacolo.

Composta principalmente di plastiche di recupero, paraurti di automobile e carene di scooter e motociclette.

“Birdy – Dr Livingstone” (2001) – Entrambe le sculture sono state realizzate come parte integrante del progetto d’ambiente espositivo-modulare progettato per Jeep meets indipendent Art, Jeep Tour. Entrambe le sculture sono realizzate con materiale metallico composito.

 

Artisti Dusty Pan (Dave Wilson), Nikki Rifiutile, Garlix, Lu Lupan

Opera: “Valentine’s Heart” (fine anni ‘90) – Realizzazione a otto mani con materiali in ferro.
Artisti Strapper e Debs Wrekon

Opera: “Truck Skull”

 

Artista T OMA

Opera: “Dj Tool”

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