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Abolire Halloween? Può volerlo solo chi non è cattolico

DI tutte le moderne battaglie senza senso, quella su Halloween mi sembra una delle più curiose.

Se uno fosse anticattolico e anticristiano allora sì che dovrebbe lui impegnarsi per primo, con grande forza, per l’abolizione di Halloween.

Infatti si tratta di una festa che ripropone, in maniera chiara, netta e facilmente leggibile la visione cristiana e cattolica del mondo: di qui il Bene e di là il Male. La Vita dopo la Morte, la possibilità per chiunque, a seguito di un’azione, della salvezza.

Peraltro, non a caso, Halloween è una festa pienamente cattolica: fu – nella sua versione attuale – festeggiata da immigrati cattolici, “papisti” irlandesi, scozzesi e francesi in America del nord, come seguito di feste di casa loro (e pertanto accusati dai Puritani di essere la prosecuzione di una festa demoniaca, per calunniarli).

E del resto, come potevano i Protestanti approvare la Festa di Tutti i Santi, quando fu proprio negando il culto dei Santi che si ribellarono a Roma? Dunque Halloween in America non solo era ed è una festa “papista”: è la bandiera dei Cattolici sventolata in faccia ai “Riformati”.

E non è un a caso che feste simili ci siano in tutt’Europa: dalle nostre “fave dei morti” alle “ossa dei morti” in Sicilia, i banchetti sulle tombe del meridione italiano, in Albania, e così via.

Non è una cerimonia religiosa: è un rito civile, e come tale va classificato. Non è altro oggi che un Carnevale a tema horror: e come Carnevale va considerato. Ovvero il rovesciamento della realtà, sia come gioco sia come modo per esorcizzare il male (in termine tecnico, “festa apotropaica”).

Infatti, chi si veste da Diavolo o altro, lo fa in uno schema intellettuale e condiviso di scherzo. Ovvero mi vesto da Diavolo, da Strega, da Zombie perché – oplà,  è uno scherzo!- io non sono un Diavolo, una Strega o uno Zombie!

Sono il suo contrario, e per un giorno faccio finta di esserlo perché in realtà non voglio esserlo. Come durante il Carnevale c’è il Re Folle, perché nella realtà (ideologica, ovviamente) il Re non può essere folle, ma è saggio per definizione.

Ci sono cattolici e non cattolici che si battono contro Halloween: gli uni, credo, per un fraintendimento enorme della realtà, gli altri per la ricerca di un’identità “locale”: è come battersi contro la Mezzanotte o manifestare contro la pioggia. Del tutto insensato: il carnevalesco è antropologico fin nel midollo, è connaturato all’uomo.

Tra l’altro, l’innocuo Arlecchino, che spopola in tutti i carnevali scolastici e parrocchiali, fra stelle filanti, coriandoli e scherzi, se notate nella sua raffigurazione porta due monconi di corna nella maschera nera che ha sul viso. Questo perché Arlecchino in realtà è quel che resta di “Holle Konig”, il Re dell’Inferno di tradizione Germanica e altomedievale, il demone Alichino che fa la sua apparizione nella Divina Commedia all’Inferno, capo della sua schiera di Anime Dannate che talvolta appare lungo la sua strada. E anche qui, ci ritroviamo lo scherzo, il rovesciamento: mi travesto da lui perché – oplà!- non sono lui, ma il suo contrario.

Anche il collegamento con la festività celtica di Samhain (pronuncia Samuìn) è piuttosto spurio e derivato. Ovvero, al limite, se vogliamo è il risultato della sua cristianizzazione in Ognissanti e quindi del suo carnasciale della sera prima.

E’una festa quindi che ripropone semplicemente uno schema cristiano: che si festeggi quindi, senza problemi o paure di sorta.

Piuttosto, chi è preoccupato, si dedichi a proclamare, la mattina dopo, esaurite le scorte di caramelle e dolcetti, la grandezza e la dolce, infinita bellezza di Ognissanti: come la sera prima è, nella vulgata propagandistica “la notte più paurosa dell’anno”, il giorno dopo è il più dolce e bello, perché proclama le virtù di chi ha portato in Terra le virtù dei Cieli.

Festa più rilucente dell’oro di tutti i mosaici bizantini, che parla di chi “ha accolto gli stranieri, sfamato gli affamati, curato i malati, visitato i carcerati” in cui, curioso scherzo al contrario, carnevale quotidiano, si era mascherato il Re dei Re, il Signore. A volte penso che sia questo che faccia più paura.

Quindi l’una festa, di derivazione cattolica per il tramite statunitense, non è altro che lo specchio dell’altra, di Ognissanti. Ben venga quindi: che i bimbi si divertano, e che i grandi diano valore a ciò che ne ha.

Samuele Zerbini

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