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Abusa di due cugine 12enni e una rimane incinta. Arrestato 23enne

Nella mattinata di ieri, 29 novembre 2020, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Riccione hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dal sostituto procuratore della Repubblica, Dott. Davide Ercolani, nei confronti di un ventitreenne, K. J. N. C.M,  nato in Perù ma domiciliato a Rimini e ritenuto responsabile dei reati di atti sessuali con minori e di violenza sessuale aggravata. In particolare il giovane è accusato di aver violentato la sua cugina 12enne, rimasta incinta e un’altra cugina che sarebbe invece riuscita a difendersi in più occasioni.

Le indagini sono partite dopo la denuncia dei due genitori delle ragazzine. Lo scorso 4 novembre era stato accerto in seguito a una visita pediatrica che la ragazzina era rimasta incinta e che la gravidanza andava avanti da 8 mesi. Era lo scorso 4 novembre i due genitori, qualche settimana prima erano preoccupati per uno strano rigonfiamento che la figlia aveva sul ventre. Particolare che aveva insospettito anche una delle professoresse della scuola media cui era iscritta la vittima.

Al termine della visita specialistica e ricevuto il responso dei medici, la minore aveva quindi raccontato ai propri genitori di aver avuto una relazione con il proprio cugino ventitreenne, il quale, approfittando di più occasioni in cui si era ritrovato da solo ad accudire la bambina, su richiesta degli stessi genitori di quest’ultima, costretti ad assentarsi per lavoro,  aveva consumato rapporti sessuali completi, incurante delle possibili conseguenze.

Teatro delle violenze sarebbe stata l’abitazione delle due cugine a Riccione, mentre il giovane era domiciliato a Rimini.

I Carabinieri della Compagnia di Riccione hanno avviato prime attività investigative per identificare l’indagato e successivamente, ad approfondire il tutto con intercettazioni ambientali e analisi dei messaggi whatsapp dei familiari.

Ed è in questo contesto che sono emerse le violenze perpetrate alla figlia – cugina della vittima e dell’aggressore – di una seconda coppia che pure aveva denunciato atti di violenza.

In particolare, con riferimento alla seconda ipotesi di reato, i carabinieri hanno accertato che i tentativi di abuso sono consistiti in reiterati approcci e palpeggiamenti, a cui fortunatamente la seconda minore è sempre riuscita a sottrarsi.

Le violenza ai danni della dodicenne rimasta incinta  sarebbero iniziate già due anni fa, quando la bambina aveva 10 anni. In una occasione il ventitreenne aveva provato ad avere un rapporto sessuale completo con lei, venendo poi scacciato.

L’intera vicenda, come ricostruito nel corso delle indagini, è maturata all’interno di una nutrita comunità peruviana di stanza a Rimini.

L’indagato aveva tentato di far perdere le proprie tracce rifugiandosi presso alcuni parenti residenti a Firenze. Ma tanto non è servito a sfuggire al provvedimento emesso nei suoi confronti dalla locale Procura: i carabinieri del N.O.R., infatti, coadiuvati dai colleghi fiorentini, nella mattinata di ieri lo hanno rintracciato al termine di un lungo servizio di osservazione e pedinamento e dopo la notifica del fermo, lo hanno condotto presso la casa circondariale Sollicciano di Firenze, ove attenderà la convalida del provvedimento.

Dalle indagini è emerso che il giovane era stato espulso su provvedimento del Prefetto lo scorso 17 giugno, perchè irregolare. Il 4 giugno era stato identificato dai Carabinieri di Riccione e trovato in possesso di un coltello di 16 centimetri di lunghezza e per questo denunciato.

E sempre stando alle indagini sono emersi sospetti sul comportamento dei genitori della vittima. Pare che i genitori della ragazza rimasta incinta avessero minacciato il giovane e che per questo motivo lui si fosse presentato a casa loro con un coltello il 4 novembre, pronto a difendersi in caso di necessità. Ed è probabile che la fuga in Toscana sia dovuta al tentativo di sfuggire ad eventuali ritorsioni.

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