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Acer Rimini, il presidente Fabbri bacchetta Riccione

Si è svolta questa mattina la Conferenza degli Enti che ha approvato il bilancio di previsione 2019 di Acer Rimini. Il bilancio è passato con il voto favorevole di tutti i comuni.

Nella relazione al bilancio, il presidente di Acer Rimini Riccardo Fabbri traccia i tempi che più hanno caratterizzato questo anno di attività e le incombenze future.

«I numeri di Acer – come scrive nella propria relazione il presidente di Acer Riccardo Fabbri – appaiono decisamente soddisfacenti». Proprio grazie ai numeri positivi del bilancio, l’Azienda ha potuto mettere in campo alcuni interventi. Il primo riguarda la digitalizzazione dei dati e della loro piena condivisione con i soci. Questo affinché «la rete sociale del nostro territorio possa lavorare meglio, attraverso la condivisione rapida e piena delle informazioni». Il secondo riguarda invece la possibilità di «affrontare, almeno parzialmente, la difficoltà di alcuni piccoli comuni, per carenza di fondi generati dai canoni, a ripristinare o garantire livelli adeguati di manutenzione degli alloggi in proprietà».

Nella sua relazione, che segue il presente comunicato, il presidente Fabbri tocca diversi temi che hanno caratterizzato il 2018 di Acer Rimini, a cominciare dalla decisione del comune di Riccione di non rinnovare la concessione e di mettersi in proprio.

«Aldilà delle modalità con cui è stata affrontata la decisione – spiega Fabbri –, è naturalmente legittima la scelta unilaterale effettuata dal Comune di Riccione. Tuttavia modalità e forma non dovrebbero rappresentare un dettaglio nel modo di rapportarsi da parte delle istituzioni e, forse ancor di più, tra istituzioni».

Una comunicazione, quella che ha formalizzato la scelta del comune di Riccione di gestire in proprio gli “alloggi pubblici”, arrivata a firma del sindaco solo il 26 settembre 2018.

«In questo modo – spiega Fabbri – si è ottenuto l’effetto di trasformare in un’emergenza un processo che la concessione in essere stessa dimensionava in un anno di preavviso al fine di impiegarlo per effettuare un ordinato trasferimento delle funzioni».

Problematica irrisolta è ancora il mancato passaggio del patrimonio abitativo pubblico collocato nei comuni dell’Alta Valmarecchia da Erap Marche. Un situazione che crea evidenti difficoltà di gestione «Oggi – porta un esempio il presidente Fabbri – Erap Marche gestisce il patrimonio erp applicando le regole della nostra Regione potendo esercitare la minaccia di una legge della Regione di appartenenza che consente, a differenza dell’Emilia Romagna, di alienare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica».

Altro tema affrontato da Fabbri è stato quello della morosità, voce che pesa in maniera diretta sui budget per la manutenzione e la ristrutturazione degli alloggi. Acer sta ottenendo risultati rilevanti sia nel recuperare crediti di vecchia data che nel contenimento degli indici di aumento della morosità.

Legato al tema della morosità c’è quello più squisitamente sociale. In questo ambito a Cattolica partirà un interessante esperimento pilota «che possa – all’insegna di quello che viene definito nel gergo regionale welfare generativo – consentire di restituire da parte di affittuari in difficoltà a pagare il canone sociale di affitto, ma in possesso di competenze specifiche o in grado di acquisirle, attraverso prestazioni lavorative, i benefici ricevuti».

Un altro tema, nel tempo diventato sempre più evidente, è quello della conflittualità e difficoltà di convivenza negli alloggi di edilizia sociale, aumentati in maniera significativa. Per affrontare il problema a Tombanuova è partito nel 2018 un progetto dei “Condomini attivi” che verrà adottato anche nei comuni di Morciano di Romagna e San Giovanni in Marignano (si ricorda la conferenza stampa del prossimo 21 dicembre presso la sede di Acer Rimini).

Non è da dimenticare, anche il primo progetto di Social Housing finanziato dai fondi di investimento realizzato in Emilia Romagna ed Acer Rimini si è aggiudicato il ruolo di gestore sociale e amministratore condominiale, realizzato a Corpolò e del quale, a breve, sarà conclusa la realizzazione del secondo lotto di 29 alloggi. «E’ in corso di emanazione il nuovo bando di assegnazione che prevede requisiti di accesso meglio calibrati sui bisogni di una platea di riferimento che è collocabile nella cosiddetta “fascia grigia”: ceto medio impoverito, giovani coppie ecc».

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