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Addio partigiano Tabac. E’ morto Valter Vallicelli presidente dell’ANPI Rimini

Valter Vallicelli, il Presidente della Sezione ANPI di Rimini, è deceduto oggi in città.

Valter Vallicelli era nato a Ravenna il 12 giugno 1927 e prese parte alla lotta di Resistenza contro il Nazi – Fascismo con il nome di battaglia “Tabac”.

Nel darne notizia, la Sezione Anpi Rimini “profondamente scossa, si unisce al dolore della famiglia e della moglie Carla Gozzi. Il suo esempio resterà la nostra guida per il futuro del movimento anti-fascista riminese”.

Valter Vallicelli

Fino all’ultimo Vallicelli aveva lavorato per conservare la memoria della Resistenza. Ancora nel novembre scorso aveva girato le scuole della provincia per raccontare ai ragazzi perchè, alla loro stessa età di 17 anni, aveva sclto di unirsi ai partigiani. E sempre alla fine dello scorso anno aveva pubblicato il suo ultimo libro, “Ultimo chilometro di una vita in salita. Diario di un partigiano”. 

Lo scorso 25 aprile, per la prima volta dal 1945 “Tabac” non aveva potuto assistere alle celebrazioni di Rimini per la Festa della Liberazione.

Fra i primi a manifestare il proprio dolore, la presidente dell’assemblea dell’Emilia Romagna Emma Petitti: “Con grande dolore per noi tutti oggi ci ha lasciato Valter Vallicelli, meglio conosciuto con il nome di battaglia “Tabac” con cui prese parte alla lotta di Resistenza. Presidente della Sezione ANPI di Rimini, Valter è stato un esempio per noi tutti. Un uomo la cui intera vita è stata dedicata all’impegno antifascista, alla solidarietà e al rispetto dei valori democratici. E quello che ha seminato sarà per noi sempre una guida. Le mie più sentite condoglianze a tutti i compagni e le compagne dell’Anpi di Rimini, alla famiglia e alla dolce e forte moglie Carla”.

 

L’Amministrazione comunale di Rimini si unisce al cordoglio “di quanti hanno conosciuto e stimato Valter Vallicelli, il presidente dell’Anpi riminese che oggi ci ha lasciato all’età di 92 anni, e in particolare al dolore della moglie Carla Gozzi, sempre al suo fianco in questi anni nei mille cortei e manifestazioni per non dimenticare” 

“Tabac è il mio nome di battaglia. Sono un partigiano, della XXVIII brigata Garibaldi Mario Gordini Gastone Sozzi” – scriveva con orgoglio sulle pagine del suo profilo Facebook dove, come ultimo post, compare solo qualche giorno fa un messaggio di preoccupazione e dolore per gli attacchi razzisti e sessisti contro Silvia Romano. Un pensiero, una presa di posizione per la difesa dei diritti che è stata la direttrice della sua vita, da quando 17enne entrava da protagonista nelle brigate partigiane a oggi, ormai anziano ma sempre pronto a ergersi a difesa di chi vede calpestati i diritti dei più esposti e deboli”.

“Resistenza sempre, oggi e domani. Sempre!”, era stato il messaggio con cui aveva concluso nel novembre scorso in Cineteca comunale la presentazione del suo libro dal titolo “Ultimo chilometro di una vita in salita”, dove, tra le altre, svela l’arcano di come gli fu attribuito il nome di battaglia che lo ha accompagnato per tutta la vita”.

“Quando poco fa mi hanno dato la notizia della sua morte – è il commento del sindaco di Rimini, Andrea Gnassimi è passata alla mente una frase, ‘I sogni non hanno età, solo desideri’. E in Valter sogno e desiderio guardavano entrambi alla stessa luna: la libertà. Una libertà che non ha mai data per scontata neanche per un singolo giorno della sua vita, da quando nel 1944, ragazzo di 17 anni, decise di combattere il nazifascismo. Ma non appaia un paradosso se dico che Valter Vallicelli si è mostrato in tutta la sua grandezza dal momento in cui, un anno dopo, il mondo depose le armi. Quel giovane scelse di cominciare da quel momento in poi la sua battaglia attraverso la memoria e la testimonianza. La sua battaglia per la difesa della libertà, dei valori della democrazia, della solidarietà, della giustizia sociale, del rifiuto di qualsiasi forma di sopraffazione e di violenza. I valori partigiani sono gli stessi sui quali si fonda la Repubblica Italiana, è scritto nella Costituzione. Anche lo scorso anno, nonostante la fatica fisica, ha voluto ancora incontrare centinaia di ragazzi delle scuole di Rimini per presentare la sua storia. Era un ragazzo ancora Valter. Un ragazzo con un cuore di 17 anni che parlava di cuore ai coetanei di oggi. Lo aveva fatto già migliaia di volte in precedenza. Lo ha voluto fare anche per il suo ‘ultimo chilometro’”.

Valter Vallicelli e la vicesindaco del Comune di Rimini Gloria Lisi alle celebrazioni del 25 aprile 2019

“Volevo bene a Valter – prosegue il sindaco di Rimini – lo incontravo e ci parlavo nelle tante occasioni ufficiali e negli scambi informali quando ci si incontrava. Non ha mai mancato una cerimonia. Abbiamo percorso insieme strade e piazze durante i miei 9 anni da sindaco. Ci siamo confrontati, mi dava suggerimenti. Sento ancora la sua voce, voce di una vita carica di valori e storia che ogni volta con un saluto, un abbraccio, una telefonata esclamava “ Oh sindaco , Andrea …. “ e cioè tutte la volte a farmi sentire a esprimere quel sentimento di rispetto e onore che portava non a me, non a un ruolo ma un’Istituzione, un’istituzione  democratica per la quale aveva combattuto e alla quale si rivolgeva per un progetto, un idea, una cosa da fare. Proprio lo scorso 25 aprile – il più strano e alienante dal dopoguerra, con la piazza vuota, la gente con la mascherina e ‘Bella Ciao’ suonata da uno struggente violino – l’ho chiamato al telefono da piazza Tre Martiri. ‘Valter questa piazza sarà piena anche oggi, Bella ciao e anche per te arriverà più bella e forte di tutte le volte quest anno’. E lui commosso e dispiaciuto di non esserci vibrando di passione e verità , mi ha detto “ sicuro ! Si, siamo qui lo stesso anche questa anno per ricordare la Liberazione”.

“Valter Vallicelli, partigiano e uomo vero, è sempre stato quel ragazzo che d’impulso decise di combattere. Il suo sogno e il suo desiderio coincidono: la libertà che si conquista e si coltiva giorno per giorno per farla crescere, renderla inattaccabile, portarla dove non c’è. In questo momento di dolore, mi stringo attorno alla moglie Carla, al figlio Libero, all’Anpi, e a tutti i ragazzi e alle persone coraggiose di questo mondo, che sanno che la libertà è , come ci ha insegnato Valter “una parola piena quando ha con se solidarietà umanità e fratellanza”, conclude Andrea Gnassi.

Alla famiglia a all’ANPI Rimini le condoglianze della redazione di Chiamamicitta.it

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