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Adesso la Tosi tifa Rimini: “Sia la capitale della cultura”

In questi giorni sulle pagine del Corriere Romagna sono state dedicati molti articoli alla proposta di candidare la città di Rimini a capitale della cultura per il 2024 arrivata con una lettera pubblicata sul quotidiano dal giornalista Giorgio Tonelli. Una proposta che ha suscitato l’entusiasmo generale del mondo della cultura locale e anche politico. In primo luogo era stato il sindaco Andrea Gnassi a lanciare il suo endorsement ora è la volta di Renata Tosi.

Che mette da parte i campanilismi e i vecchi strali lanciati contro manifestazioni passate (Notte Rosa in primis) e tifa ora per i vicini di casa, comunque “rivali”: “Facciamo come Bergamo e Brescia, città rivali ma diventate capitali italiane della cultura e simbolo di rinascita”.

“Noi diciamo un forte e sonoro sì a Rimini capitale italiana della cultura 2024, sarebbe un passo molto importante per tutto il nostro territorio, dal mare, all’entroterra e che porterebbe ad accendere sulla Romagna, i riflettori di tutta Europa. Da Riccione quindi mi sento di lanciare un forte incoraggiamento a questo progetto e a rendere la disponibilità della Perla Verde a qualsiasi tipo di collaborazione. Anzi su questo punto spero che la nostra Regione, in primo luogo il governatore Bonaccini affianchi la nostra provincia in un’impresa che potrebbe definitivamente rilanciare la nostra terra.

Idee, progetti, risorse e collaborazione, Riccione vuole mettere in capo tutto questo al fianco di Rimini per battere la concorrenza allo stesso riconoscimento delle future candidate. Siamo consapevoli che noi oggi abbiamo di fronte una duplice sfida: sanitaria ed economica, ma soprattutto quella di portare fuori dal guado della pandemia tutto il nostro sistema produttivo.

Il turismo, signori non è una novità, è stato il settore più sacrificato e non vogliamo che lo sia anche nei prossimi anni. Se recovery e bonus statali per gran parte hanno ignorato l’industria del turismo, questo riconoscimento lo si deve a terre che hanno saputo reiventarsi e rinnovarsi con le proprie forze e che devono poter essere il simbolo della rinascita italiana nel turismo e nella gioia di vivere.

Il 2024 può essere l’anno buono. E poi è ovvio che candidare Rimini significa anche candidare i suoi luoghi dei sogni felliniani, ma anche i suoi borghi medievali dell’entroterra, e tutta l’avanguardia della zona Sud. Riccione nel 2024 avrà già un Museo del territorio, rinnovato nella concezione museale e nella sede, un nuovo Spazio Tondelli, un gioiellino moderno per le arti sceniche.

Ma soprattutto Riccione avrà già avuto il suo Centenario, evento che la vedrà protagonista di molti significativi eventi diffusi in tutta la città. Insomma, approfittiamo di quest’occasione, lasciamo da parte rivalità antiche o recenti ma anzi facciamone un punto di forza. Facciamo come Bergamo e Brescia città “rivali”, martoriate dal Covid diventate capitali italiane della cultura 2023 come simbolo di ripartenza. Rimini e Riccione capitali italiane della cultura 2024, potrebbero diventare il simbolo della ripartenza del turismo italiano in Europa“.

 

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