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Incentivi agriturismi, zuffa in Regione fra commercianti e agricoltori

Sulle modifiche alla legge regionale vigente in materia di agriturismi contenute nel progetto di legge “Interventi urgenti per il settore agricolo e agroalimentare” sul quale la commissione Politiche economiche, presieduta da Manuela Rontini, ha tenuto un’udienza conoscitiva dei soggetti portatori di interessi (stakeholder), è andato in scena un braccio di ferro tra associazioni agricole (Cia, Cooperative dell’agroalimentare, Coldiretti e Confagricoltura) e associazioni del commercio (Confcommercio e Confesercenti).

Queste ultime, infatti, hanno criticato la possibilità concessa dalla Regione agli agriturismi di vendere pasti e bevande da asporto nonché di effettuare consegne a domicilio, ritenendo la misura “distorsiva del mercato e un rafforzamento della concorrenza troppo spesso sleale nei confronti degli esercizi commerciali dediti alla ristorazione” e chiedendone, pertanto, lo stralcio.

Accuse rintuzzate dalle rappresentanze del mondo agricolo e agroalimentare: “gli agriturismi si trovano per lo più in zone svantaggiate del territorio e il rafforzamento della multifunzionalità di queste strutture attraverso nuove norme che consentano di ampliare l’offerta enogastronomica deve essere vista come integrativa e non concorrenziale dell’offerta della ristorazione tradizionale”. L’impegno dell’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi, nella prosecuzione dell’iter legislativo, a contemperare istanze e interessi apparentemente in conflitto, se necessario ricalibrando talune parti del dispositivo di legge, è servito a rasserenare il clima.

La seduta si era aperta con l’intervento del relatore di maggioranza, Massimo Bulbi (Pd), che aveva illustrato sinteticamente la proposta di legge, finalizzata a sostenere il settore agricolo e agroalimentare, dopo l’impatto della pandemia, con un intervento finanziario che ammonta a 24 milioni, leva per ulteriori investimenti stimati in circa 49,5 milioni. A Bulbi aveva fatto eco Michele Facci (Lega), relatore di minoranza, che per primo si era fatto interprete delle preoccupazioni dei ristoratori per le misure a favore degli agriturismi, invitando la Giunta a evitare effetti distorsivi del mercato.

Gli interventi degli stakeholder

Cristiano Fini (Cia) ha espresso apprezzamento per l’intervento legislativo, richiamando le criticità di taluni comparti, come la zootecnia e il settore bieticolo. Riguardo alle misure previste a sostegno dell’attività degli agriturismi, ha ricordato come queste aziende abbiano “un’importanza cruciale per le zone svantaggiate del territorio” e che il potenziamento dell’offerta enogastronomica “sia essenziale per la loro permanenza sul mercato”.

Matteo Musacci (Fipe Confcommercio), invece, ha puntato il dito contro “i locali che fanno ristorazione travestiti da agriturismi, colpevoli di fare concorrenza sleale ai locali commerciali”. Dunque, esprimendo preoccupazione per la modifica normativa contenuta nella proposta di legge in discussione, ha invitato Giunta e Assemblea legislativa “a rivederla radicalmente”.

Cristian Maretti (Legacoop agroalimentare), intervenuto a nome delle centrali cooperative del settore agroalimentare, ha richiamato l’attenzione sui problemi del settore bieticolo, ancora in ansia per la sugar tax, al momento solo sospesa, e sulla necessità di sostenere il settore dell’ortofrutta, escluso dagli aiuti del governo e molto in sofferenza. Riguardo agli interventi a favore degli agriturismi, ha sottolineato come “sia strumentale giudicarli distorsivi del mercato della ristorazione”.

Eugenia Fazio (Coldiretti) ha espresso la soddisfazione dell’associazione per la proposta di legge, specie per quanto concerne gli aiuti alle imprese agricole per investimenti in innovazione e sostenibilità delle produzioni nonché in interventi proteggere dai furti i macchinari e gli attrezzi agricoli. In merito alle imprese agrituristiche, ha ricordato come “siano importanti per la tenuta socioeconomiche di territori fragili” e come “siano integrative rispetto agli esercizi commerciali della ristorazione”.

Stefano Parmeggiani (Confesercenti) ha criticato la modifica delle norme sul settore agrituristico introdotta in modo unilaterale dalla Giunta senza coinvolgere le rappresentanze del settore della ristorazione, scelta che costituisce “la rottura di un equilibrio da sempre molto instabile”, chiedendo “lo stralcio degli articoli” e l’apertura di una riflessione ampia sull’attività degli agriturismi. “Asporto sì, delivery che diventa catering no” ha concluso.

Guido Zama (Confagricoltura) ha appuntato l’attenzione sulle misure a favore del settore zootecnico, auspicando si tratti di un aiuto finanziario una tantum a favore delle aziende, in quanto l’intero settore è già oggetto di riorganizzazione. In merito alla querelle sugli agriturismi, ha invitato “a lavorare in sinergia senza inutili contrapposizioni”.

 

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