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Al Parco Pruccoli apre il ristorante “Dal Romagnolo”. Con un omaggio a Fellini (FOTO)

In tempi di post lockdown ci si lecca le ferite. Si contano i danni della crisi economica, attività che chiudono altre in difficoltà. Lo si fa con rispetto, la vera normalità – è inevitabile ammetterlo – deve ancora tornare. Eppure anche in queste settimane c’è chi ha deciso di affrontare la congiuntura sfavorevole per lanciare idee, alzare saracinesche rinnovare locali. A Rimini è successo e non solo una volta. Al Parco Pruccoli – è un esempio –  Giuseppe Cappelli, Luca Pasini e Michele Babino  hanno dato nuova luce a vecchi locali e a uno splendido giardino aprendo un ristorante. Si chiama “Dal Romagnolo”, cucina tipica, pasta fatta a mano, tanto dialetto e clima godereccio, di casa nostra.

L’apertura? Nel giorno del solstizio d’estate, una stagione inedita in una città che con le giornate lunghe e il clima caldo sogna e palpita da decenni. Quale estate sarebbe stata senza l’emergenza ancora in corso sarebbe difficile anche solo immaginarlo. Di eventi cancellati se ne contano ben oltre le dita di una mano. L’anno è quello del centenario dalla nascita di Federico Fellini. Riccorrenza un po’ interrotta dall’incobenza del virus e allora c’è chi anche a Parco Pruccoli ha cercato un pretesto per riportare in auge le celebrazioni al genio felliniano.

Con una inaugurazione insolita. Una cena ben servita ai tavoli in un giardino illuminato quasi a giorno. Che prima del dolce è diventato improvvisamente oscuro e cupo per poi riaccendersi pian piano nel giro di un manciata di istanti. Il tempo di salire una scala adagiata a un platano al centro della corte, urlare “voglio una donna” sulle orme dello zio Teo, indimenticato personaggio di Amarcord. E poi la suora nana che arriva per convincerlo a scendere, lui,  “il matto” che le scaglia indispettito un sasso.

La suora nana interpretata da Giorgia Penzo

Quasi una rievocazione come di un evento storico avvenuto anche millenni fa. Ma in questo caso ci troviamo, non tanto sulla linea immaginaria del tempo, quanto sui fotogrammi una pellicola cinematografica – quella di Amarcord -appunto  in una scena madre del grande capolavoro di Fellini premiato con l’Oscar al miglior film straniero 45 anni fa. Che tre attori riminesi, Mirko Gennari, Giorgia Penzo e Francesco Tonti anche nelle vesti di regista hanno ben interpretato, alcuni di loro alle prese con la prima performance pubblica dopo il lockdown, altro segno di rinascita, lenta graduale e forse per questo tangibile.

Checco Tonti e Mirco Gennari

Una scena durata una manciata di minuti ma studiata in ogni minimo dettaglio a partire da una intuizione di Pietroneno Capitani, che racconta la genesi. “Mi avevano chiesto una mano per promuovere il ristorante – spiega – e appena ho visto il platano nel giardino mi è venuta in mente come un lampo l’idea. Quest’anno non ricorrere solo il centenario del grande Fellini ma anche del poeta Tonino Guerra, per altro suo storico collaboratore. Ho coinvolto Francesco Tonti abbiamo realizzato tutto in una manciata di giorni con solo 5 prove“.

Ma non c’è stato solo lo spettacolo. Non è mancato neppure un momento di riflessione con un ospite d’onore, Gianfranco Angelucci, storico collaboratore di Federico Fellini,  che ha ricordato al pubblico una definizione tanto ricercata quanto caratteristica, quella di Fellinema. “Immagini, scene e quindi intuizioni che sono di un autore e che non possono essere di nessun altro. E lo zio Teo è inquadrabile in un fellinema, appunto, un personaggio di Federico che ti porta al di là delle cose e dei fatti, in un’altra dimensione“.

E ne ha approfittato anche il sindaco Andrea Gnassi che ha raccontato un po’ della Rimini che verrà nel segno di Fellini, nei prossimi mesi. I lavori per restituire ai cittadini una rinnovata Piazza Malatesta con il museo internazionale a cielo aperto e nelle stanze di Castelsismondo. sono pariti. Il sindaco ha quindi tolto il velo anche ad alcuni piccoli dettagli, come la scala che sarà adagiata al grande albero che i riminesi a Natale hanno apprezzato quando era stato illuminato che le caratteristiche luminarie. Il ricongiungimento alla scena interpretata durante l’inaugurazione del ristorante nel segno di Federico Fellini.

Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi in compagnia di Gianfranco Angelucci

Uno spettacolo per evidenti motivi riservato a pochi ma che qualcuno vorrebbe regalare a molti. Angelucci  -notizia non da poco –  ha suggerito di riproporre l’idea “in ogni locale della Riviera per molte sere, questa estate“. Non si tratterebbe di riproporre ogni sera la stessa scena ma una collezione di episodi felliniani affidata ad attori professionisti ed esperti del territorio. Chissà, forse in questa stagione inedita, le celebrazioni al centenario di Fellini potrebbero arricchirsi di un nuovo palinsesto.

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