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L’Arch. Alessandro Franca progetta Largo Gramsci. Vince il premio Rotary

E’ l’Architetto Alessandro Franca ad aggiudicarsi la quinta edizione del Premio Abitare Rimini, concorso di idee per spazi urbani promosso dal Rotary Rimini Riviera con il patrocinio della Soprintendenza di Ravenna, il Comune di Rimini e gli Ordini di Architetti e Ingegneri. Prerogativa del concorso Abitare Rimini è quella di riservare la partecipazione a giovani architetti under 40, secondo il modello del concorso di idee.

Alla presenza di Massimo Pulini, Assessore alla Cultura del Comune di Rimini, la cerimonia di premiazione s’è svolta nel pomeriggio alla Sala del Giudizio del Museo della Città. Menzione anche per la proposta del gruppo di architetti Matteo Maresi, Giulia Ridolfi e Daniele Galassi, oltre a quella presentata dall’Arch. Anton Luca Nannini. Al vincitore è stato consegnato il premio di 2.000 euro.

A tema di questa edizione Largo Antonio Gramsci. Rigenerazione di un non-luogo. In precedenza il concorso aveva riguardato l’area e la pedonalizzazione del ponte di Tiberio (2010), la stazione ferroviaria per superare la storica barriera che divide la città (2012), gli elementi di arredo e la segnaletica nel centro storico (2014) e il recupero del Palazzo Lettimi (2016).

Secondo il Rotary Rimini Riviera, Largo Antonio Gramsci necessita di attribuzione di nuova qualità urbana, al fine di ristabilire relazioni con le emergenze architettoniche presenti nel suo intorno e generare un virtuoso processo di riqualificazione degli edifici prospicienti.

La perdita del costruito storico e la banalizzazione funzionale della piazza ad uso parcheggio nel centro storico di Rimini – spiega l’arch. Alessandro Franca nella presentazione del progetto – pone l’urgenza di un processo di rigenerazione estetico-funzionale e commerciale che passa attraverso l’allargamento della ZTL, un corretto bilanciamento tra la mobilità lenta ciclo-pedonale e quella carrabile; la riorganizzazione spaziale e visiva dell’area con la riproposizione architettonica di parte del costruito perduto; una migliore sostenibilità ambientale e qualità di vita urbana grazie anche al verde specializzato e al trasferimento dell’attuale sede del Mercato Coperto al livello inferiore di Piazza Gramsci”.

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