HomeAmbienteAllevamento Fileni. Il Comitato: “Regione e Ausl continuano a evitare i controlli”

"Il rispetto del Regolamento europeo sul biologico non è una questione politica, ma di legalità, trasparenza e tutela della Valmarecchia"


Allevamento Fileni. Il Comitato: “Regione e Ausl continuano a evitare i controlli”


27 Maggio 2026 / Redazione

Il Comitato PER la Valmarecchia torna sull’allevamento intensivo Fileni a Maiolo, puntando il dito contro Regione Emilia Romagna e Ausl che, ha detto proprio del Comitato, continua a evitare i controlli sull’allevamento.

“Negli ultimi giorni sono emerse posizioni che destano forte preoccupazione. Da un lato, la risposta formale dell’Assessore regionale alla Salute, Massimo Fabi, del 29 aprile 2026, secondo cui l’AUSL non avrebbe competenza nel verificare il rispetto del Regolamento (UE) 2018/848 negli allevamenti biologici in tema di benessere animale” – sottolinea il Comitato.

“Dall’altro, dichiarazioni informali provenienti da esponenti della maggioranza regionale, secondo cui la Regione Emilia-Romagna non avrebbe competenze dirette in materia di controlli sul biologico, demandando ogni verifica ai soli organismi privati di certificazione. Secondo questa impostazione, la conformità al metodo biologico sarebbe una questione esclusivamente commerciale, estranea alle responsabilità degli enti pubblici”.

“Il Comitato PER la Valmarecchia ritiene questa interpretazione errata e fuorviante. Il PAUR n. 498/2022 della Regione Emilia-Romagna ha autorizzato l’allevamento avicolo di Cavallara esclusivamente come allevamento totalmente biologico.

La conformità al Regolamento (UE) 2018/848 non rappresenta un elemento secondario, ma costituisce il presupposto fondamentale su cui sono stati valutati:

  • la VIA;
  • il carico emissivo;
  • la sostenibilità agronomica;
  • la compatibilità territoriale dell’impianto e il benessere

Se il modello biologico approvato non viene rispettato, viene meno il presupposto stesso dell’autorizzazione regionale. Per questo motivo, in data 26 maggio 2026 il Comitato ha trasmesso una formale diffida e messa in mora alla Regione Emilia-Romagna, chiedendo:

  • l’attivazione immediata di un controllo ispettivo interforze (Regione – ARPAE – AUSL);
  • la revisione della “modifica non sostanziale” approvata da ARPAE, che ha eliminato settori interni e parchetti multipli, modificando in modo significativo la struttura biologica dell’impianto;
  • l’avvio dei poteri di autotutela sul PAUR 498/2022, qualora vengano confermate difformità strutturali e gestionali rispetto al progetto autorizzato.

“La Regione Emilia-Romagna è l’Autorità competente del PAUR e non può sottrarsi ai propri obblighi di vigilanza, controllo e tutela del territorio. Il rispetto del Regolamento europeo sul biologico non è una questione politica. È una questione di legalità, trasparenza e tutela della Valmarecchia” – conclude il Comitato.