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Altra tegola sui balneari: la Procura di Genova intima di non applicare la proroga delle concessioni

Sulle concessioni demaniali con finalità turistiche ricreative continuano le incertezze e le prese di posizioni di organi istituzionali. L’ultima, ma la prima da tale fonte, arriva da Genova, come riporta il Secolo XIX in un articolo pubblicato il 9 gennaio.

Non si può continuare a prorogare le concessioni balneari in modo automatico, senza rimetterle a gara. Le amministrazioni (in particolare quella comunale), dovranno adeguarsi. Le sentenze della Corte di giustizia europea hanno già chiarito che le proroghe indiscriminate sono illegittime. È questo, in sostanza, il contenuto del messaggio inviato ieri dalla Procura di Genova ai principali enti competenti sulle concessioni. Una lettera firmata dal procuratore Francesco Cozzi e dall’aggiunto Paolo D’Ovidio, capo del pool che si occupa di reati ambientali.”

Questa presa di posizione senza precedenti da parte di una Procura, e non una secondaria, rischia di produrre indagini in serie, almeno su una parte del territorio Ligure. Ma soprattutto produrrà altro contenzioso ed altra incertezza per il futuro dell’intero comparto balneare.

La maggioranza giallo-verde, primo governo Conte, aveva prorogato di 15 anni le concessioni balneari, portando la scadenza al 2033. Su questa proroga vi erano state numerose sentenze del Consiglio di Stato e della Corte di Cassazione che l’hanno valutato illegittima in quanto contrasta con la normativa europea di libera concorrenza. L’allora ministro Centinaio si era impegnato ad approvare un dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) entro quattro mesi dall’entrata in vigore dell’estensione di 15 anni, entro fine aprile 2019, per riordinare l’intera materia. La scadenza temporale è stata ampiamente superata senza che succedesse nulla. Poi ad agosto del 2019 arrivano la crisi di governo e la formazione della nuova maggioranza con il governo Conte 2. E come un gioco dell’oca si ricomincia dall’inizio con altri interlocutori.

Ora non vi è più tempo. Lo stesso ministero delle Infrastrutture, poche settimane fa,  con una circolare del direttore generale aveva consigliato i Comuni e Capitanerie di Porto di non applicare la proroga. Fondamentale e non più rinviabile è una legge di riordino complessiva della materia, condivisa con l’Europa. L’occasione può essere la moratoria di sei mesi (fino a giugno) nel pagamento dei super canoni per i pertinenziali e porti turistici (darsene). Sei mesi necessari, questo l’impegno del Governo, per approvare una legge per il settore delle concessioni.

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