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America Graffiti Rimini, i concessionari: “Dette cose non vere, verdetto tocca al giudice

L’intricata vicenda giudiziaria che ha portato alla chiusura dell’America Graffiti prosegue anche nel duello di comunicati stampa fra le parti in causa. Gli avvocati Paolo Santoro, Roberto Dalle Nogare e Felice Zaccone, «su richiesta dei signori Pier Paolo e Pier Antonio Parmeggiani per la Nettuno S.n.c.», cioè la società concessionaria dell’area demaniale e della struttura del Nettuno, replicano alla Nettuno 2010 Srl- America Graffiti, che le struttura aveva preso in affitto: le loro dichiarazioni “sono tanto suggestive quanto non vere o parziali, comunque concernono fatti di una causa tutt’ora in corso, i cui atti dicono altro».

E i legali fanno qualche esempio: «Nettuno 2010 Srl – America Graffiti sta dicendo ai propri dipendenti che ‘il rapporto continua con la società dei fratelli Parmeggiani perché l’azienda affittata è ritornata in capo a questi’. Ma è la Nettuno 2010 Srl -America Graffiti che ha avviato la causa per far ‘…valere in via principale la nullità del contratto di affitto di azienda stipulato fra le parti ossia l’insussistenza di un titolo che la legittimi alla gestione dell’azienda’: e questa non è una dichiarazione, ma la parte motiva dell’ordinanza del Tribunale che ha disposto il rilascio dei locali».

Ancora: «Nettuno 2010 Srl -America Graffiti stanno dichiarando di aver sempre pagato tutto. Sempre nell’ordinanza del Tribunale si legge: ‘… la valutazione… della circostanza di fatto, pacifica fra le parti e comunque provata per tabulas, che la stessa (Nettuno 2010 Srl – America Graffiti ndr) si sia resa inadempiente del pagamento del canone di affitto per quasi tutta l’annalità del 2018 nonché della circostanza di fatto che neppure risultano dcumentati pagamenti per l’annualità 2019 induce a ritenere,… che sia pienamente sussistente il presupposto del fumus boni iuris del diritto della Nettuno Snc alla restituzione immediata“».

«Su questi fatti ed altri ancora – proseguono gli avvocati dei concessionari – il Tribunale si pronuncerà a metà del prossimo mese di marzo. I nostri assistiti rispettano il ruolo dell’informazione, ma devono altrettanto rispetto al Giudice che, sugli stessi fatti, è chiamato ad emettere una sentenza».

«I fratelli Parmeggiani, figli di colui che il Nettuno lo costruì prima della guerra, lo ricostruì dopo le bombe e poi l’ha devoluto allo Stato nel 1994, hanno scelto di tacere sinora, memori dell’iscrizione nell’arca di Isotta al Tempio (“tempus loquendi, tempus tacendi”), in attesa di un verdetto: perché, anche nella società della comunicazione, “C’è un giudice a Berlino” ed in questo caso, grazie al cielo, a Rimini», concludono Santoro, Delle Nogare e Zaccone.

 

 

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