Amnistia Togliatti e nascita della Repubblica, incontro con lo storico Franzinelli
1 Giugno 2026 / Redazione
Prosegue il ciclo di incontri “Dialoghi sulla democrazia. Nascita della Repubblica” con un appuntamento dedicato a uno dei temi più controversi della storia italiana del secondo dopoguerra. Mercoledì 3 giugno alle ore 17.30, nella Sala della Cineteca della Biblioteca Gambalunga di Rimini, lo storico Mimmo Franzinelli terrà una conferenza sul tema “L’Amnistia Togliatti. Un colpo di spugna sui crimini fascisti”.
L’iniziativa prende spunto dal provvedimento emanato il 22 giugno 1946 e passato alla storia come Amnistia Togliatti, dal nome di Palmiro Togliatti, segretario del Partito comunista e ministro della Giustizia nel primo Governo De Gasperi, che lo firmò. Come spiegano gli organizzatori, il provvedimento nacque con l’obiettivo di favorire la pacificazione nazionale e di segnare una netta cesura tra il ventennio fascista e la nascita della Repubblica.
Secondo la presentazione dell’incontro, tuttavia, il percorso di consolidamento della democrazia italiana fu ostacolato da diversi fattori. Viene evidenziato come il distacco di gran parte degli italiani dal fascismo fosse stato determinato soprattutto dalle conseguenze della guerra e non da una diffusa maturazione di una coscienza antifascista. Questo avrebbe contribuito a creare una distanza tra la maggioranza della popolazione e quella minoranza che aveva preso parte alla Resistenza.
Gli organizzatori ricordano inoltre che, nel dopoguerra, prese forma quello che viene definito il “Processo alla Resistenza”, celebrato nelle aule giudiziarie da una magistratura che aveva operato per oltre vent’anni durante il regime fascista. In questo contesto, viene sottolineato il ruolo dell’amnistia e delle modalità con cui fu applicata.
Richiamando le riflessioni di Piero Calamandrei, la nota evidenzia che “a causa dell’interpretazione estensiva assunta dalla magistratura” l’amnistia “si trasformò in un generalizzato perdono, applicato anche a torturatori e ad assassini”. Di conseguenza, viene osservato che molti esponenti del regime fascista riuscirono a evitare procedimenti giudiziari per le responsabilità maturate durante il ventennio e la guerra.
A ottant’anni di distanza, l’Amnistia Togliatti continua a rappresentare un tema di confronto tra storici e studiosi. Tra gli interrogativi che saranno affrontati nel corso dell’incontro vi sono quelli relativi alle motivazioni politiche che portarono all’approvazione del provvedimento e alla possibilità di percorsi alternativi. La conferenza cercherà di approfondire se Togliatti fosse pienamente convinto della scelta compiuta oppure se questa fosse stata influenzata da pressioni provenienti da altri soggetti politici e istituzionali, oltre a interrogarsi sull’ipotesi di una sorta di “Norimberga italiana” per i responsabili del fascismo.
A guidare la riflessione sarà Mimmo Franzinelli, tra i più autorevoli studiosi del fascismo e dell’Italia repubblicana. Membro della Fondazione Ernesto Rossi – Gaetano Salvemini di Firenze, Franzinelli è autore di numerosi saggi dedicati alla storia del Novecento italiano, tra cui L’Amnistia Togliatti, Storia della Resistenza, Storia della Repubblica Sociale Italiana, Il fascismo è finito il 25 aprile 1945, Schiavi di Hitler e Matteotti e Mussolini.
L’appuntamento del 3 giugno rappresenta il penultimo incontro della rassegna. Il ciclo si concluderà il 15 giugno con la presentazione del volume La Costituzione è donna. Le conquiste per la parità di genere dal 1946 a oggi, scritto da Anna Chimenti e Maria Natale, che dialogheranno con Antonella Baccarini in collaborazione con il Coordinamento Donne di Rimini.
L’ingresso all’incontro è libero.