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Anche in Romagna raccolta di firme referendum No Green Pass

Parte anche in tutti i Comuni della Romagna, una raccolta firme un referendum No Green Pass. “L’obiettivo è il raggiungimento delle 500.000 firme necessarie per richiedere un referendum popolare abrogativo delle disposizionilegislative in materia di Green Pass”.

Tempi strettissimi per la raccolta: “Si concluderà a breve, tra il 18 ed il 20 ottobre 2021”.
E’ possibile firmare sia on line dal sito dedicato www.referendumnogreenpass.it sia fisicamente presso gli uffici preposti di tutti i Comuni della Romagna. Per conoscere luoghi, giorni ed orari si potrà consultare l’albo pretorio sul sito del proprio Comune di residenza oppure telefonare all’uffio anagrafe/URP o all’uffico elettorale. Sia i residenti che i non residenti ( a questi ultimi è gentilmente richiesto, per motivi di tempo, di munirsi previamente di certificato elettorale), possono altresì firmare presso i seguenti studi legali della Romagna anche entro il 23 ottobre prossimo:

Forlì
Avv. Francesco Minutillo
Via Goffredo Mameli, 1
da lunedì al venerdì 10.00-12.00, 17.00-19.00
Rimini
Avv. Francesco A. Alaimo
Via Monte Titano, 136
tutti i giorni su appuntamento: 348 0713591
f.alaimo@studioalaimo.eu
Rimini
Avv. Cristina Bracci
Via Circonvallazione Nuova 69 A, piano 2°, scala A
ogni venerdì dalle 15:30-19.00
o tutti i giorni su appuntamento: 342 9490696
cristinabracci@virgilio.it

I promotori del referendum ritengono che “il Green Pass, lungi dal poter essere qualificato una misura sanitaria, escluda surrettiziamente dalla vita economica, lavorativa e sociale della nazione cittadini che non fanno che esercitare un proprio diritto. Sostengono che il Green Pass costituisca di conseguenza uno strumento di palese discriminazione che collide con i principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico ponendosi, tra gli altri, in netto contrasto con l’art 3 della Costituzione Italiana, che garantisce l’uguaglianza formale e sostanziale di tutti i cittadini, oltre ad imporre alla Repubblica Italiana il preciso compito di rimuovere ogni ostacolo che, “limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini“, impedisca il  «pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese»”

I promotori ritengono inoltre che “il Green Pass spinga, condizionandovi diritti e libertà anche fondamentali, verso trattamenti sanitari – quali indubbiamente sono la vaccinazione ed il cd.“tampone” – aggirando i divieti posti in merito dall’art. 32 della Costituzione Italiana. Di più, il condizionamento di diritti e libertà fondamentali operato per il tramite del sistema Green Pass si scontra con il concetto stesso di diritto e libertà fondamentale ed inviolabile quale clausola di salvaguardia a favore dei cittadini nei confronti del potere pubblico.“Di fronte a violazioni così gravi ed evidenti dello stato di diritto, come quelle introdotte e avallate dalle stesse istituzioni, è il popolo che deve farsi garante della Costituzione e rendersi parte attiva per ripristinare i principi di uguaglianza e di parità tra cittadini su cui si fonda la nostra civiltà giuridica”.

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