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Noi che andavamo al Cineforum di Riccione

Da novembre del 1974 alla primavera del 1981, Cineforum a Riccione.

Avevamo appena preso la patente e con una 500 usata andavamo al Cinema Africa a Riccione.
Eravamo insteccati dentro la 500 in tre, quattro amici.
Il punto della strada più suggestivo era quando sul lungomare superavamo col nostro macinino il Ponte Marano e ci venivano incontro le prime case di Riccione che si apriva progressivamente davanti a noi.

Chissà dove avevamo letto la prima volta la pubblicità del ciclo di cineforum che lì vi si svolgevano.
All’inizio eravamo in tre, quattro amici, poi il nostro gruppo si era ingrossato con l’aggiunta di altri due, tre amici e venivamo in due macchine.
Il Cinema Africa era a fianco della chiesa Mater Admirabilis che era officiante nelle sue funzioni religiose. La chiesa era come lo è ora, in via Gramsci vicino a viale Ceccarini, nel cuore storico  di Riccione.

Il cinema ricavato senz’altro dai locali della vecchia Canonica, era il classico “cinema del prete” piccolo, con una sala rettangolare e sedie di legno col sedile avvolgente.
I muri erano disadorni e con tinteggiatura vecchia. Tutto arredamento quello da anni 50/60 del 900.
L’ambiente così disadorno aveva però un suo fascino suggestivo.
La proiezione iniziava poco dopo le 9 di sera.
All’entrata su un tavolino erano appoggiate le brochure con date e proiezioni dei film per tutta la durata del ciclo di cineforum.

Di riminesi nella sala credo che ci fossimo solo noi, tutti gli altri erano di Riccione.
C’era un preside, qualche professore, qualche commerciante, droghiere, macellaio e gestore di alimentari. Poche le donne.

Dopo la proiezione prendeva di solito la parola il preside che introduceva le tematiche contenute  nel film ed apriva il dibattito.
Nel dibattito intervenivano sempre il preside, un insegnante dalla mole imponente ed intervenivano caparbiamente anche i macellai, i gestori di alimentari con il loro italiano un po’ sgrammaticato ma pieno di logica interpretativa. Applicavano infatti alle trame di quei film la logica, la razionalità che utilizzavano giornalmente per gestire i loro esercizi commerciali.

Noi stranamente non siamo intervenuti mai una volta, strano perché eravamo già allora abbastanza perspicaci. A me piaceva oltre che godere il film, gustarmi il dibattito sia nei suoi contenuti semplici e genuini che nelle manifestazioni antropologiche dei partecipanti.
Le donne in sala erano poche ed intervenivano poco. Erano epoche quelle in provincia dove contavano più gli uomini, le donne “li cunteva ad mench”!

Mi ricordo che nel dibattito su “Electra Glide”, film del 1973 diretto dal regista James William Guercìo, uno di quei “Droghieri” era intervenuto fornendo la propria interpretazione.
Il preside o il professore avevano controbattuto fornendo la loro di interpretazione che era  ben circostanziata.
Allora quel “Droghiere” trovandosi spiazzato aveva preso atto della interpretazione altrui chiudendo la sua replica con una battuta “avrete ragione voi, vuol dire che non ho visto bene il film, sarò stato “guercio” io”, alludendo simpaticamente con quel gioco di parole al nome del regista “Guercìo”.

Lo stacco generazionale tra noi e gli altri partecipanti al cineforum era notevole.
Quella era tutta gente riccionese nata nella seconda metà degli anni 30, primi anni 40.
Escluso il preside che era un po’ più anziano di loro.

Verso mezzanotte il preside o chi per lui concludeva il dibattito dandoci appuntamento alla volta dopo. Uscivamo allora all’aria fresca e chi si avviava a casa a piedi, chi come noi saliva in macchina.

Venivano proiettati in quei cineforum film politicizzati, ad esempio sul golpe in Cile del 1973, molti film americani come “Quel pomeriggio di un giorno da cani” con Al Pacino, “Electra Glide” appunto, “L’ultima Corvè” con Jack Nicholson, “Duel” di Steven Spielberg, qualche film del regista Costa Gavras e tanti altri film dalle trame coinvolgenti e dai titoli strani che non ricordo più.
Peccato non ricordarli perché quei film avevano un fascino allora, figurarsi oggi.

I film visti in quegli anni avevano la trama ambientata alla fine anni 60, prima metà degli anni 70.
Oggi quelle pellicole sono diventate “Cult Movie” che trovano spazio ormai solo negli archivi delle cineteche e vengono proiettati qualche volta solo in occasione di raffinati “Cinema d’Essai”.

Quel preside di allora ci ha lasciato credo i primi anni 90, preceduto lo sappiamo per certo dal professore dalla mole imponente.
Alcuni di quei “macellai, droghieri, gestori di alimentari” forse non ci saranno più, speriamo di no.

Oggi quel cineforum riccionese di ieri è tornato caparbiamente e nostalgicamente nel Cinema Africa con sala cinematografica rinnovata a fianco sempre della chiesa “Mater Admirabilis” di via Gramsci ed è giustamente intitolato al preside di allora, Geo Cenci.

Speriamo che tra il pubblico di oggi ci sia ancora qualcuno del pubblico di ieri.
Speriamolo vivamente.
Ed anche per me sarebbe bello tornare a questo nuovo ma “vecchio” cineforum, sempre al Cinema Africa, sia per il ricordo dei miei vent’anni di allora, sia per il fascino suggestivo che esercitava quel cineforum culturale di ieri, sia per lo spessore culturale del cineforum di oggi.

Tanti e cari saluti agli amici riccionesi di ieri e di oggi.

Gaetano Dini

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