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Andiamo a chiedere 300 milioni per rifare nuova la provincia di Rimini

Ce lo diciamo da trent’anni. Intervenire sulla qualità, migliorare il costruito senza occupare nuovo suolo e bla bla bla.

Ora abbiamo un’occasione enorme, unica, nella peggiore crisi dell’Italia repubblicana: non possiamo perdere quest’occasione. Sarebbe un delitto nei confronti della nostra città, del nostro territorio, e che non andrebbe impunito.

Ora fate i conti con me. Il Governo ha introdotto Ecobonus 110% e Sismabonus 110%, per cui ha stanziato circa 14 miliardi di euro. Facendo i conti sugli abitanti, sono 233 euro a testa, per tutta Rimini 35 milioni di euro, per la Provincia 70 milioni di euro.

Io sono convinto che invece dobbiamo prendere la sfida come territorio: dalle categorie all’amministrazione pubblica. Diamoci un obiettivo sfidante e raggiungibile.

Diciamo che vogliamo 150 milioni per Rimini, e 300 milioni per tutta la provincia. Immaginate quanto lavoro si può creare. Che io sappia nessun altro territorio si sta organizzando: anche qui, ci siamo detti per anni che la competizione è fra territori. E’ ora di farlo sul serio.

Chiedo al Sindaco e al Presidente della Provincia di lavorare con le banche, per far creare il plafond necessario a raggiungere l’obiettivo.

Con le categorie e le aziende (Penso all’Ance, al CAR, a SGR, a tutti) per condividere un protocollo da seguire per rendere veloce la procedura. Con il Genio Civile e con chi si occupa dell’antisismica per condividere lo stesso protocollo e rendere velocissime le approvazioni. Perché lasciare sul tavolo dei soldi che potrebbero creare sviluppo e lavoro solo per questioni burocratiche sarebbe anch’esso un Delitto, in attesa di Castigo.

Con i propri uffici edilizi, per la stessa ragione. Con i tecnici e le loro associazioni, per fare le cose in maniera veloce, condivisa, e a prova di bomba, in accordo con tutti gli altri.

Aver creato lavoro, e aver lasciato il nostro territorio trasformato in meglio, senza paura di terremoti e con un risparmio energetico enorme. Tutto pagato dallo Stato: direi che c’è abbastanza materiale per mettersi tutti – di corsa – attorno ad un tavolo.

Non bisogna assolutamente sprecare l’occasione che ci è data da questo disastro epocale.
Significa scegliere la crescita e lo sviluppo contro la rassegnazione e il declino. Al lavoro, subito!

Samuele Zerbini

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