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Con Angelini addio a un pezzo di storia di Riccione. Era iniziata così

In pochi giorni gli scaffali dei supermercati Angelini si sono svuotati. Una offerta al 50% di tutti i prodotti ha portato cittadini ma anche albergatori a fare scorta di prodotti.

Rimane lo stupore, tra i cittadini di Riccione, per una chiusura che nessuno si aspettava. Gli stessi dipendenti hanno saputo la notizie poche ore prima dell’inizio dell’offerta al 50%. Proprio i dipendenti che hanno lavorato con impegno in questi giorni di svendita sono anche quelli più preoccupati. Si tratta di circa 40 addetti alcuni dei quali da quaranta anni di lavoro con Angelini. La preoccupazione sul futuro è alta. ma confidano che lo stesso Angelini nel vendere l’attività salvaguardi anche il personale.

Riccione con questa chiusura perde un pezzo della sua storia.

Nel libro “Riccione e i suoi anni Ruggenti” di Gian Carlo D’Orazio viene anche ricostruita la storia dei supermercati Angelini:

Una storia che parte nel 1937 con Adamo ed Olga.

Il primo negozio di alimentari degli Angelini risale al 1937. Sono Adamo Angelini ed Olga i pionieri della famiglia che poi legò il suo nome a Riccione e al mondo della distribuzione alimentare.

Nel 1937 i signori Rebecchi di Modena lasciarono l’attività del negozio di burro e formaggi, situato all’inizio di Viale Dante nella proprietà dei signori Cicchetti. Adamo detto “Damein” con coraggio ed intuizione si presentò dal Cavalier Vittorio Cicchetti, artista dei parchi, e lo convinse a farsi dare il negozio dei Rebecchi.

Era il primo passo della famiglia Angelini nel settore dell’alimentazione. Il negozio era situato tra la macelleria Piccioni e davanti alla gelateria Norge, da sempre rivale dell’altra famosa Gelateria Paganelli.

Olga e Adamo si stabilirono nel centro di Riccione mentre il fratello Emilio aprì un negozio nel Vecchio Paese. Adamo capisce subito che la ricca clientela dei “signori” delle ville ha un grande potenziale e quindi non si limita al burro e formaggio ma amplia velocemente la sua gamma di prodotti alimentari. Sarà il tratto distintivo di questa famiglia durante tutta l’attività nel settore.

Sono due anni di lavoro intenso ed entusiasmante dove “Damein”, sostenuto da Olga, mette a frutto la precedente esperienza fatta con i Mancini. Mentre il piccolo Frangiotto, affidato agli anziani nonni Castelli, rimane spesso al sicuro in un angolo del giardino adibito a pollaio, con tante galline attorno. Lo vigilavano loro!

La prima tappa degli Angelini però durò solo due anni. Si interruppe nel 1939 poiché Adamo venne richiamato nuovamente sotto le armi e costretto a partire per l’Africa, per poi rimanere a Tripoli fino al 1940. Rientrato a Riccione riaprì il negozio nello stabile prima della macelleria Piccioni.

Riccione è cittadina turistica importante ed al negozio Angelini in Viale Dante 3 viene permesso di poter vendere anche senza i bollini della Tessera Annonaria, ma solo agli ospiti in vacanza, tra questi anche la famiglia Mussolini con donna Rachele.

Dopo il passaggio del fronte Riccione vive l’anno zero, si ricomincia dall’inizio, è un destino comune. Fino al 1949 permane l’utilizzo della tessera Annonaria, la cittadina contava 8 mila abitanti ed erano tantissime le famiglie in difficoltà che poi utilizzavano dei “librettini verdi” su cui segnare per poi saldare puntualmente dopo l’estate. C’era grande solidarietà tra tutta la comunità riccionese. La guerra era alle spalle e la voglia di ripartire e rinascere fu superiore a tutto.

Anche gli Angelini ripartirono con la propria attività fino poi ad arrivare all’inaugurazione del primo supermercato self service nel 1958, ma questa è un’altra storia.

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