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Animali: adozioni e pandemia. Oltre il Dpcm

Due anni fa, in piena pandemia da Covid -19 , dopo che il governo ha stabilito, in uno dei tanti Dpcm che chi aveva un cane poteva uscire di più; nei canili e rifugi di tutta Italia c’è stato un boom di adozioni. 

Oggi, a due anni di distanza, che vede il paese riprendere la vita normale, si sta verificando il boom inverso: la maggior parte di quei cani sono stati riportarti in canile. Si parla di oltre centomila cani. L’indagine è stata svolta da Facile.it la compagnia di assicurazioni on-line. 

Il motivo di una simile ‘pandemia’? Al di là delle motivazioni dei padroni a cui possiamo credere o no, c’è la leggerezza con cui sono state gestite le adozioni.

Se dopo un simile Dpcm, ci si trova, fuori dal canile (o rifugio) la ressa di persone che vogliono adottare un cane, una domanda in più è lecito farsela. Ma dal momento che qualche buona adozione potrebbe anche venire fuori, non sarebbe il caso di valutare a fondo i futuri adottanti, evitando così di essere superficiali? 

E poi si ha il coraggio di dire, con tono indispettito, che le adozioni nei canili sono ‘difficili’.

Le motivazioni che possono portare una persona a voler adottare un cane sono molte, ma non tutte valide: per moda, per esibizione, o per aggirare un Dpcm.

Le adozioni sono ‘difficili’ perché si cercano di capire, tra le altre cose, anche queste motivazioni: se sono valide o no, se la persona che si ha davanti è davvero intenzionata a prendere un cane per la vita o è pronta a disfarsene alla prima difficoltà o quando si rende conto che il cane non rispecchia le proprie aspettative.

Non vuol dire che il ‘sistema’ delle adozioni consapevoli sia perfetto, ma di certo evita un numero così alto di rientri.

Chi è selettivo con gli adottanti dimostra di amare i cani e vuole che vadano a famiglie responsabili, ma per fare questa selezione bisogna destreggiarsi tra mille insidie della psicologia umana che si cerca di superare, porgendo, ai visitatori delle domande ben precise. Oltre a questo si cerca di dare il cane più vicino allo stile di vita degli adottanti, perché c’è cane e cane, c’è razza e razza, perché un cane in un contesto sbagliato è soggetto a problemi comportamentali anche seri.  

Insomma selezionare gli adottanti non è facile quando si conosce ‘il mondo’ tra capricci e intenzioni serie. 

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