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ANPI: “Rimuovere le intitolazioni in cui il fascismo viene rievocato. Ad esempio Villa Mussolini”

Una mozione portata dal gruppo consiliare Uniti per la Valmarecchia  avente come argomento la proposta di iscrizione dell’Unione all’anagrafe antifascista nazionale istituita dal Comune di Sant’Anna di Stazzema, dove è avvenuta una delle più violente stragi nazi-fasciste sui civili della seconda Guerra Mondiale, ha scatenato la polemica. Tre consiglieri, Ilaria Sebastiani, Loretta Contucci e Roberto Baschetti), abbandonato l’aula adducendo diverse motivazioni. “Non opportuno” o che “In Unione si deve parlare solo di servizi e del nostro territorio”.

Sulla vicenda scrive l’ANPI provinciale. “Apprendiamo – scrive in una nota il Comitato Provinciale dell’ANPI – da una nota comunicata dal gruppo consigliare Uniti per la Valmarecchia un episodio grave e amaramente significativo. Tre consiglieri dell’opposizione, durante la seduta di mercoledì 27 luglio 2022, alla proposta da parte del comune di Sant’Anna di Stazzema di iscrizione all’anagrafe antifascista nazionale, hanno abbandonato l’aula per protesta, adducendo motivazioni nebulose quando non tendenziose e sostanzialmente indulgenti nei confronti di fatti storici drammatici, per le popolazioni colpite come per i valori che informano la nostra costituzione. 

La nostra storia – prosegue la nota dell’ANPI – è purtroppo in gran parte macchiate dal sangue dei civili, una vergogna con cui una certa compagine politica, peraltro la più compromessa con queste tematiche, sembra non voler fare i conti. 

Il comitato ANPI provinciale di Rimini condanna e disapprova la condotta di tali consiglieri, rappresentanti di una Repubblica democratica che, piaccia o meno, nasce dalla Resistenza. Ci ripromettiamo, per il futuro, di non tacere su comportamenti come questi e ci impegneremo a intervenire su tutte le situazioni del territorio in cui il fascismo viene rievocato con colpevole e interessata tolleranza,  per esempio Villa Mussolini  a Riccione, e  ci ripromettiamo di lavorare sulle intitolazioni delle nostre strade, rimuovendo le insegne celebrative di un regime assassino e liberticida.

La Valmarecchia – conclude la nota dell’ANPI – tra il ’43 e il ’44, reca nella sua storia le ferite di tragedie che non devono in nessun modo essere strumentalizzate o distorte, specie per distrarre o sedurre i cittadini con imbarazzanti ed inappropriati slogan”.

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