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Antonella Spada: il caffè dalla tazza alla tela

Ci sono giorni in cui si fanno incontri assolutamente inaspettati.

Così, una mattina, mentre sto sorseggiando il solito caffè, al solito Caffè (Teatro), nella solita piazza (Cavour), e mi guardo intorno, vedo alle pareti, appesi, piccoli quadri che catturano la mia attenzione. Li guardo con maggior curiosità e Franz, un bravo attore barbuto, casualmente prestato alla somministrazione di alimenti e bevande mi dice: “Sono di una pittrice che li realizza con il caffè…”.

“Come sarebbe a dire li dipinge con il caffè, mai sentito dire… comunque sono molto belli e, soprattutto, originali”.

“Si chiama Antonella, è una mia amica”.

“Senti Franz – domando ancora – secondo te cos’è l’arte”?

“Osta lò, domanda facile alle 9 di mattina”, mi risponde sorridendo un po’ assorto ma diventando pensieroso.

“Potremmo dire che l’arte è il mezzo con cui si trasmettono le emozioni? Perché sai, un qualche brivido l’ho sentito”!

“Non sei lontano dal vero. Se vuoi ti do il contatto”.

“Ti ringrazierei, vorrei proprio saperne di più”!

E’ così che ho conosciuto Antonella. L’ho chiamata e le ho fatto qualche domanda, naturalmente, bevendo una tazzina di caffè…

“Come ti sei avvicinata alla pittura”?

L’odore dei colori a olio e dell’acqua ragia l’ho respirato sin da bambina. Mio padre dipingeva per hobby”.

“A cosa ti ispiri quando dipingi?”

I corpi e i visi mi hanno sempre incuriosito sono cose che mi danno  emozione, poi lascio andare la mano, il segno viene da solo. Molto dipende anche dallo stato d’animo, da quello che mi frulla per la testa in quel momento. Sono molto istintiva nel dipingere, non parto mai con qualcosa di predefinito o un obiettivo cui arrivare, se non l’emozione, soprattutto per me e, spero, per chi mette i propri occhi davanti alle mie realizzazioni”.

“A proposito di emozioni, cosa vuoi trasmettere?”

Credo che un quadro non debba essere spiegato, ma ognuno si appropria di quello che vede e delle emozioni che nascono.Le cose vengono da sole, dai ricordi. E così nascono le mie donne, evanescenti, quasi uscite dalle nebbie, fumose e gli schizzi dei corpi. Non ho un segno netto, ma molto labile. Direi che il contorno delle mie figure lo fa, spesso, la fantasia di chi guarda la mia opera”.

“Quale tecnica preferisci”?

Preferisco la pittura materica. I miei sono quadri anche da toccare e, d’altra parte, mi piace sporcarmi le mani e me le sporco. Ho anche provato con il bitume e, appunto, il caffè“.

”.

“Ho notato che le tue opere, spesso, sono monocromatiche!”

Si, preferisco le tonalità calde, come dicevo prima quasi nebbiose, nebulose anche se l’immagine alla fine esce nitida e ben definita. Mi piace dire che i colori, in genere, sono rappresentativi. Pensa al rosso, alla sofferenza che trasmette ma anche al sogno. Sì, preferisco tonalità più morbide, meno invasive”.

“E quest’idea di colorare fogli di carta antichi con il caffè…?”

E’ stato un caso. Mi è capitato di disegnare su qualche tovagliolo con il cucchiaino sporco di caffè. Ho visto il risultato ed è proprio il caso di dire che ci ho preso gusto, non mi è dispiaciuto. Risata prorompente… “Insomma, prima ci dipingo e poi lo bevo!”  

Le carte antiche che uso, spesso sono scritte, magari sono poesie. Mi piace l’idea di unire la pittura con la parola. Così ho sperimentato e ne sono venuti fuori disegni come quelli che ho appeso alle pareti del Caffè Teatro dove tu li hai visti. E poi, pensa… se ti avvicini puoi sentire l’odore del caffè sulla carta”.

Antonella Spada vive e lavora a Rimini. Fin da bambina dimostra il suo vivo interesse per le attività creative e manuali rivelandosi un’alunna curiosa verso i colori e la materia. Diplomatasi all’ Istituto Tecnico Commerciale, ha sempre coltivato la sua inclinazione per la pittura e l’arte in generale; un dono genetico trasmessogli dal padre anch’egli pittore seppur per hobby. Una stretta relazione si palesa tra l’approccio al mondo, alla natura e alla cultura, così concreto, positivo, istintivo, variegato, e la scelta dei materiali che usa per le sue opere: oltre ad acrilici, paste-volume, gesso, sanguigna, bitume e matita, Antonella Spada fa largo uso di volti femminili, a cui l’artista dona una nuova vita, regalando ad essi una individualità mai stereotipata, sempre intimista, materici, di una ribellione irruenta nei confronti di quello stesso sistema culturale da cui l’essere umano proviene. Nel panorama artistico si fa notare grazie alla sua partecipazione ad un concorso di pittura per giovani emergenti, arrivando terza. Successivamente prende parte alla manifestazione artistica ‘Rimini Essenza’ ed espone alla Sala degli Archi con una mostra personale, partecipa a collettive nella propria città, Cremona, Firenze, Milano, Lodi ed alla selezione d’Arte contemporanea a Susa.

info:antonellaspada.net

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