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Appuntamento con un secolo di musica per Francesca da Rimini e Dante

“Melodie d’amore nella città di Francesca”. Un secolo di musica per Francesca da Rimini e per Dante

Rimini, Corte di Palazzo Gambalunga, 29 luglio, ore 21: evento musicale a cura di Antonio Rostagno ed Enrico Meyer su idea di Ferruccio Farina.

In scena il decimo evento di FRANCESCA2021 | Tributo a Dante e a Francesca da Rimini nel VII centenario della morte del Poeta, nella magica corte del seicentesco Palazzo Gambalunga.

I cinque straordinari artisti del “Francesca da Rimini Ensemble”, costituitosi sotto la guida di Antonio Rostagno e di Enrico Mayer per celebrare l’anno dantesco, proporranno melodie dedicate a Francesca da Rimini dalla prima conosciuta di Vincenzio Fiocchi (1795), recentemente riscoperta, alle celebri arie di Riccardo Zandonai dell’’opera lirica “Francesca da Rimini” (1914) scritta su libretto di Tito Ricordi e sui testi di Gabriele D’Annunzio (1901). Opera, quest’ultima, ancora sulle scene dei principali teatri del Mondo: MET, Metropolitan Opera New York 2013; Teatro alla Scala 2018; Deutsche Oper Berlin 2021.

Le musiche saranno introdotte e contestualizzate brevemente dal musicologo Andrea Macinati, La Sapienza, Roma.

Musiche in programma

1) Gioacchino Rossini, Noi leggevamo un giorno per diletto (1848)

2) Gioacchino Rossini, Nessun maggior dolore (da Otello, atto III), (1816)

3) Vincenzo Fiocchi, Francesca di Arimino, cantata (pagine scelte per pianoforte), (1795)

4) Amilcare Ponchielli, Noi leggevamo insieme (pubblicato postumo nel 1889)

5) Vincenzo Schira, Francesca da Rimini, musiche per il balletto (pagine scelte per pianoforte), (1825)

6) Nicolò Zingarelli, Il Conte Ugolino, cantata (1805)

Intervallo

7) Gaetano Donizetti, Il canto XXXIII dell’Inferno di Dante, cantata (1826)

8) Gaetano Donizetti, Ave Maria, duetto (1865)

9) Hans von Bülow, Tanto gentile e tant’onesta pare (1874)

10) Ciro Pinsuti, Tanto gentile e tant’onesta pare (1868)

11) Giacomo Puccini, Storiella d’amore (1883)

12) Riccardo Zandonai, dall’opera Francesca da Rimini, pagine scelte (1914)

Interpreti

Francesca da Rimini Ensemble

Anais Mejias, soprano | Daniela Pini, mezzo-soprano | Maurizio Leoni, baritono

Nicola Pantani, pianoforte | Livia Malossi Bottignole, pianoforte

Introduzione

Prof. Matteo Macinanti

INFO

Rimini: Biblioteca Gambalunga 0541.793851

Link Prenotazioni: https://www.ticketlandia.com/m/eventSubList/musei-rimini/1673

Melodie d’amore nella città di Francesca fa parte di

FRANCESCA2021

Tributo a Dante e a Francesca da Rimini nel VII centenario della morte del Poeta

Trenta appuntamenti culturali da marzo a dicembre 2021 nei territori malatestiani tra Romagna e Marche promossi dai Comuni di Rimini e di Gradara con la collaborazione delle Regioni Emilia-Romagna e Marche e di Apt Servizi dell’Emilia Romagna su idea e progetto di Ferruccio Farina, Centro Internazionale Di Studi Francesca Da Rimini

www.francescadarimini2021.com

Francesca da Rimini negli specchi della musica

Nella storia della musica due personaggi danteschi hanno avuto una particolare fortuna: Francesca da Rimini e Ugolino della Gherardesca, due figure profondamente tragiche, la cui morte si presta a momenti di alta compassione, due figure implicitamente musicali.
Attraverso questi due personaggi, presto divenuti miti romantici, verrà tracciata una narrazione musicale che attraversa l’intero diciannovesimo secolo, alternando esecuzioni di esempi musicali di maggior interesse e un discorso verbale che colleghi e conduca il percorso.

Quello tra Dante e la musica sembra un rapporto consolidato, ma in realtà non è così.
Nella ricorrenza del settimo centenario della morte, è quindi di grande interesse scoprire come, quando e perché i compositori hanno sviluppato l’interpretazione dei testi danteschi. Dalla morte del poeta a quasi tutto il Settecento si contano soltanto una decina circa di intonazioni musicali, perché la poesia dantesca era considerata inadatta, troppo concettosa e antimusicale.
Nell’Ottocento, improvvisamente, le intonazioni dantesche arrivano a diverse centinaia, fenomeno che conferma quel “nuovo Dante”, quella riscoperta romantica di Dante che la storia della cultura ha indagato da altri punti di vista. Francesca è la celebrazione dell’amore al di sopra delle convenzioni sociali, Ugolino la rappresentazione della violenza politica al di sopra di ogni affetto. In entrambi i casi Dante crea il quadro dell’umano, della potenza degli affetti più profondi e naturali, oppressi e negati da leggi e convenzioni sociali: da un lato l’amore al di sopra dei patti fra famiglie, dall’altro l’amore paterno davanti al quale la violenza per scopi di potere non ammette alcuna pietà.

Non per caso Dante descrive Francesca e Ugolino con grande compassione, pur collocandoli nell’Inferno, a causa precisamente della loro incapacità di frenare le passioni. E in entrambi i casi la musica ha la funzione di rappresentare questi affetti naturali, questa originaria passione emotiva, l’uomo naturale al di sopra delle regole civili, che il secolo romantico ha portato al centro degli interessi. E per tal motivo le due figure di Ugolino e Francesca, apparentemente tanto diverse, sono nella concezione dantesca speculari e complementari. Per questo il programma proposto le tiene insieme considerandole come due aspetti della medesima concezione umana di Dante.

Un concerto dedicato a queste, quindi, propone un viaggio nella cultura romantica (soprattutto, ma non solo italiana) e nella sempre mutevole interpretazione della complessa, controversa figura della sfortunata amante. Mettere in musica Dante, per tutti, è una scelta assai impegnativa, e tutti trattano la parola con estremo rispetto, in un modo del tutto inusuale al confronto con la prassi consueta nella lirica da camera, ossia in modo del tutto diverso da una semplice “poesia per musica”. E anche se non tutte le intonazioni sono all’altezza dei grandi compositori storici, sarà di grande interesse ascoltare come attraverso il secolo l’immagine di Francesca in musica si trasforma anche in relazione alle rappresentazioni letterarie e pittoriche; per illustrare questa varietà, quindi, si sceglie una formula narrativa in cui alla musica verranno alternate brevi spiegazioni storiche delle singole musiche, ordinate secondo un coerente filo discorsivo.
Ne viene fuori un vero e proprio racconto non tanto o non solo sulla figura della Francesca ottocentesca, peccatrice, redenta, redentrice, guerriera a sua volta, santa o tragica, ma anche dello sviluppo della cultura italiana da inizio secolo all’età umbertina.
(ar)

FIRENZE 1795: LA PRIMA FRANCESCA DA RIMINI IN MUSICA
Siena, 1° luglio 1795. Francesco Gianni, arcade e poeta improvvisatore tra i più acclamati in Italia, in una serata di Poesia a Palazzo Gori, comporrà e reciterà all’istante un poemetto che avrà per protagonista “Francesca da Rimini”, personaggio al quale, fino ad allora, nessuno aveva mai dedicato alcun tipo d’opera. Una Francesca creatura letteraria che, per la prima volta da quel momento, vivrà di vita propria al di fuori della Divina Commedia, segnando l’incipit della nascita di un mito tra i più duraturi e popolari della cultura moderna.
Una Francesca ‘nuova’ che, pur con le radici in Dante e in Boccaccio, è figlia dell’Illuminismo e della Rivoluzione. Assolutamente nuova. Non più peccatrice all’Inferno ma eroina dell’amore, vittima innocente di inganni e di violenze, emblema di fedeltà e di libertà, portatrice di valori positivi.

Plausibilmente pochi giorni dopo la prima apparizione della Francesca di Francesco Gianni, a Firenze, Vincenzo Fiocchi – “maestro di cappella romano”, già organista in San Pietro in Vaticano, artista ‘errante’ – anch’esso transfuga in Toscana forse per gli stessi motivi politici di Gianni, arricchisce di melodie le parole della “Bella di Arimino” che aveva visto la luce a Siena.
Una Francesca di Arimino, cantata per soprano, violino, fortepiano e violoncello, che Fiocchi compone dichiaratamente sul testo di Gianni – come testimonia lo spartito manoscritto.
Una melodia, la prima di tante che seguiranno, per festeggiare la nascita di una nuova eroina che s’affacciava verso una società ormai matura ad accoglierne i valori di libertà, amore e passione.
Una melodia riscoperta, praticamente uno straordinario documento inedito, che Melodie d’amore nella città di Francesca | Un secolo di musica per Francesca da Rimini e per Dante propone per documentare l’incipit della fama anche in campo musicale dell’eroina romantica alla quale dal 1795 al 20218 sono state dedicate più di quattrocento opere tra fantasie sinfoniche, arie da camera, opere per canto e per ballo, melodrammi, romanze, balletti, balli eroici e parodie tragicomiche; centosessanta delle quali, solo nell’Ottocento.
(ff)

ARTISTI DEL “FRANCESCA DA RIMINI ENSEMBLE”

Anaïs Mejías, soprano
Nata a Bayamon, Portorico, si è laureata presso il Conservatorio di Musica di Portorico sotto la guida del tenore Antonio Barasorda. In seguito ha conseguito un diploma di merito dall’Accademia Chigiana e la laurea biennale presso l’Istituto Musicale Vecchi-Tonelli a Modena con 110 e lode, sotto la guida del soprano Raina Kabaivanska. Attualmente continua i suoi studi sotto la guida del M° Maurizio Leoni.
Anaïs è stata la prima portoricana ad arrivare alla finale del “Concurso Internacional Francisco Viñas”. I suoi riconoscimenti principali includono 3° posto nelle Audizioni 2013 della Metropolitan Opera House e 1° premio a Puerto Rico 2012-2013. Nella stagione 2018-19 ha partecipato all’Opera Studio della Bayerische Staatsoper a Monaco di Baviera.0
Ha interpretato ruoli da protagonista in Bohème, Così fan tutte e Otello al Teatro dell’Opera di Puerto Rico. Nel repertorio da concerto ha interpretato il Requiem di Verdi, Nona di Beethoven e Missa in Angustiis “Nelson Mass” di Haydn al Carnegie Hall.
Dal 2019 ha cominciato una collaborazione con il Donizetti Opera Festival dove quest’anno debutterà nel ruolo di Giannetta nel Elisir d’amore.

Daniela Pini, mezzosoprano
Laureata presso l’Università di Bologna in Lettere Moderne con tesi in storia della musica e successivamente in Beni Culturali con il massimo dei voti, ha studiato canto con il M° Angelo Bertacchi.
La duttilità vocale di Daniela Pini le permette di spaziare tra diversi stili che vanno dalla musica barocca alla musica contemporanea e ha in repertorio oltre 60 titoli.
Si è esibita nei maggiori teatri di tutto il mondo, lavorando con direttori quali R. Muti, R. Abbado, G. Gelmetti, D. Oren, E. Pidò, D. Renzetti, M. Mariotti, R. Alessandrini.
Ha lavorato con registi quali G. Vick, G. Lavia, D. Fo, L. Wertmuller, E. Scola, P.L. Pizzi, M. Gasparon, D. McVicar, L. Ronconi, H. De Ana, I. Brook, D. Michieletto.
Recentemente ha rappresentato l’Italia nel concerto di apertura del 18° Festival delle arti presso il National Centre For the Performing Arts di Pechino e si è esibita, riscuotendo grande successo, al Musikverein di Vienna e a Tokyo diretta dal M° Riccardo Muti.

Maurizio Leoni, baritono
Diplomato con lode all’Accademia Filarmonica Bolognese ed al Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna è vincitore di diversi Concorsi fra i quali Concorso AS.LI.CO e Primo Premio assoluto al Concorso di Musica Vocale da Camera “D. Caravita”.
Artista eclettico (camerista, attore – “L’impresario delle Smirne” di Goldoni – , regista) ha cantato molti differenti ruoli: da Enrico ne “Il campanello” di G. Donizetti alla Fondazione W. Wolton a Ischia a Boheme a Catania e Tokyo diretto da Donato Renzetti.
Vasta esperienza nella musica contemporanea: Gesualdo ne “ Gesualdo considered as a murder” di Luca Francesconi a MITO a Milano, Mannoury ne “Die Teufel von Loudon” di Penderecky diretto da Y. David al Teatro Regio di Torino, uno dei pochi interpreti di “8 songs of a mad King” di Peter Maxwell Davis.
Ultimi ruoli interpretati: Leporello ne “Don Giovanni” in una lunga tournee in Francia diretto da J.C. Malgoire, Figaro ne “Il Barbiere di Siviglia” a Dordrecht (Olanda) e Potenza e Lecce, Conte di Luna ne “Il Trovatore” a Irun (Spagna) ed al Teatro Comunale di Ferrara, Scarpia al Teatro Politeama di Lecce, Giorgio Germont, Gianni Schicchi al Comunale di Bologna.
10 anni fa ha iniziato la sua carriera di insegnante di canto, 1 anno alla Suwon University a Suwon (Corea del Sud) poi Professore di Canto in vari Conservatori , ora Docente di Canto all’”A. Boito” di Parma eVocal e Italian coach per 4 anni al Festival di Verbier.

Nicola Pantani, pianoforte
Ha iniziato lo studio del pianoforte sotto la guida del M° Davide Tura proseguendo con il M° Enrico Meyer all’ Istituto Superiore di Studi Musicali ”G. Lettimi” di Rimini dove ha conseguito il Diploma Accademico di II livello con menzione speciale, eseguendo e discutendo una tesi sulla Sonata Op.106 di Beethoven. Attualmente si perfeziona con i Maestri Enrico Pace e Igor Roma all’Accademia pianistica di Imola. Ha vinto il Premio Casella 2017 nell’ambito della XXXIV edizione del Premio Venezia e la XI edizione del Concorso pianistico internazionale “Franz Liszt” al Teatro Regio di Parma. Nel 2019 è stato selezionato come uno dei 14 pianisti partecipanti alle fasi finali del concorso “Franz Liszt” di Utrecht e recentemente è stato ammesso al Concorso Liszt di Budapest che si terrà nei prossimi mesi. Come solista ha collaborato con la Filarmonica Toscanini e con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese. In formazioni da camera e da solista ha tenuto recitals in diverse sale italiane.

Livia Malossi Bottignole, pianoforte
Diplomata in Pianoforte col massimo dei voti, Biennio di Musica da Camera con il massimo dei voti e la lode, sta concludendo il Triennio di Composizione presso il Conservatorio di Bologna. Per i suoi lavori, nel 2020 Livia Malossi ha vinto il primo premio al 30° Concorso Internazionale Città di Barletta (IT), una Distinguished Mention al Please Yourself ACO Composition Competition (UK), è stata selezionata per il 27th Youth Composer Meeting dell’Orkest de Ereprijs (NL), dove ha ottenuto la RSKT 2021 Commission, che verrà eseguita all’Andriessen Festival (NL) nel 2022. Nel 2021 è risultata vincitrice della Juurilla Commissioning Grant del Versoi Ensemble (FIN-USA) e ha inoltre ricevuto una commissione dal Festival La piana del Cavaliere di Orvieto (IT). È membro fondatore di In.Nova Fert, giovane realtà di scrittura musicale “comunitaria”, attiva a Bologna e destinataria di diverse commissioni, tra cui: Biennale di Venezia 2020; FontanaMIX Ensemble; Amici della Musica di Modena; EstOvest Festival di Torino; Romagna Cello Ensemble; AngelicA – Teatro di Ricerca Musicale San Leonardo; la Regione Emilia-Romagna. Come pianista, si è esibita per rassegne e festival presso il Teatro San Carlo e il Teatro delle Passioni di Modena; la Cappella Farnese e il Teatro Comunale di Bologna; le Torri dell’Acqua di Budrio; la Panstwowa Szkola Muzyczna im. Chopina di Olsztyn e il centro culturale Dobre Maisto in Polonia, il Museo Gregoriano Profano a Città del Vaticano; l’Auditorium Pedrotti di Pesaro; l’Università Bocconi di Milano; il Teatro Verdi e il Teatro Comandini di Cesena.

RELATORE
Matteo Macinanti
Allievo del Prof.Antonio Rostagno, insegna Storia e Analisi delle Culture Musicali all’Università “Sapienza” di Roma, dove si è laureato nella triennale di Letteratura Musica e Spettacolo e successivamente nella magistrale di Musicologia, terminando il percorso di eccellenza con il massimo dei voti. Ha inoltre studiato Musicologia a Parigi presso l’Università Paris 8. È cultore della materia (discipline musicologiche) presso l’Università degli Studi di Salerno. Diplomato in Clarinetto al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, ha insegnato nei corsi pre-accademici presso l’Accademia musicale Praeneste a Roma. È caporedattore della rivista web Quinte Parallele e assistente editoriale del Chigiana Journal of Musicological Studies dell’Accademia Chigiana di Siena. Ha collaborato in qualità di divulgatore musicale con l’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma (IUC) e il Teatro dell’Opera di Roma. È autore della monografia Il canto di Dante (Chorabooks, 2019).

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