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Arcangelo d’oro a Eron e Pino Boschetti

L’Arcangelo d’Oro 2016 segna un percorso tra due artisti legati a Santarcangelo e alle sue piazze: la Giunta comunale ha infatti deciso di assegnarlo a Giuseppe Boschetti e Davide Salvadei, in arte ERON.

Il prestigioso riconoscimento – che l’Amministrazione comunale attribuisce ai cittadini e personalità particolarmente illustri e meritevoli legati a Santarcangelo nel corso del tradizionale saluto di fine anno – va dunque al noto pittore naif santarcangiolese “Pino” Boschetti, che con i suoi quadri ha saputo raffigurare in modo caratteristico e inimitabile la città e le sue piazze, e al writer di fama internazionale ERON, che quelle stesse piazze ha portato a nuova vita con due straordinarie opere murali realizzate sulle pareti esterne del Lavatoio e del Supercinema.

Queste le motivazioni che hanno portato all’attribuzione dell’Arcangelo d’Oro a “Pino” Boschetti:

  • per un’attività artistica di valore assoluto, riconosciuta anche dalla Presidenza della Repubblica con la Medaglia d’Oro al Premio Nazionale delle Arti Naives di Luzzara;
  • per il legame indissolubile con Santarcangelo e le sue piazze, trasformate in un luoghi iconici e senza tempo attraverso quadri capaci di esprimere l’essenza più autentica della città e dei suoi abitanti;
  • per il contributo alla notorietà del Festival Internazionale del Teatro in Piazza, entrato a far parte dell’immaginario collettivo anche grazie ai manifesti realizzati nei suoi primi anni di vita.

Queste, invece, le motivazioni per il riconoscimento a ERON:

  • per l’attività artistica riconosciuta a livello internazionale, che ha contribuito al pieno riconoscimento all’arte murale urbana tra le forme più celebrate di pittura contemporanea;
  • per un legame con Santarcangelo spontaneo e sincero, che negli ultimi due anni ha preso la forma di opere murali di straordinario valore, residenza artistica, collaborazioni di varia natura;
  • per la generosità dimostrata nei confronti della città con la realizzazione delle opere dedicate a Raffaello Baldini e Giuliana Rocchi, in grado di restituire nuova vita a due piazze di Santarcangelo.

“Portando avanti una linea di pensiero partita con il Cantiere poetico, che nel 2016 ha ospitato entrambi gli artisti, quest’anno con l’Arcangelo d’Oro abbiamo voluto tracciare un ponte tra due mondi” spiega il sindaco Alice Parma, che nei giorni scorsi ha comunicato personalmente l’attribuzione del riconoscimento a ERON e Boschetti. “Due mondi strettamente legati alla pittura, anche se di certo in modo non tradizionale, e a Santarcangelo, città natale per Pino e residenza artistica per ERON. Abbiamo voluto sottolineare, in particolare, il legame di questi due straordinari artisti con gli spazi pubblici della nostra città: se Boschetti ha dipinto le piazze, trasformandole in un simbolo senza tempo di Santarcangelo, dei suoi abitanti e del Festival, ERON ha dipinto nelle piazze, regalando nuova luce a due angoli della città che ora ci parlano di Raffaello Baldini e Giuliana Rocchi. Siamo particolarmente felici e orgogliosi – conclude il sindaco – che Santarcangelo mantenga intatta la capacità di affascinare e ispirare gli artisti, di qui e in arrivo da fuori, oggi come nei fervidi anni del Circal de giudéizi”.

L’Arcangelo d’Oro sarà consegnato nel corso del tradizionale saluto di fine anno che si terrà sabato 17 dicembre a partire dalle ore 11 nella sala consiliare “Maria Cristina Garattoni. Nel corso della cerimonia verranno consegnate anche benemerenze e menzioni speciali dell’Amministrazione comunale, la tessera di socio onorario 2016 della Pro Loco di Santarcangelo e le borse di studio in memoria di Caterina Gambuti.

Giuseppe “Pino” Boschetti – nasce a Santarcangelo di Romagna nel 1944. Entra a pieno titolo far parte della grande famiglia dei pittori naif nel 1980 in occasione della XIV edizione del rinomatissimo Premio Nazionale Arti Naives di Luzzara. In quell’occasione viene dedicata a Boschetti un’intera “parete” espositiva mentre un suo dipinto (Il gelataio, del 1977) entra a far parte della raccolta del museo oggi intitolato a Cesare Zavattini. Tre anni dopo, sempre a Luzzara, la definitiva consacrazione con la vincita, per votazione popolare, dell’ambita medaglia d’oro messa in palio dalla Presidenza della Repubblica. A questo stesso periodo risalgono tre grandi pitture (Teatro in piazza, 1978; Fiera di San Martino, 1979; Sera d’estate, 1982) pubblicate come manifesti delle importanti manifestazioni santarcangiolesi e quindi divenute giustamente note al grande pubblico. Opere di Boschetti compaiono pure in edizioni di narrativa e storia locale (è il caso di La stalla, del 1982 e di Pioggia, del 1988). Autodidatta, già occupato nel pubblico impiego, Giuseppe Boschetti è pittore per vocazione naturale e travolgente passione; per istinto, per sensibilità, per atteggiamento, per cultura si direbbe un pittore autenticamente naif, se pure tale definizione ha ancora oggi un suo senso, aperta anch’essa, in ogni caso, a tutti gli interrogativi che stanno investendo i linguaggi espressivi del nostro tempo. Ma come non riconoscere alla pittura di Boschetti quel carattere di semplicità e di pulizia, di candore e di sincerità, che appartiene alla grande tradizione naive e che qui si dichiara sostanzialmente attraverso il gusto primitivo del racconto. Struttura “finita” e saldezza compositiva dell’immagine, vivacità non naturalistica del colore, intenso e luminoso al tempo stesso, stesura pittorica larga e solida: sono queste alcune delle prerogative di stile con le quali Boschetti afferma la propria straordinaria vena narrativa. “La loro memoria è di ferro e ricorda il numero preciso di foglie che ci sono su di un albero” diceva Cesare Zavattini a proposito dei suoi amati pittori naif. Dalla memoria attinge direttamente anche l’inventiva del pittore santarcangiolese. Ed è quella di Giuseppe Boschetti memoria tanto tenace e resistente da consentirgli ogni volta di trasferire nel suo quadro dalla dimensione del “c’era una volta” (la vita paesana, la vita contadina, la vita domestica, le botteghe, i giochi, il circo, i musicisti, i personaggi caratteristici) non semplicemente la parvenza d’un ricordo, ma un accumulo incredibile di elementi reali, anche quelli più minuti e trascurabili. Di certo in questa pittorica connessione tra passato e presente non c’è parvenza di rimpianto o velo di nostalgia. Si potrebbe parlare, anzi, d’una finzione resa con calda bonomia, con sottile arguzia e perfino con qualche punta d’umorismo. Così, come per magia, nel “teatrino” di Boschetti oggi si recita l’incanto della pittura (Orlando Piraccini, curatore della Mostra “Giuseppe Boschetti. La pittura dell’incanto”, 2006).

"Pino" Boschetti - Sera d'estate-(1982)

“Pino” Boschetti – Sera d’estate-(1982)

"Pino" Boschetti - Teatro in piazza-(1977)

“Pino” Boschetti – Teatro in piazza-(1977)

Davide ERON Salvadei – Artista italiano pioniere del writing in Italia, ha successivamente evoluto il suo linguaggio in senso figurativo, attraverso una ricerca che lo qualifica, oggi, tra i più dotati e virtuosi interpreti della scena dell’arte urbana e della pittura contemporanea, raggiungendo riconoscimenti e consensi internazionali. Nonostante la formazione accademica presso la Scuola d’Arte di Urbino, il primo insegnamento nel campo dell’espressione creativa ed artistica gli viene dalla strada. ERON inizia a praticare i graffiti all’età di quindici anni, nel 1988: a quella data uno dei primissimi esponenti sul suolo nazionale, soprattutto considerando una realtà periferica come quella riminese. Dopo parecchi anni di attività illegale e decine di vagoni dipinti con uno stile riconoscibile e di significativa influenza locale e nazionale, mette a frutto, mischiandole armonicamente, le sue esperienze di accademia e di strada. Prende vita una pittura fortemente evocativa, che si avvale dell’utilizzo virtuosistico ed iper-sensibile dello spray, di cui sfrutta al massimo la peculiarità di restituire un effetto visivo incorporeo e fumoso, derivante dalla facoltà di controllare la forza e la consistenza del getto. Ne deriva uno sfumato delicatissimo – con un effetto sfocato che può ricordare molto da vicino l’estetica di alcuni dipinti figurativi di G. Richter – amante delle tonalità sabbiose, che eleva la tecnica dello spray alla pittura convenzionale, confondendone gli esiti ed eguagliandola nella capacità di mimesis del reale, dove in alcuni casi l’inganno ottico è talmente sorprendente da trarre in inganno lo spettatore. Emblematico in tal senso è l’episodio che vede coinvolto nel 2014 un operaio chiamato alla riverniciatura delle pareti del Museo d’Arte di Ravenna, il quale, non accorgendosi della finzione pittorica di un buco che l’artista aveva realizzato sul muro per l’esposizione appena conclusa, lo stucca. Tipico delle sue composizioni è il passaggio sequenziale o l’accostamento tra una traccia abbozzata, spesso nella sembianza di un disegno infantile, e una forma altamente definita in senso realistico. Proprio l’atto del disegno e della scrittura è uno degli aspetti più indagati nella sua poetica d’immagine, quale inesauribile forza di espressione umana. Le sue opere, inoltre, possono includere temi sociali non banali ed offrire allo spettatore un’esperienza che non si arresta al solo godimento visivo, attraversando molteplici livelli sensoriali. L’intervento più noto di ERON è il notevole lavoro eseguito per il soffitto della chiesa di San Martino in Riparotta a Rimini, caso quasi unico al mondo di introduzione della tecnica artistica a spray in un contesto sacro. L’opera, intitolata Forever and ever… nei secoli dei secoli (2010) è un grande “affresco” contemporaneo, e come un manifesto stimola, attraverso il lucido talento dell’artista, una piena riflessione sulla considerazione dei graffiti all’interno dell’universo artistico contemporaneo. Un’altra interessante ricerca di ERON è la serie di opere che prende spunto dal fenomeno percettivo conosciuto con il nome di pareidolia, una tendenza istintiva che associa immagini dall’apparenza nota a forme disordinate e casuali. A partire da macchie di umidità e muffa di vecchi muri la pittura dell’artista si fonde poeticamente agli evanescenti segni di decadimento naturale della superficie, creando suggestive visioni figurative che improvvisamente appaiono in tutta la loro trasparente imponenza. Le pareti, così, sembrano trasudare frammenti di memoria legata al luogo. Negli anni l’artista di Rimini ha conseguito importanti attestazioni, tra cui l’elezione a miglior street artist italiano da parte di Aelle Magazine, il Premio Arte Mondadori e il Terna Prize al Chelsea Art Museum di New York. In Italia e nel mondo si ricordano le sue partecipazioni a mostre collettive in prestigiosi contesti come quelli del Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, dell’Horizon One Gallery – Museo d’Arte Moderna del Cairo, del Palazzo delle Esposizioni e del Museo d’Arte Contemporanea di Roma, della Biennale di Venezia e dell’Italian Cultural Institute di New York, solo per citarne alcuni (dall’Enciclopedia Italiana Treccani).

Eron - Giuliana (Supercinema,-2016)

Eron – Giuliana (Supercinema,-2016)

Eron - Soul of the wall (Lavatoio,-2015)

Eron – Soul of the wall (Lavatoio,-2015)

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