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Arrivano da Londra anche turisti così

In Inghilterra questo è il weekend del Bank Holiday, il primo assaggio di vacanza: ecco perché il volo Londra-Bologna su cui sono rientrata ieri era pieno zeppo di famiglie inglesi in shorts e ciabatte. Chissà quanti di loro si spingeranno fino a Rimini e a Riccione, e perché.

Ci sarà sicuramente la voglia di prendere il sole sulle spiagge meglio organizzate d’Europa, o il desiderio di ammirare bellezze storico-artistiche che gli stranieri spesso sanno apprezzare più di noi indigeni. Nessuno dei passeggeri era abbastanza anziano da far pensare a un veterano della Seconda guerra mondiale a caccia di ricordi di gioventù, come il vecchio scozzese che incontrai anni fa in piazza Tre Martiri, e che mi raccontò commosso che nel settembre 1944 dal punto in cui vi trovavamo l’unica costruzione ancora in piedi nel raggio di duecento metri era l’Arco d’Augusto. Ma forse, chissà, qualcuno di quei giovani padri e madri ha qualche avo sepolto nei cimiteri militari della nostra zona, e vuole venire a salutarlo e magari farlo conoscere ai nipotini.

Lo hanno fatto già in tanti, e hanno lasciato in rete testimonianze grate e commosse, soprattutto sul Coriano Ridge War Cemetery. «Pulitissimo, e perfettamente tenuto», riferisce Sandra a Leah, che dagli Stati Uniti sta pianificando una vacanza in Romagna proprio per venire a trovare il nonno caduto nella liberazione di Rimini, e su TripAdvisor cerca informazioni da chi ha già fatto quel percorso.

I due zii paterni di Sandra sono morti entrambi combattendo in Italia, uno a Firenze e uno qui, l’anno scorso la nipote è andata a portare un fiore sulle loro tombe, insieme a marito e figlia. «Affitta un’auto» consiglia a Leah, «così potrai visitare i deliziosi paesini dei dintorni e l’imperdibile San Marino».

Anche Roy ha un viaggio della memoria da raccontare a Leah: lui a Coriano è venuto due volte, la prima per portare il vecchio padre sulla tomba del fratello morto, la seconda per ricostruire la morte dello zio, dopo aver fatto ricerche d’archivio sui diari di guerra originali. «Abbiamo trascorso una settimana interessantissima ripercorrendo la strada che fece lui» scrive Roy, «e ci siamo fatti un’idea abbastanza precisa di dove è rimasto ucciso. In un paesino abbiamo parlato con un vecchio che ricordava il passaggio degli alleati e ci ha indicato il luogo esatto. Una visita a un cimitero è diventata un’esperienza indimenticabile che ci ha connesso con nostro zio».

E’ un tipo di turismo molto particolare, «serio», che tocca corde delicatissime nelle storie personali e nella grande Storia. Ed è bello che Rimini sappia rispondere anche a queste richieste, offrendo conforto ed empatia ai discendenti di quei ragazzi venuti da lontano che da più di settant’anni dormono sotto una croce bianca sulle nostre colline.

Lia Celi www.liaceli.it

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