Atletica riminese sfrattata dallo stadio: “Trecento ragazzi lasciati senza una vera alternativa”
10 Maggio 2026 / Redazione
La protesta è dura, pubblica e carica di preoccupazione. A lanciarla è il presidente della società di atletica Golden Club Rimini, Gionni Schiaratura sul suo profilo FB, che denuncia le pesanti conseguenze della decisione di sospendere l’utilizzo dello stadio comunale da parte delle società sportive cittadine per lasciare spazio alla preparazione dei concerti di Vasco Rossi e Achille Lauro, oltre che ad alcuni tornei calcistici.
Secondo quanto riferito dalla società, il provvedimento sarebbe arrivato appena due settimane fa, senza alcun confronto preventivo con le associazioni sportive coinvolte e senza indicazioni precise sui tempi di ripristino dell’attività nello stadio riminese.
Una situazione che coinvolge direttamente circa 300 iscritti del Golden Club Rimini, ma che riguarda anche numerosi altri atleti e società che utilizzavano regolarmente l’impianto per gli allenamenti.
Come soluzione temporanea, gli uffici comunali avrebbero indicato la possibilità di utilizzare alcuni spazi del Parco della Cava per le discipline diverse dalla velocità e la pista dello stadio di Riccione per gli allenamenti specifici di corsa veloce. Una proposta che però, secondo il presidente della società, si starebbe rivelando insufficiente e difficilmente praticabile.
Il problema arriva inoltre in un momento particolarmente delicato della stagione sportiva. Gli atleti stanno entrando proprio ora nel periodo delle competizioni regionali e nazionali, quando la continuità e la qualità degli allenamenti diventano fondamentali.
“Allenarsi al Parco della Cava non consente di simulare le condizioni di gara”, sottolinea il presidente, evidenziando anche le difficoltà organizzative causate dalla divisione delle attività tra due sedi differenti. Se prima gli istruttori potevano seguire contemporaneamente tutte le specialità nello stesso impianto, oggi ciò sarebbe diventato impossibile.
A complicare ulteriormente la situazione ci sono i problemi logistici delle famiglie. Molti atleti sono ragazzi molto giovani, impegnati a scuola e privi di mezzi propri. Raggiungere ogni giorno Riccione richiede tempo, organizzazione e la disponibilità dei genitori ad accompagnarli.
La società sta cercando di predisporre sistemi di trasporto alternativi, ma la gestione appare complessa e onerosa. E non mancano episodi che alimentano il malcontento. In alcuni casi, racconta il Golden Club, gli atleti sarebbero stati costretti a lasciare la pista di Riccione dopo pochi minuti di allenamento per l’arrivo di partite di calcio non comunicate in anticipo.
“Evidentemente le amministrazioni non si sono coordinate”, accusa il presidente, parlando apertamente di assenza di una vera organizzazione sostitutiva.
La preoccupazione riguarda non soltanto l’aspetto sportivo, ma anche quello educativo e sociale. L’atletica, ricordano dalla società, rappresenta per molti ragazzi un punto di riferimento fondamentale per la crescita personale, psicologica e fisica. Perdere luoghi, orari e abitudini consolidate rischia di disorientare gli atleti e scoraggiare le famiglie.
Il timore è che questa situazione possa provocare un drastico calo delle iscrizioni e un ridimensionamento dell’intero movimento dell’atletica riminese, con conseguenze evidenti sulla partecipazione alle competizioni regionali e nazionali.
Da qui l’appello rivolto all’amministrazione comunale di Rimini affinché venga trovata rapidamente una soluzione concreta e stabile, che garantisca agli atleti la possibilità di allenarsi in condizioni adeguate.
“La soluzione doveva essere predisposta prima e meglio”, conclude il presidente, auspicando anche una presa di posizione da parte della cittadinanza riminese.