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AUSL Romagna: “Contagio ora stabile” e Rimini non è più la peggiore

Nella settimana dal 10 al 16 gennaio Rimini non risulta più come la provincia romagnola con i dati peggiori sull’epidemia di coronavirus. E’ superata  da per numero di contagi, da Ravenna e Forlì-Cesena per decessi, da Ravenna per numero di classi in quarantena. Resta però quella con i numeri più alti di sanitari sospesi perchè non vaccinati e la percentuale di vaccinazione più bassa, anche se con qualche piccolo segnale di recupero.

Per quanto riguarda in particolare le scuole, in Romagna le classi in quarantena hanno raggiunto nell’ultima settimana il numero di 433,

 

Sempre in quella settimana stati eseguiti 98.401 tamponi (molecolari e antigenici) registrando 37.043 nuovi casi positivi (37.6%). “Dopo 4 settimane di aumento – commenta AUSL Romagna – per la prima settimana si registra una stabilità nuovi casi sia in termini assoluti (-2.200) che percentuali in relazione alla diffusione della cosiddetta variante Omicron. Stabile anche il tasso d’incidenza totale dei nuovi casi negli ultimi sette giorni /100.000 abitanti in tutti i distretti dell’ AUSL della Romagna”. Casi che ormai all’80% si devono alla variante Omicron.

Il tasso di occupazione di posti letto da parte di pazienti affetti da COVID risulta stabile rispetto alla scorsa settimana dopo più di dieci settimane di aumento ed in totale sono ricoverati 467 pazienti, di cui 29 in terapia intensiva.

– dei ricoveri totali, dei ricoveri in terapia intensiva e decessi da inizio pandemia si vede come a differenza delle ondate precedenti l’aumento considerevole dei nuovi casi delle ultime settimane non ha corrispondenza di ricoveri e decessi in egual modo, grazie alla diffusione della vaccinazione.”Considerando l’andamento dei nuovi casi – prosegue l’Azienda sanitaria – dei ricoveri totali, dei ricoveri in terapia intensiva e decessi da inizio pandemia si vede come a differenza delle ondate precedenti l’aumento considerevole dei nuovi casi delle ultime settimane non ha corrispondenza di ricoveri e decessi in egual modo, grazie alla diffusione della vaccinazione”.

Questa settimana si sono verificati otto focolai nelle strutture ospedaliere nell’ambito di Ravenna (1), Rimini (5) e Cesena (2). Nessun focolaio nelle RSA riminesi, ben 15 a Forlì, 4 a Cesena e 9 a Ravenna.

Complessivamente sono stati sospesi 253 operatori tra dipendenti e convenzionati in tutta l’azienda USL della Romagna. Un numero in calo rispetto ai 267 di una settmana fa.

In continuo aumento il numero dei soggetti vaccinati nei centri vaccinali aziendali (al 17 gennaio 881.357 con prima dose e 805.788 con seconda dose e 400.973 con terza dose a cui vanno aggiunte 98.684 dosi somministrate dai MMG).

“Dai dati della settimana presa a riferimento – commenta Mattia Altini, direttore sanitario di Ausl Romagna – si evidenzia una stabilità dei nuovi contagi e anche sul fronte ospedaliero il tasso di occupazione dei posto letto da parte dei pazienti affetti da covid si mantiene stabile rispetto alla settimana scorsa, dopo più di dieci settimane di aumento. Certamente è un buon segnale, ma a fronte di un numero così alto di positività la situazione rimane ancora complessa, in particolare per i servizi di tracciamento e testing ancora sotto pressione nonostante l’immane sforzo da parte di tutti gli operatori sanitari, ma anche per i cittadini e tutte le famiglie visibilmente alle prese con le mille difficoltà del momento”.

Non dobbiamo mollare propria ora, occorre ancora grande attenzione e pazienza. Ricordo che da oggi, per i cittadini con assistenza sanitaria nella nostra regione e che abbiano già fatto la terza dose, è partita la sperimentazione dell’autotesting per inizio e fine isolamento in caso di positività utilizzando il Fascicolo sanitario elettronico. Si tratta di una sperimentazione utile introdotta dalla nostra Regione insieme alla possibilità per i cittadini di effettuare gratuitamente il tampone rapido di fine isolamento e quarantena nelle farmacie del territorio. Queste nuove misure dovrebbero consentire di allentare la pressione sui servizi impegnati nelle attività di tracciamento e testing. Nel frattempo proseguono a ritmo serrato le somministrazioni delle terze dosi e alla fascia 5 – 11 anni. Ricordiamo ancora una volta che per le persone dai 12 anni in su la prima dose è ad accesso diretto, in tutti i centri vaccinali, quindi non richiede la prenotazione”, conclude Altini.

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