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Avanti con la guerra, ma fino a dove? Non è possibile continuare in questo modo

La drammatica guerra in Ucraina vede l’assenza di un dibattito serio in Parlamento e nel Paese. Non saranno queste mie brevi considerazioni che lo apriranno, ma solo ascoltare mi è diventato insopportabile. Una specie di circo mediatico, fatti di corrispondenti dall’Ucraina (giornaliste e giornalisti che sfidano ogni giorno la morte) commentatori salottieri che pontificano su tutto, politici che salvo rare eccezioni dicono praticamente tutte le stesse cose. La ragione è semplice, se esci dallo schema vieni etichettato “putiniano”.

Io penso che abbiamo fatto bene a sostenere l’Ucraina con armi, medicinali e viveri. Senza l’aiuto dell’occidente molto probabilmente la Russia avrebbe già vinto insediando in Ucraina un governo fantoccio. Così non è. Oggi Putin ha dovuto ridurre le sue ambizioni. Si è ritirato da Kiev e concentrato sulla parte meridionale dell’Ucraina, Donbass fino ad Odessa. Ma anche in questo caso l’esercito russo fatica ad avanzare e la guerra si sta sempre più trincerizzando.

Ora una domanda sorge legittima. Dove vuole arrivare l’occidente in questa guerra? Sono rimasto negativamente colpito dalla riunione organizzata dagli Usa a Ramstein. Nella base americana l’alleanza fra 40 Paesi occidentali contro la Russia. Una risposta netta. Si va avanti nella guerra, si forniranno anche armi pesanti. Ma si va avanti fino a quando? Fino alla riconquista di tutti i territori Crimea compresa? Fino alla destituzione di Putin? I pericoli di un allargamento del conflitto sono stati valutati? Quanti massacri dovremo ancora assistere?

Mi sto sempre più convincendo che non è possibile continuare in questo modo. Non possiamo pensare di fare una guerra per procura alla Russia utilizzando l’Ucraina. La diplomazia deve avere più forza e trovare una soluzione che permetta anche a Putin di salvare la faccia. L’unica voce in queste settimane è stata quella del Pontefice. Con tutto il rispetto, troppo poco.

Tocca all’Europa. Tocca a Macron, appena rieletto prendere in mano la politica estera europea per una soluzione negoziale della crisi. Francia, Italia, Germania, Spagna non hanno gli stessi interessi di Stati Uniti o Inghilterra. Biden e Jonson (il primo Democratico il secondo Conservatore) hanno stesse finalità: indebolire la Russia e Putin, togliere ruolo all’Europa.

Non ce lo possiamo permettere. Anche l’Italia deve giocare un ruolo diverso. Si faccia un dibattito vero in Parlamento. C’è un sentimento nel paese di grande preoccupazione che non può essere etichettata come equidistante tra Russi e Ucraini.

Maurizio Melucci

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