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Banco Alimentare, a Rimini 64 tonnellate di solidarietà

Aiutare coloro che hanno veramente bisogno. Un servizio per dare cibo a coloro che vivono in povertà assoluta o quasi. Tutto questo e molto di più è il Banco Alimentare che, da quasi 30 anni, trasforma lo spreco alimentare in risorsa. La Rete Banco Alimentare ha 21 sedi in tutta Italia e anche l’Emilia Romagna ha la sua. L’idea in Italia è stata realizzata sull’esempio del Banco dos Alimentos di Barcellona, da due grandi personaggi: il Cavalier Danilo Fossati, presidente della Star, e Monsignor Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione. Il presidente del Banco Alimentare dell’Emilia Romagna si chiama Stefano Dalmonte, ha 51 anni, e viene da Castel Bolognese, in provincia di Ravenna.

Stefano Dalmonte

Presidente, da quanto esiste il Banco Alimentare dell’Emilia Romagna?

«La Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna è nata nel 1991, ha la sua sede a Imola ed opera su tutto il territorio regionale».

Da quanto tempo fa parte di questa fondazione?

«Ho conosciuto il Banco Alimentare tanti anni fa, partecipando come volontario alla Colletta. L’allora presidente Giovanni De Santis, mi invitò a partecipare più attivamente all’attività del Banco stesso. Questo mi ha portato a rendermi molto più conto del grande bene che la fondazione fa agli altri ma anche, forse ancor di più, a me stesso ed ho accettato l’invito ad entrare nel Consiglio di Amministrazione. Nel 2016 sono stato eletto presidente, naturalmente come volontario!».

Qual è la funzione del banco alimentare? 

«Il Banco recupera gratuitamente eccedenze alimentari ancora ottime che, per svariate ragioni, non sono più commercializzabili e che altrimenti finirebbero in discarica. Ritiriamo alimenti da aziende, grande distribuzione organizzata, organizzazioni di produttori, mense e centri di cottura e li distribuiamo gratuitamente ad enti caritativi convenzionati. In Emilia Romagna sono 800 gli enti beneficiari, che assistono circa 130.000 persone in stato di bisogno, mentre in provincia di Rimini le strutture convenzionate sono 35 e le persone bisognose raggiunte 6.300. Inoltre, all’attività di recupero e distribuzione delle eccedenze, si aggiunge quella di distribuzione degli aiuti UE facenti riferimento al programma FEAD (Fondo di Aiuti Europei agli Indigenti ndr), e al Fondo Nazionale. Le organizzazioni caritative convenzionate ritirano i prodotti recandosi mensilmente nei nostri centri logistici di Imola o Parma. Abbiamo anche due magazzini di solo transito situati a Ferrara e Cesena».

Portate avanti iniziative di sensibilizzazione? 

«Per quanto riguarda la sensibilizzazione, ogni anno in novembre La Fondazione Banco Alimentare Onlus (coordinamento nazionale ndr), organizza la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, che si svolge anche in Emilia Romagna. Questo appuntamento si è affermato come un’importante occasione per sensibilizzare il grande pubblico sui temi dello spreco e della fame, coinvolgendo milioni di persone in un puro gesto di gratuità. Nell’ultima edizione, andata in scena il 24 novembre scorso, in Emilia Romagna, grazie a 19.800 volontari, sono state raccolte 846 tonnellate di cibo, di cui 64 solo nella provincia di Rimini. Per far capire meglio, si pensi che queste 846 tonnellate corrispondono a 1,7 milioni di pasti! 1 pasto equivalente corrisponde a un mix di 500 gr di alimenti – stima adottata dalla Fédération Européenne des Banques Alimentaires. Altro aspetto importante della Colletta è che in questa giornata si raccolgono proprio quelle tipologie di prodotti, come olio e alimenti per l’infanzia, che più difficilmente giungono ai nostri magazzini con la nostra attività quotidiana. Così, entro le festività natalizie riusciamo a distribuire alle organizzazioni convenzionate tanto prodotto in più, che si trasforma in un pasto caldo o in un preziosissimo “pacco dono”. L’attività di sensibilizzazione, oltre alla Colletta, comprende la realizzazione di azioni all’interno di aziende, come volontariato d’impresa e/o raccolte alimentari aziendali, incontri pubblici in ambito scolastico, partecipazione a tavoli, come “Alleanza regionale contro la povertà” e “Tavolo Forum Terzo Settore”.

Quanto cibo avete raccolto a Rimini negli ultimi anni?

«In 22 anni di Colletta, nell’area di Rimini-S. Marino, abbiamo raccolto quasi 1.700 tonnellate di alimenti, di cui 75,5 nel 2017 e 76,6 nel 2018. In tutto il 2017, nell’area della provincia di Rimini e San Marino, siamo riusciti a distribuire circa 528 tonnellate, tra prodotti della Colletta e quelli provenienti da tutti gli altri canali».
Non donate solo cibo ma anche un po’ di speranza ai più bisognosi, vero?

«Esatto. Il motto della Rete Banco Alimentare è “condividere i bisogni per condividere il senso della vita”. Anche se non distribuiamo i prodotti direttamente alle persone bisognose, con la nostra attività sosteniamo concretamente enti che sono in prima linea e che entrano in rapporto con milioni di persone in tutta Italia portando, assieme al cibo, anche una vicinanza, un’amicizia, non di rado più desiderata del cibo stesso. Questo stesso motto, comunque, ci guida anche nella relazione con gli operatori delle varie organizzazioni: siamo sempre disponibili a supportarli nelle loro necessità, per consentire loro di svolgere al meglio l’attività che con passione portano avanti».

Per ulteriori info: www.bancoalimentare.it

Nicola Luccarelli

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