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Bando delle periferie: a Rimini arrivano le convenzioni ma non i 18 milioni

“Sono pronte le nuove convenzioni per consentire a 96 tra Comuni e Città metropolitane di mettere in cantiere investimenti per oltre 1,5 miliardi di euro. Le relative lettere sono in partenza dalla Presidenza del consiglio”. Lo comunica Marco Croatti, Senatore del Movimento 5 Stelle.

“E’ un’ottima notizia, perché così sblocchiamo quei bandi periferie che aspettavano l’entrata in vigore del nuovo meccanismo di riparto delle risorse, che adesso verranno erogate solo dopo una rendicontazione dello stato di avanzamento dei lavori. Una misura che garantirà certezza e trasparenza nella spesa delle risorse stesse. Tra questi il Comune di Rimini, per il progetto di riqualificazione del lungomare di Rimini Nord”. 

“È una ottima notizia per il nostro territorio. Un passo importante che consentirà l’avvio di quei cantieri che ridisegneranno la cartolina del litorale della zona nord della nostra città. Una importante realtà turistica da troppi anni colpevolmente dimenticata. Con operatori in grande affanno per la difficoltà nel proporre una competitiva offerta turistica che includa una cartolina urbana di qualità. Al contrario di quanto possono esibire competitor di riqualificate realtà turistiche vicine”.

“Confidiamo ora che i cantieri possano partire rapidamente. Anche quelli per l’allargamento di Viale Domeniconi, Viale Serpieri, Viale Caprara e Viale Mazzini, già finanziati dal Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) con delibera CIPE del 2016.  Dopo tante promesse frustrate e molti lustri di attesa, i cittadini e gli operatori di Rimini Nord meritano risposte concrete e soprattutto risultati tangibili che seppelliscano definitivamente le troppe polemiche del passato. E consentano di guardare al futuro con rinnovato ottimismo”.

Fin qui il senatore Croatti. Una lettura davvero piena di ottimismo, dal momento che non vi è nessun rapporto tra la stipula della nuova convenzione e la effettiva disponibilità dei fondi approvati con la legge di bilancio 2019.

Infatti la legge di bilancio 2019 recentemente approvata, a proposito del Bando delle periferie è molto chiara.

Sono 4 commi, dal 913 al 916:

  1. Le risorse finanziarie derivanti dalle eventuali economie di gestione o comunque realizzate in fase di appalto, o in corso d’opera, nonché quelle costituite dagli eventuali ulteriori residui relativi ai finanziamenti assegnati per la realizzazione dei progetti inseriti nel Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia, di cui all’articolo 1, commi da 974 a 978, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono revocate e rimangono acquisite al fondo a tale scopo istituito nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri o, se finanziate ai sensi dell’articolo 1, commi 140 e 141, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, al Fondo per lo sviluppo e la coesione, per essere destinate, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, al finanziamento di spese di investimento dei comuni e delle città metropolitane.
  1. Le convenzioni stipulate nell’ambito del Programma di cui al comma 913 e concluse sulla base di quanto disposto ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 maggio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 148 del 27 giugno 2017, nonché delle delibere del CIPE n. 2/ 2017 del 3 marzo 2017 e n. 72/2017 del 7 agosto 2017, adottate ai sensi dell’articolo 1, comma 141, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, producono effetti nel corso dell’anno 2019, ai sensi del comma 916 del presente articolo, con riguardo al rimborso delle spese sostenute e certificate dagli enti beneficiari in base al cronoprogramma.
  1. Al rimborso delle spese di cui al comma 914 si provvede mediante utilizzo dei residui iscritti nel Fondo per lo sviluppo e la coesione per le medesime finalità del Programma straordinario di cui al comma 913.
  1. Entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge la Presidenza del Consiglio dei ministri e gli enti beneficiari provvedono all’adeguamento delle convenzioni già sottoscritte alle disposizioni del comma 913.

Sostanzialmente: i 4 commi prevedono che le convenzioni già in essere con 96 enti beneficiari  (sono quelli successivi ai primi 24 beneficiari e confermati), producano effetti finanziari dal 2019. Quindi quel che viene superato è quanto aveva stabilito dal Governo giallo-verde in carica, da ultimo con il D.L. 91/2018 (cd. proroga termini): per quei 96 enti, fra in quali Rimini, era stato previsto il congelamento delle risorse per il 2019: cioè lo stop al Bando che aveva provocato la ribellione dei sindaci.

18 dicembre 2017: il sindaco di Rimini Andrea Gnassi firma con il governo Gentiloni la convenzione da 18 milioni per Rimini Nord, poi congelata il 25 luglio 2018 dal successivo governo

Gli effetti finanziari delle nuove convenzioni sono limitati, tuttavia, unicamente al rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate, certificate dagli enti beneficiari in base al cronoprogramma.
Inoltre, i rimborsi vengono effettuati con economie di gestione o di appalto dei primi 24 progetti già finanziati.

Insomma nessuna novità, ma solo l’adempimento di quanto previsto in legge di bilancio sulla stipula di nuove convenzioni, più restrittive, in sostituzione di quelle del precedente governo.

E i famosi 18 milioni per i cantieri di Rimini Nord? Per il 2019 non se ne parla, dal momento che cantieri aperti non ce ne sono: come dice la legge di bilancio del Governo, tutt’al più potranno essere rimborsate le spese di progettazione, se il Comune di Rimini ne ha già sostenute.

Per far partire i lavori, sarà il Comune a dover anticipare tutte le spese (tanto è vero che si sta pensando a come e dove trovare i soldi). Salvo poi essere rimborsato da Roma, ma con risorse ancora tutte da trovare, visto che dovranno essere inserite nelle leggi di bilancio del 2020, 2021 e così via.

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