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BELLARIA, IL FENOMENO CECCARELLI

UN CENTRODESTRA A PENSIONE COMPLETA

Potere politico e potere economico messi nelle stesse mani a suon di voti. Un’anomalia democratica cui in pochi hanno prestato attenzione. Una esplicita “rappresentanza parziale” ignorata al di fuori dei confini di questo esperimento. Benvenuti a Bellaria-Igea Marina, dove gli albergatori hanno in mano quasi tutto e considerano quel “quasi” un avverbio fastidioso. Benvenuti in questo Comune sui 20 mila abitanti, quindi non proprio un villaggio, dove le chiavi della città sono state consegnate non ad un “mondo” (schieramento politico, schieramento religioso, coalizione di interessi…) ma ad una precisa categoria imprenditoriale. Beninteso, categoria importante ma parzialissima al cospetto di un tessuto socio-economico che il boom demografico degli ultimi vent’anni ha fatto diventare a prevalenza impiegatizia. Anche per questo è originale e difficilmente ripetibile ed esportabile l’impresa compiuta due volte dall’albergatore Enzo Ceccarelli: farsi eleggere sindaco da una maggioranza larga in funzione dei desiderata di una relativamente ristretta minoranza. Un caso di scuola.

CC_ATTIVITA' BELLARIAVERDEBLU’ BRACCIO ARMATO CONTRO I ROSSI. CHE SI ADEGUANO

Affermatosi nel 2009 a capo del centrodestra dopo 53 anni di giunte di sinistra (il Comune è nato nel 1956), Ceccarelli più coi fatti che con le parole ha adempiuto con scrupolo al suo mandato. Il primo atto importante dopo l’elezione fu quello di assegnare per trent’anni all’Associazione albergatori un grande e centrale parco pubblico per trasformarlo in parcheggio privato. Un’operazione inspiegabile, in presenza di alternative valide e meno onerose, ma simbolicamente fortissima. Il segno del comando, portato in porto dopo una battaglia di due anni. Crepe ce ne sono state, ma è venuta fuori l’altra qualità di EnzoCeccarelliSindaco: caricare ideologicamente il suo mandato per sfruttare una evidente propensione di destra dell’elettorato locale. Ecco, allora, alla vigilia delle elezioni del 2014, poi vinte, la madre di tutte le battaglie del primo mandato: la demolizione di “Passato e presente”, ossia il monumento alla Resistenza, importante opera d’arte del maestro Luigi Poiaghi, vincitrice nel lontano 1978 di un concorso nazionale e collocata davanti al municipio. Demolizione fisica, sfregio istituzionale, sfida politica, l’arte “brutta” fatta a pezzi col metro estetico della destra. Ora della “gabbia di sassi” è rimasto il basamento trasformato in un triste portabandiere. Ha funzionato alla grande.

È una narrazione elementare ma non banale quella di EnzoCeccarelliSindaco, recitata per interposta persona da una fondazione pubblico-privata. Verdeblù, si chiama la fondazione, e si occupa di tutto quel che ruota attorno al turismo, dalla sagra alla fiera internazionale, dal concerto alla promozione. Riceve un botto di soldi dal Comune ed è il fedele braccio operativo di EnzoCeccarelliSindaco. Nasce quando ad amministrare il Comune c’erano i rossi che l’avevano affidata, guarda un po’, proprio alle cure di Ceccarelli. Con i pretoriani di Verdeblù EnzoCeccarelliSindaco ha chiuso il cerchio del suo suggestivo esperimento di “rappresentanza parziale”. Passato all’incasso si è trovato la strada spianata dalla sinistra riminese e regionale che l’ha promosso presidente dell’Unione Prodotto di Costa.

MA IL MODELLO SCRICCHIOLA

Ma siccome di solo storytelling sono lastricati tanti sentieri politici che non portano a niente, è da un po’ che EnzoCeccarelliSindaco si trova davanti ostacoli come se piovesse. Il suo schema “albergocentrico” (tutto dentro l’hotel, o comunque l’hotel che si prende cura del turista h24) ha fatto venire il dubbio che nello stesso corpo sociale largo anima del centrodestra locale ci siano figli e figliastri. Dubbio aumentato quando EnzoCeccarelliSindaco si è buttato nell’impresa outlet “grandi firme”: vorrebbe nelle campagne di Bordonchio uno di quei mega centri commerciali che sorgono vicino ai caselli autostradali, al ché i commercianti hanno iniziato ad obiettare che per loro sarebbe finita. Bel guaio. Come un guaio grosso è la fine politica di Mario Mantovani, ex potentissimo vice presidente della Regione Lombardia (con importanti interessi economici a Bellaria-Igea Marina), oggi sotto processo per una questione di appalti dopo sei mesi passati tra carcere e arresti domiciliari. Mantovani è (era) lo sponsor nazionale di EnzoCeccarelliSindaco.
Che ne sarà del caso di scuola bellariese? A oggi sembra che il meccanismo sia inceppato. Il Piano Strutturale Comunale è stato impallinatio dalla Provincia, sulla spiaggia la Guardia di Finanza ha fatto smontare pezzo per pezzo il villaggio eventi Polo Est di Verdeblù (poi rimontato in tutta fretta e inaugurato con grave ritardo). Sempre sulla spiaggia molti chioschi hanno dovuto affrontare mille peripezie per riaprire. L’esperimento di “democrazia parziale” mostra la corda. EnzoCeccarelliSindaco, anzi Enzo Ceccarelli, dovrà giocarsela meglio da presidente dell’Unione Prodotto di Costa perché anche a sinistra gli umori cambiano.

 

Onide Donati

 

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