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Bene dividere politica da sanità: Punto Rosa di Santarcangelo potrebbe iniziare da Forlì

Il residente di Santarcangelo che opera nella sanità pubblica continua la sua collaborazione con Chiamamicitta.it con una richiesta al “Punto Rosa” e riepilogando le più importanti attività dell’ospedale Franchini. 

Sabato 9 febbraio  il Dott. Domenico Samorani ha ufficializzato la candidatura a sindaco di Santarcangelo. Sarà il candidato di una coalizione di centrodestra con l’aggiunta di alcune liste civiche. E’ evidente che d’ora in poi vi dovrà essere una netta distinzione tra l’attività medica e quella politica del dott. Samorani. Distinzione negli spazi e negli orari. La stessa Associazione Punto Rosa ci tiene a precisare che la candidatura di Samorani da una parte, la raccolta di firme e le iniziative dell’associazione dall’altra, sono  cose diverse. Ci auguriamo che sia così.

Una prima occasione per marcare questa diversità arrivare il 22 di Febbraio:. Per quella data l’Associazione ha organizzato a Forlì una delle sue iniziative: invitare il Dottor Samorani  a non parteciparvi sarebbe un segnale convincente. Se così non fosse, resterebbero tutti i dubbi sulla reale volontà dell’Associazione di tenere distinti politica e sanità.

Da parte nostra vogliano continuiamo ad informare i cittadini su cosa rappresenta l’ospedale di Santarcangelo. Nel nostro precedente intervento abbiamo cercato di chiarire l’evidente strumentalizzazione della petizione e l’assoluta infondatezza della volontà di ridurre senologia. Oggi vediamo anche tutte le altre attività dell’ospedale “Franchini” di Santarcangelo.

Il dibattito di questi giorni rischia infatti di far apparire che l’ospedale di Santarcangelo si sostiene e sopravvive solo grazie alla Chirurgia e, al suo interno, agli interventi senologici. In realtà si fanno tante altre cose. Vediamole.

Medicina Interna e lungodegenza – Post acuti

Vi si effettuano circa 1.500 ricoveri annui, prevalentemente per patologie legate agli apparati cardiocircolatori, respiratori, renali. Il reparto è stato recentemente ristrutturato (spesa: 500 mila euro): tutti i 27 locali (15 stanze di degenza più aree di servizio), per una superficie complessiva di 900 metri quadrati e 36 posti letto, sono stati rimessi a nuovo.

Punto di Pronto intervento

Nel 2018 si sono verificati oltre 22 mila accessi di cui oltre 3.500 codici rossi o gialli.

Radiologia

Il reparto è dotato di Tac, apparecchiatura per radiografie, ecografo (altri ecografi sono presenti nei vari reparti). Nel 2018 ha effettuato 34 mila prestazioni (circa 28 mila radiografie, 4.600 ecografie, 1.400 tac) cui si aggiungono 2.139 prestazioni di neuroradiologia (di cui metà da pronto soccorso).

Dialisi

A Santarcangelo sono presenti 12 postazioni dialisi, che consentono di dializzare complessivamente 48 pazienti (attualmente tutte coperte). Il centro santarcangiolese è gestito da un medico nefrologo e da una equipe di 10 infermieri ed 1 Oss. Oltre all’emodialisi per i pazienti cronici della zona, viene tenuto un ambulatorio settimanale (con prenotazioni CUP) e vengono fornite le consulenze nefrologiche per l’ospedale. 

Gastroenterologia

Prestazioni totali 2018:  2.181; nel dettaglio: colonscopie: 1208, di cui 316 di screening; gastroscopie: 676; visite: 294.

Riabilitazione

La struttura di Santarcangelo fa parte della rete riabilitativa dell’ambito di Rimini dell’Ausl Romagna che eroga prestazioni anche negli altri quattro ospedali (Novafeltria, Riccione, Rimini e Cattolica) e in altre strutture. Una rete che permette la presa in carico della persona con disabilità senza discontinuità nel percorso, a partire dall’evento acuto al rientro nel proprio contesto sociale, famigliare e lavorativo. Al “Franchini” sono operativi tre ambulatori fisiatrici settimanali ed  operano sei fisioterapisti. Il reparto è stato recentemente ristrutturato con una spesa di circa 165 mila euro.

Si aggiungono il padiglione gestito da Luce sul Mare ed il Punto prelievi. 

Ma il complesso dell’Ospedale di Santarcangelo ospita anche i locali della Casa della Salute: una scelta, quella di collocare questa nuova struttura in contiguità con l’ospedale, a mo’ di “cittadella della salute” che si sta sperimentando con successo anche in altre zone. Presso la Casa della salute operano vari medici di famiglia di Santarcangelo, e ai loro ambulatori si affiancano altri servizi per una presa in carico il più complessiva possibile dei pazienti.

Vi è, infine, un front office amministrativo con Cup, Cassa ticket e sportello per la scelta e revoca del medico di famiglia.

Insomma una situazione ben diversa da quella che qualcuno prefigura, di una specie di clinica chirurgica… L’eccellenza chirurgica certamente c’è, ma si inserisce in maniera armonica nella realtà di un ospedale di prossimità che serve la cittadinanza santarcangiolese in primis ma anche quella dei centri vicini.

Tanto per fare solo un esempio, non sono così rari i casi di riminesi, residenti nella zona nord della città capoluogo ma non solo, che quando hanno un piccolo trauma per il quale decidono di andare al pronto soccorso coi propri mezzi, optano per il punto di pronto intervento di Santarcangelo, per evitare l’affollamento del Pronto soccorso di Rimini.

Una realtà nella quale l’Osco, ospedale di comunità, in grado di dare continuità di cure ad anziani o persone con patologie che non ne permettono la gestione a domicilio, magari per un periodo circoscritto, si inserirebbe alla perfezione, completando questa offerta di presa incarico armonica ed esaustiva ai santarcangiolesi.

Se non lo si potrà fare, se le famiglie dovranno continuare a far chilometri per andare a trovare i propri cari ricoverati lontano, i santarcangiolesi sapranno chi ringraziare.

Michele Arcangelo

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