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Bilancio Comune di Riccione, da associazioni di categoria fioccano le critiche

CNA, Confcommercio, Confartigianato e Confesercenti raccolgono l’invito dall’Assessore Luigi Santi (nell’immagine in apertura) a presentare le osservazioni entro il mese di gennaio alla bozza di Bilancio del Comune di Riccione presentata alle associazioni di catogoria lo scorso 17 dicembre e approvato nella seduta del 28 dicembre. E sono più ombre che luci.

L’attenzione è soprattutto sulla NOTA INTEGRATIVA e sul PIANO TRIENNALE DELLE ALIENAZIONI e DEGLI INVESTIMENTI;

“In merito alle entrate tributarie – scrivono le associazioni – consideriamo fin troppo ottimistiche le previsioni di un incremento graduale per il prossimo triennio soprattutto di alcune voci quali la TARI e La Tassa di Soggiorno; sulla prima alla luce degli scenari economici attuali le imprese sono in forte affanno e faticano a rispettare i versamenti tributari; un inciso: sullo sconto TARI del 12,5% applicato nel corso del 2020, seppur apprezzato, ci si aspettava uno sforzo maggiore dal momento che quella percentuale era stata fissata obbligatoriamente da ARERA in occasione della straordinarietà del momento dovuta alla pandemia; altri Comuni hanno inserito nei loro capitoli di spesa ulteriori diminuzioni in occasione del pagamento della seconda rata; chiediamo che tale sforzo trovi attuazione in sede di determinazione delle tariffe per il prossimo triennio”.

Sulla Tassa di Soggiorno “consideriamo azzardata la previsione di un incremento delle entrate (pur auspicando che ciò si realizzi) a partire dal 2021: anno iniziato con molte incertezze sul piano turistico; siamo in uno stato di emergenza sanitaria che viene continuamente prorogato (ad oggi fino al 30 aprile) in un momento storico in cui assisteremo a forti cambiamenti anche in questo settore con una modifica delle esigenze e conseguentemente della domanda; sulla base di quali indicatori è stata calcolata la previsione? Sempre sul tema Tassa di soggiorno dall’incasso previsto nel 2021, pari a 3.850.000,00€, viene destinato 1.500.000,00 per attività turistiche, eventi cultura: cifra ritenuta eccessiva soprattutto per la voce eventi, in considerazione dei mutamenti che interverranno nel turismo di cui si è detto sopra. Sarà necessario ripensare gli eventi immaginando nuove formule e modalità che possano coesistere con gli obblighi del distanziamento sociale”.

Nonostante la straordinarietà dell’anno 2020 causa Covid 19 “apprendiamo con piacere che il Bilancio Comunale ha chiuso con un saldo positivo di cica 7.000.000,00, che verranno accantonati nel così detto Fondo Salva Crediti, che ammonta a circa 14.000.000,00; ci chiediamo in quale misura e a che condizioni sarà possibile metterli a disposizione della collettività”.

Sempre in tema di Fondi di accantonamento “abbiamo appreso che la somma del Fondo “Ristori” messo a disposizione dal Governo al Comune di Riccione per essere stato in zona rossa durante il primo lockdown, pari a 1.131.000,00, se non spesa durante il 2020 possa essere utilizzata anche nel 2021; su questa somma chiediamo un impegno preciso all’Amministrazione Comunale di coinvolgimento delle categorie economiche per individuare insieme le azioni per tenere in piedi le piccole e medie imprese del territorio che sono aggrappate alla speranza che il 2021 rappresenti l’inizio di una ripresa economica e di una stagione di riforme volte ad una vera semplificazione; le nostre direttrici vanno dagli investimenti nelle reti digitali e nell’economia green, al sostegno alle attività negli assi commerciali cittadini, all’individuazione di misure per le nuove imprese come la tax free nonché alla salvaguardia delle attività esistenti con la dilazione delle imposte comunali”.

Sul Piano Triennale delle Alienazioni immobiliari “per quanto riguarda la volontà di dismettere le aree attualmente in concessione agli operatori balneari della Zona Sud già dall’anno corrente attraverso asta pubblica ci trova contrari; siamo fortemente preoccupati per il destino imprenditoriale di molti degli operatori interessati, che rischiano di perdere la concessione e di dover rinunciare, dopo anni di lavoro e sacrifici, alla loro attività. La preoccupazione deriva dal fatto che la maggior parte degli stessi è attualmente impegnata con mutui bancari per l’acquisto negli ultimi anni delle aree pertinenziali di proprietà dei Ceschina; si parla di aree marginali la cui rendita è immaginabile; chiediamo che i tempi per la dismissione di tali aree slittino di almeno un paio d’anni in attesa che vengano realizzati gli interventi di riqualificazione nell’intera zona a partire dai campeggi antistanti”.

Inoltre, “il Piano Triennale degli Investimenti ci porta ad una riflessione più ampia:
– si osserva lo slittamento di ancora due anni degli interventi di riqualificazione delle aree commerciali di viale Dante, viale Ceccarini, Piazza Unità e San Martino/Gramsci in un momento così drammatico per le imprese che maggiormente vi insistono, quelle del commercio e dei pubblici esercizi, che come da voi indicato nel DUP 2021/2023, rappresentano rispettivamente il 30% e il 19,5% delle imprese del territorio; consapevoli che i problemi del commercio vanno ricercati ben oltre i confini comunali è pur vero che riqualificare un’asse commerciale rende più invitante l’area stessa e attraente la città;
– si notano voci di investimento come la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione nei viali Corridoni e Gramsci, il completamento di restyling del sottopasso di viale Ceccarini anche con importanti risorse a disposizione, ma scollegati da un progetto integrato più ampio”.

“Consapevoli delle difficolta riscontrabili nel momento attuale nel redigere piani di investimento triennali, abbiamo riscontrato interventi nell’immediato senza scorgere voci che permettano di individuare prospettive di futuro della nostra città, in un’ottica di visione di medio e lungo periodo; un progetto di città all’altezza delle sfide che l’epoca post Covid ci porrà davanti: concetti come PROSSIMITA’, SOSTENIBILITA’, ACCESSIBILITA’, PARTECIPAZIONE dovranno entrare a far parte del nostro pensiero imprenditoriale e politico se vogliamo vincere la sfida, con la convinzione che da soli si può segnare un punto ma insieme possiamo vincere la partita”, concludono CNA, Confcommercio, Confartigianato e Confesercenti.

 

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