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Il “Birrificio Abusivo” di San Marino

A San Marino c’è un “Birrificio Abusivo”. No, non stiamo parlando di un’impresa illegale, ma di una piccola azienda di birra artigianale che, da ormai qualche anno, sta producendo una birra pluripremiata e apprezzata non solo a San Marino, ma anche a Rimini e provincia. Andrea Mina, 42 anni, da San Marino, che ricopre il ruolo di amministratore di questa azienda, ci racconta come è nato Birrificio Abusivo.

Mina, che cos’è per lei la birra artigianale?

«La birra è una bevanda ottenuta da una ricetta ideata da un birraio. Forse pare scontato ma non lo è, significa che, dietro ad ogni birra, c’è l’esperienza, la personalità e la passione di chi l’ha ideata. La ricetta è importante e così, come ogni romagnolo sa che esistono tante piadine quante sono le nonne, possiamo dire che ci sono tante birre quanti sono i birrai. Il birraio del Birrificio Abusivo si chiama Ivan e, quando lavora, ascolta rock, musica punk e metal. Non è dato sapere se anche i lieviti possano essere addomesticati ma di certo le nostre birre esprimono il suo stile!».

Quando ha deciso di volerla produrre e perché?

«Siamo cinque amici e soci che hanno iniziato a produrre birra in casa, utilizzando grandi pentoloni e strumenti che ci siamo costruiti da soli. Il gioco è diventato serio quando, nel 2015, abbiamo acquistato il nostro primo impianto avviando così un vero e proprio birrificio».

Perché il nome Birrificio Abusivo?

«Nomi e soprannomi spesso vengono assegnati al bar davanti ad una e più birre. È stato così anche per noi: un amico ci salutò come “gli abusivi” e questo ci piacque. Era adatto ai nostri trascorsi di produzione domestica e ci si poteva costruire attorno un bel marchio».

Quanta ne produce all’anno?

«Birrificio Abusivo è un microbirrificio ed attualmente può raggiungere una produzione di 250 ettolitri all’anno».

Quante persone sono coinvolte nella produzione?

«Al momento sono impiegate due persone».

Come è andata la produzione per queste feste? Producete solo per l’Italia o esportare anche all’estero?

«Durante il periodo invernale si reintegra il magazzino in vista della stagione estiva. Per le festività natalizie è possibile trovare in birrificio alcune novità come la nostra Harvest Beer, la birra prodotta a settembre con il luppolo romagnolo coltivato da Poli Hops a San Martino dei Mulini. C’è poi la nuova Stout, la Black List, cucinata con cacao e vaniglia. Birrificio Abusivo è un microbirrificio ed ha una distribuzione prevalentemente locale».

La vostra birra è stata premiata più volte, giusto? Quanti riconoscimenti avete avuto l’ultimo anno?

«I concorsi rappresentano delle occasioni di confronto durante le quali le birre vengono valutate da una giuria qualificata secondo la rispondenza ai vari stili birrai. Birrificio Abusivo vanta i seguenti riconoscimenti:
• Birra dell’Anno 2016 – Birra “Illecita” Seconda Classificata cat. Alta fermentazione, basso grado alcolico, di ispirazione anglosassone;
• Birra dell’Anno 2017 – Birra “70 % – Nostalgia di Bamberga” Seconda Classificata cat. Affumicate, alta e bassa fermentazione;
• Best Italian Beer 2018 – Birra “Speakeasy” oro Cat. Bohemian pilsner;
• Best Italian Beer 2018 – Birra “Ambigua” oro Cat. English brown;
• Best Italian Beer 2018 – Birra “Black List” bronzo Cat. Foreign extra stout».

Quali sono i vostri prossimi obiettivi?

«Intendiamo radicarci con più forza sul territorio romagnolo, promuovendo la cultura birraia e la sua incredibile poliedricità. A tal scopo abbiamo, da poco, inaugurato il Club Speakeasy, la nostra sala degustazione adiacente al laboratorio dove accogliamo i nostri ospiti, abbinando i piatti della tradizione romagnola alle nostre produzioni. Per quel che riguarda le nostre produzioni vorremmo implementare la nostra gamma con affinamenti in botte e lievitazioni spontanee».

Nicola Luccarelli

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