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Birrodromo alle “Padane” e dehor all’Anfiteatro di Rimini, qualche domanda

Qualche giorno fa la stampa locale dava notizia dell’apertura a breve di un nuovo “Birrodromo”. Si tratta di un pubblico esercizio già presente a Riccione. I gestori hanno deciso di realizzare un’altra esperienza a Rimini. Il luogo scelto sono i capannoni inutilizzati delle ex Ferrovie Padane di proprietà di Start Romagna (azienda del trasporto pubblico di proprietà dei comuni della Romagna) in piazzale Clementini, vicino alla stazione.

Attualmente sono in corso i lavori di ristrutturazione a carico e cura di Start Romagna. Nell’informativa presente sul cantiere non si fa riferimento alle future attività. Anche per questa ragione sorgono alcune domande.

La destinazione di quei capannoni era quella di opificio (attività produttiva). Il cambio di destinazione quando è avvenuto? Con quali modalità? La giunta comunale ha approvato la scelta? Gli standard di legge per i pubblici esercizi sono stati soddisfatti? Domande di carattere sostanziale per un corretto procedimento trasparente. Agli atti risulta una conferenza di servizio, promossa dal Comune di Rimini per concedere i permessi necessari.

Il secondo interrogativo riguarda la procedura che Start Romagna ha utilizzato per concedere il manufatto in gestione ad un gruppo privato. Norma vuole che la concessione avvenga con un bando pubblico. Nel sito di Start Romagna non vi è nessun riferimento. Evidentemente il bando è stato catalogato sotto altre voci.

Da ultimo, a quanto ammonta il canone di concessione? Solo per gli oneri Start Romagna ha versato al Comune di Rimini circa 100mila euro. A questi vanno aggiunti i costi di ristrutturazione che ammontano a 290mila euro.

Nell’articolo del Carlino si parla anche di un dehor vicino all’anfiteatro romano. Anche in questo caso, immaginiamo, con i necessari permessi della Soprintendenza di Ravenna.

Le iniziative private come questa vanno valorizzate, ma trattandosi di un bene di proprietà pubblica tutto deve avvenire rispettando i principi di economicità, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione.

Maurizio Melucci

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