Home > Cultura e Spettacoli > Bologna, ancora pochi giorni per visitare REVOLUTIJA

Bologna, ancora pochi giorni per visitare REVOLUTIJA

Fino al 13 maggio 2018, il MAMbo di Bologna ospiterà REVOLUTIJA. Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky, una grande mostra sulle avanguardie russe che hanno affiancato le due rivoluzioni novecentesce, realizzata grazie alla collaborazione del Museo di Stato Russo di San Pietroburgo.

Chiamamicittà.it l’ha visitata per voi. Ne siamo usciti con la consapevolezza che sarebbe davvero un peccato non approfittare di una rassegna di tale livello, che oltre a presentare capolavori che hanno segnato la storia dell’arte del Novecento, riesce inoltre a gettare le giuste luci e ombre sulla Rivoluzione e i suoi risvolti politici, omaggiando anche quei dipinti che proprio dal regime comunista furono censurati.

Oltre 70 opere di artisti come Nathan Alt’man, Natal’ja Gončarova, Kazimir Malevich, Wassily Kandinsky, Marc Chagall, Valentin Serov, Aleksandr Rodčenko e molti altri, per testimoniare la straordinaria modernità dei movimenti culturali della Russia d’inizio Novecento: dal primitivismo al cubo-futurismo, fino al suprematismo e al costruttivismo, instaurando parallelamente un confronto cronologico tra l’espressionismo figurativo e il puro astrattismo.

Proprio l’arte delle avanguardie russe ha rappresentato uno dei capitoli più importanti e cruciali del modernismo europeo. Il periodo compreso tra il 1910 e il 1920 ha visto nascere, in Russia, nel vortice di un’accelerazione storico-artistica senza precedenti, scuole, associazioni e movimenti d’avanguardia diametralmente opposti l’uno all’altro a un ritmo vertiginoso, come forse era mai accaduto nella storia dell’arte.

Wassily Kandinsky, Su bianco (I), olio su tela, 1920 – ©State Russian Museum, St. Petersburg

Revolutija. da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky, oltre a mostrare l’eterogeneità degli sviluppi artistici tra i primi del Novecento e la fine degli anni Trenta, ha anche (e soprattutto) l’intento – come evidenzia la curatrice Evgenia Petrova – di “riportare all’attenzione non tanto della critica o degli addetti ai lavori, quanto del pubblico, artisti tipo Repin come anche Petrov-Vodkin o Kustodiev, rimasti un po’ nell’ombra a causa dell’enorme successo avuto da altri quali Chagall, Malevich o Kandinsky che pure sono presenti in mostra”.

Quindi non solo capolavori assoluti come Su bianco (1) di Kandinsky, Quadrato nero di Malevich o Promenade di Chagall (che appunto fanno di questa mostra, una grande mostra), ma anche una panoramica a 360 gradi che permette di realizzare al meglio cause ed effetti sia della Rivoluzione russa sia della non meno dirompente Rivoluzione dell’astrattismo, che per la prima volta nella storia occidentale ha superato il concetto di arte intesa come rappresentazione mimetica del reale, più o meno riconducibile a un soggetto riconoscibile dal fruitore.

In parallelo all’esposizione, fino al 13 maggio, in tutta la città di Bologna si svolge anche Intorno a Revolutija, un ricco e denso programma collaterale che vede partecipare le principali istituzioni culturali cittadine. Una grande mostra come questa, infatti, rappresenta anche un’ottima occasione per accendere i riflettori su una città, e una regione, che si presenta come un grande laboratorio storico-artistico: un centro propulsore in grado di indagare e approfondire il significato del centenario di un avvenimento storico cruciale come quello della Rivoluzione d’Ottobre, affrontato da molteplici punti di vista.

Kazimir Malevich, Quadrato Nero, olio su
tela, 1923 ca – ©State Russian Museum, St. Petersburg

Inoltre, per i più piccoli, è stato ideato un articolato percorso educativo a cura del Dipartimento educativo MAMbo, in collaborazione con Senza Titolo e CMS.Cultura, pensato per soddisfare il pubblico delle scuole, delle famiglie per tutta la durata dell’esposizione.

La mostra è prodotta e organizzata da CMS.Cultura in partnership con il Comune di Bologna | Istituzione Bologna Musei e curata da Evgenia Petrova e Joseph Kiblitsky.

Edoardo Bassetti

(nell’immagine di apertura, Marc Chagall, La passeggiata, olio su tela, 1920 – ©State Russian Museum, St. Petersburg)

Scroll Up