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Bologna: fino a fine luglio la mostra “Le donne e gli uomini de l’Unità”. Le foto di Rodrigo Pais

In occasione del centenario della nascita del Partito Comunista Italiano la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna ha elaborato un calendario di attività con l’obiettivo di riflettere e studiare quella vicenda politica, fondamentale nella storia politico-culturale italiana del Novecento.

All’interno di questa contesto, ha deciso realizzare, insieme alla Biblioteca Universitaria di Bologna e al Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna e con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, una mostra fotografica dedicata al quotidiano l’Unità, vista attraverso lo sguardo del fotografo Rodrigo Pais, che collaborò al giornale dal 1954 al 1998.

Dallo studio del suo vasto archivio fotografico, acquisito dalla Biblioteca Universitaria per interessamento del prof. Guido Gambetta, è emerso un considerevole numero di scatti con i quali Pais documentava l’attività dei lavoratori che contribuirono alla crescita e alla diffusione del giornale: giornalisti, redattori, tipografi, distributori, diffusori. Un altro, significativo insieme di foto ritraggono inoltre cittadini comuni, ripresi da Pais nell’atto di leggere L’Unità anche in momenti storici particolarmente significativi, come ad esempio lo sbarco sulla luna.

Rodrigo Pais è stato soprattutto un fotoreporter de l’Unità. Ha lavorato anche per altri giornali, in particolare Paese Sera, ma l’Unità è stato, per dirlo con le sue parole, “il suo grande amore”. Questa senza dubbio sarebbe stata la sua mostra preferita. Dalle centinaia di fotografie che riguardano l’Unità presenti nel suo archivio sono state selezionate le 84 che compongono la mostra Le donne e gli uomini de l’Unità che si compone di 4 sezioni: “Chi la leggeva”“Chi la diffondeva”  “Chi la scriveva” e “Chi la stampava”.

La mostra è stata inaugurata ieri, al Dipartimento delle Arti, Palazzo Marescotti, in via Barberia, con l’intervento di  Paolo Capuzzo per la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, Guido Gambetta che ha curato la mostra e il giornalista Michele Smargiassi che ha scritto il pannello introduttivo.
Erano presenti anche Fulvio Cammarano per il Dipartimento delle Arti e Rossella Fino del Settore Cultura e Creatività del Comune di Bologna per un saluto istituzionale.

La mostra sarà poi visitabile presso Palazzo Marescotti, in via Barberia, a partire da oggi, mercoledì 23 giugno, fino alla fine di luglio 2021, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19.
L’ingresso gratuito.

 

Rodrigo Pais (1930-2007)

Nasce a Roma il 28 settembre del 1930 da padre sardo e madre abruzzese, giunti nella capitale per cercare lavoro. Il giovane Rodrigo passa l’infanzia e l’adolescenza al rione Monti dove frequenta le elementari e inizia molto presto a svolgere i lavori più disparati: sciuscià, cappellaio garzone di barbiere. Entra nel mondo della fotografia nel 1946 quando inizia a lavorare come stampatore nel laboratorio fotografico romano Binazzi & Lombardini e dopo qualche anno di gavetta diventa fotoreporter per il settimanale Vie Nuove.

Il 1954 è l’anno in cui inizia la sua collaborazione con i quotidiani Paese, Paese Sera e l’Unità. Negli stessi anni collabora anche con altri quotidiani e riviste d’epoca come il Corriere della Sera, il Corriere d’informazione, La Stampa, Il Giornale d’Italia, Il Mondo, etc. Assieme al collega fotografo Giorgio Sartarelli fonda l’agenzia Pais & Sartarelli attiva e molto apprezzata sia in Italia sia all’estero fino al 1972.

La città di Roma, le periferie e le zone limitrofe sono il centro geografico della sua attività ma nella sua produzione non mancano servizi fotografici realizzati in altre regioni d’Italia come Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria. Anche all’estero Rodrigo Pais realizza diversi servizi e ha l’opportunità di affiancare alcuni giornalisti de l’Unità e di Paese Sera. Tra gli altri vi è un ampio servizio fotografico realizzato nel 1961 assieme al giornalista Arminio Savioli, entrambi attivi a Cuba, Brasilia, Messico e Argentina. Nel dicembre del 1963 segue il viaggio di Papa Paolo VI in India, nello stesso anno si reca in Vietnam, nel 1960 in Pakistan, nel 1957 e nel 1962 a Budapest, nel 1962 e ancora nel 1964 a Gerusalemme, nel 1968, 1977 e 1987 è la volta di Praga, e ancora nel 1957, 1962, 1974 e 1979 a Mosca e in Tailandia nel 1990.

L’attività di fotoreporter dura quasi 50 anni e si conclude nel 1998. Rodrigo Pais trascorre i suoi ultimi anni a ordinare il suo ampio archivio fotografico correlando, al materiale fotografico, 16 registri con annotazioni cronologiche e di produzione e uno schedario alfabetico relativo a personaggi e argomenti oggetto delle fotografie. Muore a Roma il 9 marzo del 2007.

L’archivio fotografico e professionale di Rodrigo Pais documenta la sua attività fotogiornalistica dal 1955 al 1998 ed è composto da quasi 380 mila fototipi così suddivisi: più di 363 mila negativi in b/n su pellicola di vari formati, quasi 5.900 diapositive a colori e circa 8.500 positivi su carta. Conservato nella sua integrità, è stato dichiarato nel 2002 e nel 2006 di notevole interesse storico dalla Soprintendenza del Lazio, poiché “costituisce fonte d’incommensurabile valore per la ricostruzione della storia dell’ultimo secolo e testimonianza unica e particolare della vita politica e sociale del nostro paese e dei Paesi europei ed extraeuropei”. Oggi fa parte delle collezioni della Biblioteca Universitaria di Bologna.

Il vasto patrimonio fotografico è oggetto di mostre personali e collettive riguardanti svariate tematiche. Uno sguardo sfaccettato della società italiana nel quinquennio 1955-1960 è stato oggetto della mostra “Pais Italia” (Forlì, 2008); la politica e i suoi personaggi sono stati al centro delle mostre “Adone Zoli, un padre della Repubblica” (Predappio, 2010; Roma e Napoli, 2011) e “Centro – sinistra. Da Fanfani a Moro 1958-1968” (Roma e Bologna, 2013); la sferzante voglia di trasformazione e modernità della seconda metà degli anni ’50 nella mostra “Poveri ma belli” (Roma, 2011; Parigi 2016; Parigi e Bruxelles, 2017); la religione cristiana e la Chiesa cattolica nella mostra “L’occhio di Pais: religione e società nella seconda metà del Novecento” (Forlì, 2013; Bologna, 2018); il mondo del cinema e i suoi protagonisti nella mostra “Pais del cinema. Gli anni d’oro del cinema italiano nel racconto per immagini di un grande fotografo” (Cervia, 2014; Roma e Bologna, 2015); la tematica del cibo in occasione di Expò 2015 nella mostra “Come mangiavamo. Viaggio tra le immagini di Rodrigo Pais” (Bologna, Ravenna e Cesena, 2015); le condizioni economico-sociali nella mostra “Il fotografo in borgata” (Roma, 2016); al Memoria Festival le mostre “I divi del cinema internazionale in Italia”, “Volti e ambienti” e “Una storia moderna. Le migrazioni nelle fotografie di Rodrigo Pais” (Mirandola, 2016, 2018); lo sviluppo urbano, le trasformazioni sociali e le conseguenti problematiche abitative della capitale nella mostra “Abitare a Roma in periferia. Fotografie di Rodrigo Pais nella seconda metà del ‘900” (Roma, 2017); in occasione del decennale dalla scomparsa dell’autore la grande mostra monografica “Roma in libertà” al Complesso del Vittoriano (Roma, 2017); per il cinquantesimo anniversario del 1968 la mostra “1968. L’anno degli studenti” (Mirandola e Castenaso, 2018) e infine le mostre presso la Biblioteca Universitaria di Bologna “Lettori. Fotografie di Rodrigo Pais” (Bologna, 2019), “20.1.1920 | 20.1.2020 Federico Fellini. Fotografie di Rodrigo Pais” e “Alberto Sordi. Fotografie di Rodrigo Pais” (Bologna, 2020).

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