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Bonaccini a Draghi: “Serve cambio di passo, più personale e semplificare quarantene”

Serve subito un deciso “cambio di passo” nella gestione della pandemia. A partire dall’assunzione di nuovo personale e dalla semplificazione delle procedure per le quarantena. A chiederlo è il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che chiama il Governo Draghi a spingere ancora di più sull’acceleratore e invoca ancora una volta maggiori risorse per le Regione. Parole che possono anche essere lette come una risposta alle dichiarazioni di ieri del premier.

Con la campagna vaccinale di massa, l’obbligo per gli over 50, il green pass e “la linea del rigore che permette di mantenere aperte scuole e università, luoghi di lavoro, servizi, spazi culturali”, analizza Bonaccini, e finora l’Esecutivo “sta facendo bene” e in Europa “in questi mesi ha più volte aperto la strada con le sue decisioni”. Questo però, secondo il governatore, non basta più. “Di fronte al virus che muta – ragiona Bonaccini – al boom di nuovi contagi che registriamo ogni giorno e che, secondo gli esperti, continuerà nelle prossime settimane fino al nuovo picco pandemico, ritengo si debba ora lavorare a un cambio di passo nella gestione dell’emergenza sanitaria”.

Per prima cosa, sostiene il presidente, occorre destinare “tutte le risorse necessarie, economiche e professionali alle Regioni per il contrasto alla pandemia e per l’accelerazione nella vaccinazione di massa, procedendo anche a una drastica semplificazione amministrativa per la gestione del fine quarantena e fine isolamento, oggi troppo complicata da gestire e, per i cittadini, da capire”. Occorre poi “più personale da utilizzare nel tracciamento, per renderlo sostanzialmente possibile, e lo stiamo chiedendo invano al Governo da mesi”.

Allo stesso modo, suggerisce Bonaccini, “andrebbero rapidamente rivisti i parametri di classificazione dei ricoveri ospedalieri. Oggi un paziente ricoverato per una qualsiasi patologia se risulta in seguito positivo, anche se privo di sintomi da Covid, viene registrato come ricovero Covid, quando la ragione dell’ingresso in ospedale è tutt’altra. Si tratta di un parametro fondamentale, dal quale dipendono i colori delle Regioni e quindi l’adozione di restrizioni o meno, con nuove chiusure, esattamente il contrario della linea decisa dal Governo e ribadita dal presidente Draghi”. In poche parole, insiste Bonaccini, “siamo in fase del tutto nuova, occorre dunque aggiornare gli strumenti anti-Covid. Grazie ai vaccini è possibile tenere insieme lotta al virus, aperture e rafforzamento della ripresa economica, che vuol dire sopra ogni cosa lavoro. Per farlo, serve un ulteriore passo avanti, insieme: Governo e territori, col supporto della comunità scientifica”.

(Agenzia DIRE)

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