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Bonaccini: “Perchè posso andare al cinema ma allo stadio no?”

Stefano Bonaccini torna ad invocare la riapertura al pubblico degli eventi sportivi. “Una cosa che al Governo consiglierei di fare è che per gli eventi sportivi, al chiuso e all’aperto, metta le stesse regole che ha già scritto, per me molto bene” per la cultura. “Perchè – si chiede il presidente dell’Emilia-Romagna, oggi su La7 – posso andare al cinema, al teatro o ad uno spettacolo musicale al chiuso e non lo posso fare fino a giugno per un evento sportivo? Sono forse queste le contraddizioni maggiori, ma non son cose da litigarci, bisogna trovare un accordo”, è la sollecitazione del governatore. Bonaccini invita anche a riconsiderare almeno in parte la chiusura delle palestre fino a giugno.

“Dico al Governo attenti, si è deciso da giugno ma valutate almeno a livello individuale perchè la mia impressione è che ci siano un po’ troppi che chiamano a casa loro, privatamente, i personal trainer. Si rischia l’abusivismo”. Altra “contraddizione” delle norme nazionali per quanto riguarda i matrimoni, settore che ha manifestato ieri in viale Aldo Moro. “Del settore del wedding non sta parlando nessuno. Non chiedono la luna, ma solo una data nella quale poter immaginare di ripartire” dice Bonaccini dopo l’incontro avuto ieri con gli operatori.

“Non ho dubbi che il primo sarà  il presidente del Consiglio, se i dati dei prossimi giorni saranno positivi, ad anticipare alcune scadenze che abbiamo detto” per le riaperture. Però “bisogna verificare tutti i giorni perchè riaprendo le scuole e parte delle attività c’è tanta gente in giro. Tanti non ne possono più di stare in casa”. Il presidente dell’Emilia-Romagna, a cui sono state presentate le ultime dichiarazioni di Matteo Salvini contro il coprifuoco, intanto osserva: “Quella parola andrebbe abolita, perchè ricorda le guerre. Per quanto sia un fatto tragico quello che stiamo vivendo, io ci starei attento all’uso delle parole”.

Poi, sottolinea, alle “22, alle 23 o a mezzanotte non è che cambi molto dal punto di vista epidemiologico visto che si è all’aperto. Dopodichè sarei stato d’accordo per le 23 come i miei colleghi ma eviterei di fare una guerra di religione”. Altrimenti, sottolinea poi, “rischia di diventare più slogan che altro”. In ogni caso “non ho bisogno di Salvini nè lui di me per dire le cose che pensiamo, ci mancherebbe. Così come se si condivide una cosa la si può condividere anche da posizioni diverse”. Ma “lo stesso Draghi avrà tutto interesse a far ripartire prima possibile il paese no?”.

Quanto al Recovery plan appena illustrato appunto dal Presidente del consiglio, “i titoli principali sono quelli che ci aspettavamo. Vediamo se una parte di quello che abbiamo richiesto viene mantenuto”. Cauto ottimismo, dunque, , ma Bonaccini è soddisfatto in particolare perchè, grazie a una parte del Pnrr, in Emilia-Romagna “verranno liberate risorse, parliamo di parecchi milioni di euro, che utilizzeremo per finanziare progetti già pronti nei prossimi mesi”.

Bonaccini ne parla questa mattina, a margine di una conferenza stampa in Regione. “Ho esultato alla consegna del Pnrr – fa sapere – perchè abbiamo li’ l’altro pilastro, insieme ai vaccini, per evitare una pandemia economia e sociale”. Le stime economiche, cita il presidente, “ci dicono che l’Emilia-Romagna in due anni potrebbe tornare al livello di Pil di fine 2019 e sarebbe straordinario. Non abbiamo dubbi che le nostre caratteristiche ci rendono piu’ competitivi di altri territori”. In questa partita, naturalmente il Pnrr gioca un ruolo essenziale. “Vedremo quali progetti corrispondere come Emilia-Romagna e vediamo se una parte di quello che abbiamo richiesto viene mantenuto – dice Bonaccini – ma i titoli principali sono quelli che ci aspettavamo”.

Riguardo l’epidiemia, continua a migliorare la situazione in Emilia-Romagna. Ma “bisogna avere attenzione alle varianti”. Di qui un nuovo appello alla responsabilità lanciato oggi da Stefano Bonaccini, dopo che nel fine settimana si sono verificati numerosi assembramenti in piazze e parchi in diverse città. Bonaccini invita dunque a non abbassare la guardia, soprattutto perché “adesso iniziano a riaprire le attività. Ieri abbiamo avuto la bella notizia che ci sono 22 ricoveri in meno nelle terapie intensive: erano due mesi che non accadeva. E siamo a meno di 2.000 pazienti negli altri reparti covid, praticamente sono dimezzati. Ma i contagi, pur in numero ridotto, sono ancora centinaia. Bisogna avere ancora attenzione alle varianti”. Intanto va avanti la campagna vaccinale. “Abbiamo superato 1,5 milioni di dosi somministrate – ricorda Bonaccini- ed è confermato che a fine aprile supereremo il mezzo milione di vaccinati con doppia dose”. 

(Agenzia DIRE)

 

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