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Bozza Dl sostegni, commercianti infuriati: “Presi in giro, non ci paghiamo nemmeno i rifiuti”

Il decreto Sostegni porterebbe a “un contributo medio di 3.700 euro per tre milioni di imprese, ma con molte piccole imprese che dovranno accontentarsi di 2.000 euro”. Dunque, “è una misura ampiamente insufficiente e che sa di presa in giro, per migliaia di imprenditori a cui sono stati imposti sacrifici pesantissimi”. Così Confesercenti Emilia-Romagna commentando le prime indiscrezioni sul decreto che il Governo si appresta ad approvare.

“La cifra individuata – continua Confesercenti – non servirebbe nemmeno a pagare i costi relativi allo smaltimento dei rifiuti, peraltro non prodotti, dell’ultimo trimestre del 2020 e non aiuterà certamente le imprese a sopravvivere. Commercio non alimentare, ambulante e in sede fissa, bar ristoranti, imprese del turismo, organizzatori di eventi e del wedding, palestre e centri benessere, sono settori che occupano migliaia di addetti a cui è stato impedito di lavorare e produrre reddito con decreti e ordinanze e che adesso vengono ristorati con pochi spiccioli”.

Confesercenti, quindi, annuncia che farà sentire la propria voce “in tutte le occasioni per rivendicare il diritto di queste imprese alla sopravvivenza e alla gestione del proprio destino”, chiedendo che “a questo provvedimento ne seguano altri di misura più consistente”.

Da parte sua Confcommercio commenta: “Bene la parte che riguarda il lavoro, con fra l’altro la proroga della Cig fino ad ottobre per quella in deroga. Apprezzabile lo stralcio delle vecchie cartelle, anche se presto occorrerà provvedere ad ulteriori e più importanti annullamenti. Ma sui sostegni a fondo perduto proprio non ci siamo”.

È il giudizio di Confcommercio Emilia-Romagna, per la quale l’aver superato la logica dei codici Ateco “è senz’altro positivo”, ma di certo non basta. Ci si attendeva molto di più, fa capire Confcommercio: “Le forti aspettative che erano state alimentate, soprattutto dalle improvvide dichiarazioni della politica, sul potere salvifico di questi ristori si scontrano con la cruda realtà di un contributo medio di 4.000 euro per i potenziali 3.000.000 aventi diritto”.

Insomma, sono “cifre drammaticamente lontane dalle reali necessità delle partite Iva, importi che rischiano di scontentare tutti”, critica l’associazione regionale. Che quindi tira le somme in una nota: “Si sono cambiati i numeri, si sono variati i fattori, le percentuali, per poi avere sempre lo stesso risultato, lo stesso importo insufficiente. Anche il tetto massimo del sostegno erogabile di 150.000 euro… uno specchietto per allodole, praticamente inesigibile perchè in nessun caso si potrà mai raggiungere quell’importo”.

Posto allora che “a nessuno piace essere preso in giro”, conclude Confcommercio Emilia-Romagna: “Attendiamo che i ventilati ulteriori 20 miliardi di euro di scostamento di bilancio siano senza indugio destinati a rafforzare il fondo sostegni”.

(Lud/ Dire)

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