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Bruciò vivo il cane della fidanzata: condannato a sei mesi

Aveva torturato con un forcone il cane della fidanzata, lo ha rinchiuso in un sacco di plastica e poi gli ha dato fuoco. Il responsabile è Giovanni Oberti, 33enne bergamasco.  L’uomo aveva partecipato l’8 agosto del 2014 al concorso ippico internazionale di San Giovanni in Marignano insieme alla sua fidanzata anche lei amazzone. L’anziana cagnolina, una jack russel di nome Gina, avrebbe fatto le spese di un litigio notturno tra i due fidanzati a quanto pare con minacce da parte del 33enne, che avrebbe giurato di ammazzare il cagnolino se lei non fosse stata più gentile.

La mattina seguente la ragazza non ha trovato il cane al suo fianco e si è rivolta agli organizzatori della manifestazione per cercare di trovarlo. Era a poca distanza dal camper, in fin di vita, con la plastica del sacco ancora attaccata al pelo. L’ex fidanzato aveva negato di essere l’autore di tanta crudeltà, ma le immagini delle videocamere di sorveglianza del centro ippico Riviera Horses, lo hanno smascherato. La cagnolina, nonostante le cure dei veterinari è morta il giorno seguente.

Ora arriva la condanna per Oberti. Sei mesi di reclusione, pensa sospesa, e il risarcimento di mille euro per le due associazioni animalistiche che si erano costituite parte civile. La sentenza ha scontentato tutti. Le associazioni per la pena giudicata troppo blanda. Giovanni Oberti che si è sempre dichiarato innocente ed ha già annunciato appello.

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