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Calcio a 5: a Viserba non chiamatelo calcetto

In Italia, il calcio a 5 è forse lo sport più praticato dopo il calcio in undici. Ma dove e quando è nato questo sport? Il Calcio a 5, conosciuto internazionalmente come Futsal ha avuto origine in Uruguay, dove è tradizionalmente conosciuto come fútbol de salón (e colloquialmente fútbol sala); la parola deriva dalla fusione di fútbol/futebol (“calcio”) e sala/salón/salão (“salone”, inteso come struttura sportiva coperta). Nel 1930, un professore della ACM di Montevideo, Juan Carlos Ceriani, spinto dall’esigenza di far giocare a calcio i propri studenti in una piccola palestra, ne ideò la formula che conosciamo ancora oggi. Due squadre composte da 4 giocatori più il portiere che si affrontano in un campo che può andare da un minimo di 25 metri di lunghezza per 15 di larghezza. Successivamente, dal Sud America è sbarcato fino in Italia, dove dal 1984, la Divisione Calcio a 5 della Figc organizza tornei nazionali di Serie A, A2, B, i tornei regionali di C1 e C2 e una serie provinciale (Serie D).

La passione per il calcio a 5 ha spinto il giovane riminese Angelo Novelli (classe 1992), insieme ad alcuni capitani coraggiosi, a fondare, qualche anno fa, la Solaris Viserba Futsal. Novelli, che di questa società è il presidente (forse uno dei più giovani), ha trasformato un suo sogno in realtà. La Solaris Viserba è una società ambiziosa, composta da una squadra maschile (che milita in Serie D), una femminile (nel campionato CSI), e una juniores. Queste tre realtà stanno raggiungendo risultati importanti sia dentro, ma soprattutto fuori dal campo.

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In Italia, esistono ancora giovani che riescono a realizzare i propri sogni?

«Nella maggior parte dei casi, non penso dipende dalla città, regione o nazione di appartenenza, bensì da quanto si desideri realizzare il proprio sogno».

La Solaris Viserba rappresenta il suo sogno realizzato?

«Decisamente sì. Il classico sogno che si ha fin da bambini e che quando cresci riesci a trasformare in realtà».

Perché è nata la Solaris Viserba Futsal?

«La Solaris Viserba Futsal deve il suo nome al complesso di quattro palazzi chiamati Solaris, situati in via Montegrappa, nella zona, appunto, di Viserba a Rimini. All’età di 7/8 anni avevo creato questa squadra con l’obiettivo di raggruppare tutti i bambini che abitavano tra i quattro palazzi per sfidare i bambini di un’altra parte di Viserba, ed erano partite infinite, sempre molto accese.
Nel frattempo, come il 90% dei ragazzi in Italia, praticavamo tutti calcio nella squadra del paese: il Viserba Calcio. Nel 2013, questa società ha chiuso, lasciando senza una squadra me e tutti i miei amici. Così, ho colto la palla al balzo per portare avanti la mia ‘squadretta’ (che sino ad all’ora si era limitata a qualche torneo amatoriale di Calcio a 5), portando nella rosa anche alcuni dei miei ex compagni dell’ex Viserba Calcio. Il tutto è stato possibile grazie all’immenso aiuto del mio ex allenatore che è diventato anche il primo vero allenatore della Solaris, Davide Angarano. Creata la squadra abbiamo deciso di partire con un semplicissimo organigramma: io presidente e Angarano allenatore».

Come si manda avanti una società sportiva oggi?

«Mandare avanti una società no profit come la mia è impresa dura di questi tempi, ma a fare la differenza è il materiale umano che ci gira intorno. Io, all’interno della società sono il presidente, e presidente del direttivo. La società è composta, nel direttivo, da Davide Angarano, colui che mi ha dato una mano immensa a far partire il progetto, Luca Pasini Direttore Sportivo e il Dirigente Moreno Tino. Oltre al direttivo ci sono altri 3 dirigenti: Simona Galeffi, Michele Tombesi, Vincenzo Farfallino, che presiedono alle riunioni e prendono parte a decisioni o provvedimenti. Infine all’interno di ogni squadra abbiamo un, parola di Angelo Novelli, parola di Angelo Novelli Team Manager: Nicola Tessitore, Massimo Miori, che fanno da traghetto tra la squadra e la dirigenza».

Perché proprio il Calcio a 5? E’ uno sport in ascesa anche da queste parti? Esistono molte società di Calcio a 5 in Romagna?

«Chiunque nella vita ha almeno una volta provato a giocare a ‘calcetto’, ma in pochi sono andati oltre alla classica oretta con gli amici. Innanzitutto la cosa che più mi fa arrabbiare è quando chiamano calcetto, lo sport che pratica la mia società, perché noi facciamo Calcio a 5. Se vogliamo essere ancora più tecnici: Futsal. Quando ho approfondito il mondo del Calcio a 5, mi sono innamorato alla follia e ho deciso di investire e di entrare a far parte di questo mondo con la mia società a 360°. E’ uno sport bistrattato, perché esistono purtroppo tantissimi stereotipi sbagliati (chi pratica questo sport è gente che non sa giocare a calcio, che non riesce più a correre in un campo da calcio, tutti anziani, in sovrappeso). Sono tutte falsità, perché esistono veri e propri campionati di club con le rispettive categorie a partire dalla Serie D sino alla serie A, dove trovi gente che potrebbe dare tranquillamente due giri, dal punto di vista tecnico, a tantissimi giocatori che militano in Serie A di Calcio a 11. Senza contare che tantissime persone ci campano di questo sport, anche se c’è da dire che le cifre che girano nel Calcio a 5 sono un millesimo rispetto ai guadagni possibili nel mondo del calcio. Esiste la nazionale, con rispettivi europei e mondiali. E’ uno sport in espansione sia in Italia, ma anche e soprattutto all’estero. In Romagna siamo in molti, ma sono pochi quelli che stanno cercando di fare il passo per abbattere gli stereotipi che la gente ha sul nostro sport e spronare la gente a darci una possibilità per far cambiare idea sul Calcio a 5».

I traguardi che state raggiungendo non sono solo sportivi, vero?

«Sicuramente una società che ha l’ambizione di crescere non si deve limitare solo alla sfera sportiva. Nel nostro progetto abbiamo coinvolto tanti ragazzi con casi molto difficili. Se riusciamo a dare lavoro anche uno solo dei nostri ragazzi, questa è la nostra più grande soddisfazione. Ovviamente non abbiamo solo casi umani, ma abbiamo anche studenti, lavoratori, padri/madri di famiglia che partecipano alla vita sportiva e non solo. Organizziamo, per i nostri ragazzi, tanti eventi affinché si possa creare per loro un ambiente sereno e coinvolgente. Il traguardo che avevamo al secondo anno della fondazione della società attuale, era di creare la prima squadra di Calcio a 5 femminile nella storia della Provincia di Rimini e cosi è stato. Il nostro prossimo obiettivo è creare un settore giovanile dove allevare in casa i giocatori».

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Perché bisogna continuare a investire nello sport?

«Bisogna continuare a investire nello sport perché nella vita c’è bisogno di tempo libero da dedicare alla propria passione. C’è bisogno di quel luogo dove entri e dimentichi tutti i problemi della vita e ti dedichi solo a quello. C’è bisogno di sognare di sperare di rattristarci e di provare tante emozioni in sconfitte e/o vittorie. La mia soddisfazione più grande è vedere i miei ragazzi/ragazze sereni e felici mentre praticano questo sport, mi da una carica straordinaria che niente e nessuno potrà mai eguagliare».

Nicola Luccarelli

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