Home > Primo piano > Candidati Rimini: Sadegholvaad torna in lizza, Melucci ricorre a commissione di garanzia

Candidati Rimini: Sadegholvaad torna in lizza, Melucci ricorre a commissione di garanzia

Ora c’è Jamil Sadegholvaad lanciato per la candidatura a sindaco di Rimini per il centrosinistra. Mentre fuori dai giochi appare Emma Petitti e con lei le primarie. L’incontro di ieri sera di coalizione, con la partecipazione del segretario regionale del Partito democratico Paolo Calvano e convocato per fare il punto sulle proposte civiche e politiche avanzate dalle forze che ne hanno preso parte in questi mesi, ha impresso dunque una svolta forse decisiva nella corsa per il candidato sindaco.

L’incontro di ieri sera di coalizione, con la partecipazione del segretario regionale del Partito democratico Paolo Calvano e convocato per fare il punto sulle proposte civiche e politiche avanzate dalle forze che ne hanno preso parte in questi mesi, ha impresso dunque una svolta forse decisiva nella corsa per il candidato sindaco. La “larga convergenza”, spiega una nota, che si era registrata sul nome dell’avvocato Moreno Maresi, proposto da Calvano come possibile figura unificatrice, preso atto della sua non disponibilità, è “ricaduta” nel dibattito della serata sulla figura di Sadegholvaad, “considerato in grado di interpretare un sentimento allargato di radicamento e conoscenza del territorio”. Non si tratta però dell’unico nome emerso. Emilia-Romagna coraggiosa ha infatti “socializzato” la proposta di Nazzareno Gabrielli, vicedirettore di Banca etica, “personalità autorevole e riferimento del campo sociale, cattolico e del terzo settore”. Mentre da Europa Verde è arrivata la proposta di Marco Affronte, ex Movimento 5 stelle ed ex eurodeputato, “grande professionista nel campo della green economy e della transizione energetica”. Sui tre, prosegue la nota, si è sviluppata “una conversazione pacata e propositiva che ha argomentato le ipotesi sul campo, senza veti e contrapposizioni”.

Ora si torna quindi in casa Pd. Calvano riferirà infatti l’esito del confronto della coalizione all’interno della direzione del Pd riminese per così “esplorare la percorribilità di una candidatura che raccolga la più ampia unità possibile”. Con la “conferma condivisa da tutti i presenti, che le primarie siano una vicenda superata nei fatti sia per ragioni politiche che nei tempi”.

Il tempo appunto è ora una variabile fondamentale. Il candidato va infatti definito “in tempi brevi – conclude la nota di coalizione – fiduciosi del percoso e del progetto del centrosinistra riminese, in linea con le altre città, indicativamente non oltre la metà di giugno”.

Quasi tutto deciso dunque? Ancora presto per dirlo dati i continui ribaltamenti di situazione. E un primo colpo di scena arriva da un dem di peso a Rimini, e non solo, come Maurizio Melucci che ha fatto ricorso alla commissione di garanzia regionale e a qiuella nazionale per escludere sindaco, assessori, consiglieri e presidenti di circolo dalla direzione comunale. Direzione che un mese fa era stato allargata da 52 a 74 membri su proposte del capogruppo Pd in consiglio comunale Enrico Piccari perché il livello regionale aveva ritenuto la composizione precedente illegittima proprio per non avere tra i membri di diritto gli amministratori e i presidenti di circolo. Ora il ricorso di Melucci, che potrebbe comunque pesare sulla scelta finale in caso di accoglimento.

(Agenzia DIRE)

Ultimi Articoli

Scroll Up