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CANNABIS, PAESE CHE VAI LEGGE CHE TROVI

Dopo i sondaggi e gli articoli di Chiamamicitta.it sulla legalizzazione della Cannabis, ho avuto modo di osservare il dibattito che è nato attorno all’argomento.

Nel mio intervento ho avuto modo di citare anche la posizione delle Comunità Terapeutiche, in genere per la maggior parte contrarie alla liberalizzazione “ricreativa” delle droghe leggere, ma anche alla logica della la cosiddetta “riduzione del danno”, che è quella seguita dalla proposta di legge attualmente in discussione in Parlamento.
E’ di quello infatti che si parla con la proposta di legge, non di liberalizzazione o legalizzazione (anche se mi rendo conto che la differenza terminologica sembra sottile, ma a volte i termini hanno la loro importanza).

Vi sono due concetti però che non debbono assolutamente passare: il primo, che la marijuana sia priva di importanti effetti collaterali, o danni, e quindi sia possibile liberalizzarla senza problemi per l’utilizzo di modiche quantità. La letteratura medica testimonia il contrario: i danni possono esserci e consistenti, in particolare negli adolescenti.Altro è la “riduzione del danno”. Per la non trascurabile diffusione delle droghe leggere, constatata l’inefficacia dei contrasti fin qui adottati, nasce il tentativo di contenere il fenomeno in altra maniera, togliendo inoltre una stampella importante al narcotraffico e controllando il fenomeno direttamente tramite le pubbliche istituzioni.
Il secondo concetto è la parola “uso ricreativo”, come se si volesse riconoscere un beneficio che la sostanza determina: ricrea, fa star bene, è un beneficio che la società non vuole accettare (pensano gli ultra-liberalizzatori) chissà per quali bigotti ragionamenti.
Personalmente sostengo che non sia così: non c’è nulla di ricreativo, il danno esiste in ogni caso, ed è proprio per questo che si parla di una sua “riduzione”.

Ridurre o limitare il danno non deve divenire quindi il mezzo suasivo con cui si cerca di fare passare un concetto, per cui come si dice in Meridione, ‘gabbato lu fesso’ dopo tutto sarà possibile.
E’ per questa ragione che sostituirei nel progetto di legge la parola ‘ricreativo’, con ‘uso personale’ e legalizzazione con ‘riduzione del danno’.

Dicevo delle Comunità terapeutiche e della loro conferenza stampa alla Camera.
L’ho ascoltata e fra le diverse affermazioni ho sentito citare documenti europei che portano dati in contrasto rispetto a quelli fin qui conosciuti. Questi numeri testimoniano invece un aumento della diffusione delle droghe leggere nonostante i provvedimenti di riduzione del danno.
Allora sono andato a cercare quei documenti.

I DOCUMENTI EUROPEI

Mi sono letto le Relazioni Europee sulle Droghe 2015 e 2016 dell’Osservatorio Europeo sulle Droghe e le Tossicodipendenze, Agenzia Europea con sede decentrata a Lisbona.
Quali dati ho potuto trarre?
Innanzi tutto ce n’è uno allarmante.
Dal 2014 ad oggi, oltre 100 le nuove sostanze psicoattive sono entrate nel mercato illegale: di derivazione da cannabinoidi, Lsd, Ectasy e altri (cationi ecc), rendendo assai difficoltosa la loro identificazione e la lotta alla loro diffusione.
La marijuana allora rappresenta, da questo punto di vista, un problema minore.
La compravendita di queste sostanze, anche tramite internet, sta iniziando a permeare questo mercato illegale – dice sempre il documento europeo.

Ciò nonostante, l’80% dei casi di sequestri di droghe riguarda la marijuana, con il 49% legato alla foglia e il 28% alla resina (hashish, con potere farmacologico molto superiore); ma badate bene, i sequestri sono di 460 tonnellate di resina (hashish) e 130 tonnellate di foglia (marijuana).
La foglia proviene da numerosi Paesi esteri ed è anche coltivata in Europa, la resina principalmente dal Marocco.
I narcotrafficanti quindi stanno sempre più puntando su prodotti a più alta concentrazione di sostanza psico-attiva e più raffinata, non solo con la marijuana ,ma anche con le altre sostanze psico-eccitanti e lesive.

I rapporti dicono che circa l’1% della popolazione adulta europea fa uso di droghe contenenti cannabinolo; 16.6 milioni fra i 15-34 anni (il 13.3% di questa fascia di età) lo ha fatto almeno una volta.
Nel rapporto si dice che dal 2004 ad oggi il consumo appare indubbiamente aumentato fino anche a 5 volte.
Ma certamente questo non è dovuto alla legalizzazione, situazione non presente nella maggior parte dei Paesi in quegli anni.
Anche la Legislazione Europea appare completamente disomogenea: per il possesso di 1 kg di marijuana, a seconda dei Paesi si va da un anno a 10 anni di reclusione, per esempio. Divergenze enormi, a testimonianza di quanto cammino deve essere ancora fatto in Europa perfino in questi campi.

Quello che mi ha stupito in quella conferenza stampa è stata l’assenza di dati sulla legislazione di alcuni Paesi, come l’Olanda o il Portogallo e i risultati che in questi territori sono stati conseguiti (di cui ho parlato nel mio precedente articolo).
Esiste altra letteratura europea e dei singoli Paesi che occorre conoscere meglio e che mi propongo di approfondire per il futuro.

Anche alla luce di questi nuovi dati, mi trovo a confermare quanto asserito nel mio precedente articolo: un approccio prudente tramite legge che abbia per obiettivo la “Limitazione del danno”, a me pare ad oggi, sulla base di quanto conosco, la linea da perseguire con maggiore possibilità di risultati: diminuzione della diffusione dell’uso e contrasto al narcotraffico.

Alberto Ravaioli

LA LEGISLAZIONE SULLA CANNABIS IN EUROPA

  • Italia: illegale; è stato depenalizzato l’uso personale fino ad un massimo di 5 grammi. E’ però consentito l’uso medico. In discussione un proposta di legge per la legalizzazione.
  • Svizzera: illegalisia il possesso che la coltivazione (esperimenti di legalizzazione sono stati condotti in alcuni Cantoni. Inoltre nel 2008 è stata votata un’iniziativa popolare per depenalizzare l’uso della canapa, ma è stata respinta dagli elettori. E’ consentito coltivare nella propria casa fino ad un massimo di 4 piante per persona nei Cantoni di Vaud, Neuchatel, Ginevra e Friburgo. Ma è in corso una fase di studio per la legalizzazione.
  • Germania: l’uso personale è tollerato ma non legale, solitamente il possesso di modiche quantità (fino a 10 grammi) non viene perseguito dalla legge.
  • Austria: illegale. Tut­ta­via ne è stato depenalizzato l’uso per­so­nale.
  • Lussemburgo: legale il possesso per uso medico, purché il consumatore sia adulto e non coinvolga dei minorenni.
  • Belgio: illegale. Tuttavia sono permessi per uso puramente personale, a partire dall’età di 16 anni, il consumo ed il possesso di quantità che non superino i 3 grammi e la coltivazione di una singola pianta di canapa nella propria abitazione.
  • Danimarca: illegale, tuttavia viene fatta un’eccezione (non ufficiale) nella “città libera di Christania”.
  • Olanda: completamente legale (fino a 30 grammi).
  • Francia: illegale. Per il consumatore sono previste pene fino a 1 anno di carcere, ma il ministero della giustizia raccomanda di non avviare procedimenti penali contro consumatori occasionali, ma solo un intervento con scopo dissuasivo.
  • Spagna: legale all’interno di luoghi autorizzati, in generale tollerato.
  • Portogallo: legale il possesso dal 2001, la compravendita è invece reato.
  • Regno Unito: illegale (anche per uso medico). Recentemente è stato depenalizzato l’uso personale domestico.
  • Repubblica Ceca: è legale possedere fino a 15 grammi, è anche legale coltivarla per uso personale. È vietata la vendita.
  • Croazia: illegale anche il possesso di dosi minime, anche se a discrezionalità del giudice vi può essere la depenalizzazione. Da ottobre 2015 è legale la vendita di marijuana per scopi terapeutici (dietro prescrizione medica)
  • Estonia: l’uso personale di quantità pari o inferiori a 10 g è depenalizzato, mentre sono duramente puniti con multe e diversi anni di reclusione il consumo, possesso e traffico di quantità superanti il limite massimo.
  • Polonia: illegale, possibili depenalizzazioni per uso personale
  • Bulgaria: illegale, alla stregua delle altre droghe
  • Romania: illegale, multe per possesso di piccole dosi, carcere per dosi superiori.
  • Svezia: illegale consumare, possedere, vendere e/o acquistare qualsiasi quantità di canapa. Tuttavia, è di uso comune applicare unicamente sanzioni amministrative a determinati soggetti per uso e possesso a scopo puramente personale.
  • Finlandia: illegale, ma è in corso una sperimentazione per uso medico.
  • Norvegia: illegale; solo multa fino ai 5 grammi, si va a processo per dosi superiori.
  • Russia: depenalizzati possesso e trasporto di 6 g di marijuana e di 2 g di hashish mentre il consumo, il possesso ed il trasporto di quantità superiori comportano diversi anni di reclusione. Nel 2010 è stata varata una legge che depenalizza la coltivazione di canapa per un numero massimo di venti esemplari. I semi di canapa non contengono sostanze proibite e sono quindi legali.
  • Cipro: illegale, tolleranza zero
  • Grecia: illegale
  • Islanda: illegale anche in minime quantità personali
  • Malta: completamente illegale, alla stregua delle altre droghe

IN AMERICA

  • Argentina: legale per uso privato.
  • Uruguay: legale coltivare, vendere e/o comprare (sotto regolamentazione, 40 grammi al mese di acquisto massimo) e fumare marijuana. La legge è entrata in vigore dall’aprile 2014.
  • Paraguay: legale per scopi ricreativi, fino ai 10 grammi
  • Bolivia: illegale
  • Cile: illegale, ma depenalizzata per l’uso personale e privato. Al Senato è arrivata un mozione per legalizzare la coltivare fino a 6 piante e il possesso di massimo 10 grammi.
  • Brasile: illegale ma depenalizzato (in caso di possesso di quantità inferiore a 20 grammi).
  • Perù: la legge non è chiara, ma molti arresti sono stati effettuati solo per il possesso. Sconsigliato l’uso.
  • Colombia: illegale ma tollerato il possesso di piccole quantità per uso personale.
  • Giamaica: formalmente illegale, ma in realtà ampiamente tollerata, dato che è consumata dal 70% della popolazione. Rappresenta una componente importante della religione più diffusa in Giamaica, il Rastafarianesimo.
  • Honduras: illegale coltivare, piantare, vendere, trafficare e possedere cannabis. Gli eventuali trasgressori della legge possono affrontare dai 9 ai 12 anni di carcere e una multa fino a 5000 lempiras, equivalenti a 196 euro. È anche illegale possedere semi di canapa. I trafficanti di cannabis possono inoltre affrontare dai 15 ai 25 anni di carcere e una multa da 1 000 000 a 5 000 000 lempiras.
  • Ecuador: illegale, ma depenalizzato l’uso personale
  • Costa Rica: illegale, ma il consumo non è considerato un reato penale
  • Portorico: Il governatore Alejandro Garcia Padilla ha siglato (03/05/2015) un ordinanza per legalizzare l’uso della Marijuana per scopi medici.
  • Messico: il 21 agosto 2009 è stato depenalizzato l’uso personale di derivati della canapa che non superino i 5 grammi di peso netto. Coltivare, vendere e/o esportare cannabis resta comunque illegale.
  • Stati Uniti: illegale l’uso a livello federale per qualsiasi ragione. A livello di Stati invece, in 11 hanno approvato normative che contemplano l’esenzione dal divieto per uso medico, mentre in Colorado, Washington, Oregon, Alaska e Washington DC è stato legalizzato l’uso per “scopo ricreativo”).
  • Canada: illegale ma depenalizzato; legale per uso terapeutico Il primo ministro canadese Justin Trudeau  ha dichiarato che il Canada riuscirà a legalizzare la cannabis nel 2017.

NEL RESTO DEL MONDO:

  • Israele: illegale, l’uso medico è autorizzato solo dal ministero della sanità che valuta ogni singolo caso.
  • Iran: legale, sotto regolamentazione
  • Marocco: illegale ma in genere tollerata la coltivazione e l’uso personale di cannabis; tradizione secolare nei villaggi marocchini è infatti la produzione e l’uso di hashish; il commercio e il traffico sono invece assolutamente illegali e sanzionati con il carcere.
  • Camerun: illegale la coltivazione della cannabis sativa, chi affetto da cancro o AIDS può farne uso come antidolorifico.
  • Bangladesh: illegale, sebbene la canapa indiana sia coltivata in tutta la regione del Bengala, territorio che comprende lo Stato indiano del Bengala Occidentale ed il Bangladesh stesso. In entrambe le parti del Bengala, la canapa (in bengalese gãja) è stata ampiamente utilizzata per secoli.
  • Cambogia: pur essendo la canapa illegale secondo la legge cambogiana, il suo uso è assai diffuso tra la popolazione Khmer e i turisti. Hashish e marijuana possono essere acquistati e consumati anche all’aperto senza correre il rischio di alcuna minaccia di arresto. Inoltre, alcuni ristoranti situati nella capitale Phnom Penh sono soliti cucinare pietanze a base di cannabis.
  • Corea del Nord: legale, non è considerata una droga
  • Giappone: illegali tutti i preparati contenenti THC dal 1948, a seguito di una legge introdotta dalle forze di occupazione statunitensi alla fine della seconda guerra mondiale.
  • Australia: illegale, tollerata o depenalizzata in alcuni territori.
  • Nuova Zelanda: illegale. Multe a partire da 500 dollari per il possesso fino ai 14 anni di carcere per lo spaccio. Mentre le multe vanno dai 2000 dollari afino ai 7 anni di carcere per la coltivazione.
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